Metal Xmass Festival
Indian's Saloon -Bresso (MI)

21/12/2003

REPORT ColdNightWind & PoisonEye

 

 

 

 

  

 

 

COLDNIGHTWIND
Dopo essermi perso ripetute ed innumerevoli volte per le vie dell'infinita Milano riesco, grazie al provvidenziale aiuto di un anonimo passante, a raggiungere il tanto sognato Indian's Saloon! Questa sera è di scena il Verbo, Questa sera ogni mio dubbio sulla fede verrà chiarito e sarò anche io un essere di pure Luce (probabilmente nera).
Come la buona tradizione italiana insegna, l'ingresso nel locale viene ritardato di mezz'ora seminando il malcontento generale tra la gente accampata fuori dal locale tra il fango. Non male come inizio, ma credo che la serata possa solamente migliorare.

Ad aprire le danze ci pensano i DoC, giovane formazione Power Metal con già sulle spalle il lavoro del loro demo "In Chaos We Trust". La band parte con un accurata esecuzione di una intro unicamente strumentale di circa quattro minuti con la quale successivamente aprono la loro "Changing Breed". Rispetto ai tempi dell'Italian Metal Gods devo ammettere che le cose sono piuttosto cambiate, riscontrando una maggiore affinità e qualità d'esecuzione di tutti i membri della band. D'altro canto vengono sottolineati nuovamente i limiti della band, sul palco sembra di scena un funerale. Facce serissime e quanto mai attente a non lasciarsi troppo andare rendono la prestazione del gruppo quantomeno statica ed incolore. La scelta poi di non eseguire, vuoi per problemi di tempo o per altro, il loro cavallo di battaglia "Broken Mirrors" è quantomeno discutibile. I miei complimenti alla band vanno comunque fatti, per la buona tecnica ed impegno proposto, ma ora è tempo di sfornare qualcosa di nuovo e vincente e di mostrare cosa sapete fare. Una serataccia probabilmente, come molte ne capitano in una carriera, stringete i denti ragazzi e buon lavoro!

Scaletta DoC:

01 Intro
02 Changing Breed
03 Lament For Lucifer
04 Warlock Quest

Neanche il tempo di recuperare qualche redattore per il locale e di salutare un paio di amici che sul pascono vanno di scena i veneti Raising Fear, autori di un power metal di vecchio stampo molto efficace. Dopo l'ottimo successo di critica ottenuto dal "Promo 2003" la band sale sul palco per dimostrare quanto vale sul serio, riuscendo a superare brillantemente la prova! Una prestazione energica e possente dove i due axe-man Yorick (di casa Helreidh, assieme al bassista Frana) e Alberto la fanno da padrone, proponendo pesanti riff e sofisticati virtuosismi che ammaliano il pubblico. Solo le sfumature della voce del singer Rob riescono a farmi distogliere l'attenzione dai due, le sue graffianti e sporche linee vocali accompagnate da dei pulitissimi acuti ne particolareggiano le canzoni in maniera vincente. Con questo spirito la band si districa tra la bellissima opener Gilgamesh e la ancora più travolgente "Amon Ra", trovando anche lo spazio per eseguire i propri cavalli di battaglia come "Angel Witch" e "Metal Church" delle omonime band. Nulla da recriminare su di loro, una prestazione pulita e convicente che dimostra a pieno tutte le potenzialità di quest'ottimo combo, complimenti ragazzi!

Scaletta Raising Fear:

01 Gilgamesh
02 Theseus
03 Amon Ra
04 Charon
05 Angel Witch (Angel Witch)
06 Metal Church (Metal Church)

POISONEYE
Tocca ai Soul Takers esibirsi prima degli attesissimi Atroci. Il sestetto milanese sale sul palco e cerca di dare continuità all'ottima prova dei Raising Fear puntando sul loro inconfondibile sound che addolcisce lievemente la serata grazie ai deliziosi inserti gotici e sinfonici delle loro canzoni.Come di consueto si presentano con la stupenda "Desert Dust" la quale racchiude in se tutte le caratteristiche distintive del gruppo che, affiatato e compatto, esegue il pezzo con sicurezza.Jorgy alla batteria, preciso e puntuale come sempre, guida la band trasmettendo la giusta carica e dando tranquillità al gruppo che dopo "Out Of Nowhere" si avventura in un classico dei Maiden: "Be Quick Or Be Dead". La cover è purtroppo macchiata da qualche imprecisione dovuta probabilmente a qualche problema sul palco. Tornata alla tastiera la bella Federica (momentaneamente fermatasi per il pezzo precedente) i Soul Takers proseguono con la loro esibizione ritrovando serenità e determinazione grazie anche alla bravura di Francesca alla chitarra che stupisce i presenti per le proprie doti tecniche."Sacrifice" chiude l'esibizione ed il pubblico applaude soddisfatto questa delicata e malinconica parentesi nella serata in cui i guerrieri del metallo sbarcano per la prima volta a Milano.Personalmente ho trovato il gruppo carico e determinato ma privo di quella freschezza e quella genuinità che mi aveva così bene impressionato qualche tempo fa'...voglio dire che i Soul Takers incantano quando "recitano" le loro canzoni e per qualche frangente della serata mi è parso di vederli troppo simili a tanti altri gruppi in circolazione... spero di incontrarli di nuovo con la solita magica atmosfera che li contraddistingue e li rende unici.

Scaletta Soul Takers:

01 Desert Dust
02 Out Of Nowhere
03 Be Quick Or Be Dead (Iron Maiden)
04 Crawling
05 My Infinite
06 Promenade Into Oblivion
07 Sacrifice!

COLDNIGHTWIND
Il momento è solenne, un gremito Indian's Saloon saturo di cuori metallici si prepara a ricevere l'eterna benedizione. Giù le luci dunque, è tempo di conoscere la vera forza e di apprendere le illuminanti e gustose vie del Sacro verbo.
La voce del Profeta ci introduce ad una breve biografia del gruppo che prende il suo posto man man sul palco accompagnati dai possenti boati del pubblico, e una volta completato il set la band attacca con Arrivano Gli Untori, opener del loro album omonimo "Gli Atroci". Nemmeno il tempo di capire cosa effettivamente sta succedendo che fanno il loro ingresso le 3 voci narranti del gruppo, comandate dalla quantomeno colorita presenza del Profeta, facendo completamente finire il concerto. Già perché di concerto non si può più parlare, ci troviamo di fronte ad uno spettacolo superiore ed unico nel suo genere, passando dal cabaret, alle coreografie e ai sempre curiosi eventi che avvengono sul palco mi è praticamente impossibile distogliere lo sguardo da loro, se non per guardarmi attorno e constatare che non sono l'unico ad apprezzare l'operato della band, anzi!
Il locale è un tripudio di mani alzate e teste sbattute, che non si limitano certo a cantare a squarciagola le canzoni proposte dalla band ma sono in continua lotta con lo spietato sarcasmo del Profeta, che si aggiudica la palma del Front-man definitivo. Con questo spirito il gruppo travolge il locale, proponendo un infinita serie di pezzi tratti dal proprio album di esordio e proponendone di nuovi, come "La Zincatura" o l'orecchiabile "Volevo Un Taglio Semplice".
Degne di nota, senz'ombra di dubbio alcuno, sono l'esecuzione a cappella di una modificata versione della celebre "Carletto" e dell'infinita poesia trasmessa dal chitarrista Bestia Assatanata con la sua colorita dedica natalizia.
Non un semplice concerto quindi, un vero spettacolo che mi ha stupito, divertito ed appassionato. Facendomi cantare forte come difficilmente fatto ultimamente. A concerto concluso è tempo di lasciare il locale, con un po' d'invidia in corpo, per quelle "fortunate" ragazze che hanno ottenuto uno di quei tanto sognati buoni, buoni validi per un amplesso gratuito con uno dei membri della band.

Scaletta Gli Atroci:

01 Intro Spaziale
02 Arrivano Gli Untori
03 Peppino L'Usuraio
04 Curati La Gotta
05 Il Muro
06 Carletto
07 I Guerrieri Del Metallo
08 La Zincatura
09 La Mamma E' Importante
10Voglio Vederti Morire
11A.I.M.
12Volevo Un Taglio Semplice
13I Tuoi Amici Atroci
14Inno Finale



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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