METALLICA + SLIPKNOT + LOSTPROPHETS


Stadio Euganeo - Padova
29/06/2004

REPORT Emo

 

 

 

 

 

 

Prologo

Credo che la presenza di Bush a Roma avesse meno sicurezza e servizio d'ordine di quante ce ne siano state al concerto. Polizia, Guarda di Finanza, cani antidroga, security dei Metallica, security della ZED(agenzia che organizza e si occupa principalmente della gestione dei concerti in Veneto), divieto del sindaco di vendita d'alcool "perchè i Metallica sono un gruppo che richiama presenze complesse e pericolose". Mancava solo l'F.B.I.
Sequestrate borchie, manette, catene, lattine di birra e molto altro. Cioè, i naturali accessori che solitamente fanno da cornice al vestiario comune del metallaro medio. Fosse solo questo, ad una ragazza è stata sequestra addirittura una trousse.
Ovviamente, non sono mancati i fermi per possesso di qualche grammo d'erba. Si contano addirittura 130 denunce. Ma lasciateli fumare 'sti ragazzi!! Parentesi: come mai i cani antidroga non ci sono mai all'ingresso delle discoteche? O meglio, all'ingresso di Montecitorio?
Praticamente trattati come animali da macello, come possibili criminali che devono essere messi in riga ed espiare i peccati come entrando in chiesa piuttosto che in uno stadio per assistere ad un concerto di una delle più grandi rock band di sempre.
Padova si dimostra disponibile all'accoglienza, ma fa valere come sempre il suo adunco bigottismo, il suo inguaribile borghesismo perbenista di facciata.
Potevano mancare anche i sequestri all'interno dello stadio? Macchè, foto e videocamere vietate. Cioè, hanno concesso di farle entrare, ma bisgonava tenerle negli zaini. Molti se ne sbattono, ed alcuni tizi della security sparsi in avamposti strategici avvertono che non è possibile fare riprese nè foto, e addirittura uno stronzo di gorilla strappa dalle mani due macchine digitali ed una videocamera. A quale titolo?
Preciso che il personale security è quello della ZED, come della ZED erano gli scagnozzi che controllavano i biglietti all'ingresso. Al sottoscritto, munito di Pass Press, è stato concesso di entrare, ma previo sequestro del pass stesso per imprecisati motivi da parte di una sottospecie d'uomo che con un arrogante e mafioso "ma quale stampa, questo me lo prendo io", più qualche altra parolina gentile, mi spinge dentro ai controlli lasciandomi basito. Caro stronzo, a chi hai girato il mio pass per farlo entrare senza pagare? A nulla sono valse le mie proteste.
Fatto indecoroso ed inspiegabile, non tanto per il pass, ma per il modo schifoso e maleducato con cui sono stato trattato e senza un motivo, senza un cazzo di motivo. Poi, visti i controlli continui, sarei stato nei casini perchè alla mano non avrei avuto niente per giustificare la mia presenza, il mio ingresso, al concerto. Uno schifo inqualificabile, e la ZED non è nuova ad una gestione merdosa del genere. Preciso che la LIVE non ha colpe se non quella di avere affidato a questa gentaglia, a questi mafiosi, incompetenti staccabiglietti il controllo di un evento di tale portata.
Detto questo, credo fosse doveroso mettere a conoscenza chi non era presente, passiamo al concerto che per fortuna ha cancellato momentaneamente l'amarezza e la rabbia. Quel tipo di rabbia.

LOSTPROPHETS

Divertenti, ironici, perfetti dal punto di vista esecutivo, la band di Cardiff, Galles, si mostra immediata e già calata tra il pubblico che paventa interesse e voglia di riscaldare il motore prima della partenza della gara. Ottimi scaldamuscoli, i Lostprophets intrattengono a dovere. Il singer interagisce frequentemente con l'audience scherzando, e con un po' di ruffianeria annuncia diverse volte gli imminenti concerti delle due band più blasonate che seguiranno.
Tutto perfetto anche se abbastanza plastificati e meccanici, e più che del sudore tra il prato dell'Euganeo si diffonde un non so che di profumato. Comunque, nu-metal a tutto spiano che si distanzia dal filone comune e si mostra più diretto, con puntate punk ed un approccio meno loffio e sistematico al genere. Non per altro provengono dal Regno Unito.

SLIPKNOT

Molti sono presenti anche per loro. Molti i ragazzi con le loro magliette, tanti quelli che li incitano a salire sul mastodontico stage, tantissimi quelli che fanno da feedback agli indomiti nove cantando a ripetizione liriche e cori.
Camice e pantaloni neri, le loro maschere tipiche e la loro tipica messa in scena, probabilmente unica del genere considerato il numero dei membri. Oltre alla batteria canonica, due mini drumkit ai lati della formazione, leggermente defilato il tastierista, electro-noise maker. Corey è in grande forma, si esalta e lascia esultare di continuo la platea. Intervalla frasi e bestemmie in italiano tra un pezzo e l'altro in una sequela che prima soprende e poi diverte. "Siete mia famiglia", "Saltare, saltare", un "Porco D**" ripetutto più volte fino ad arrivare ad un ilare "Porco Zio" finale che fa scoppiare la stadio in una fragorosa risata.
I due percussionisti ai lati martellano le pelli come ossessionati, e quando i brani non richiedono le loro prestazioni i nostri imbracciano una mazza da baseball e picchiano duro su un badile strategicamente agganciato al drumkit. Si susseguono corse forsennate, danze sui rullanti in coppia, ed un interagire col parterre encomiabile.
Sull'aspetto strumentale e qualitativo gli Splipknot, poi, si dimostrano all'altezza delle loro capacità d'intrattenimento e piazzano uno show impeccabile, devastante, una fottuta macchina bizzarra ed anche un po' kitchs che prende a calci in culo migliaia d'astanti, li maltratta e poi li venera, tra un dito medio alzato e sfuriate sonore debilitanti. A me non piacciono, ma li rivedrei ogni volta dal vivo...(chissà...).

METALLICA

Palco lungo 80 metri ed alto 30. Quattro megaschermi, due centrali e due laterali che trasmettono quello che riprendono durante il concerto, uno per ogni componente della band. Impianto luci sfarzoso, una passerella lunga quasi tutto lo stage sopra la batteria e due rampe laterali e due centrali. Microfoni sparsi ovunque ma in punti tattici. Due altissimi piloni in mezzo al prato, difronte al palco, quattro stretti e piccoli piani ognuno per un totale di otto uomini-faro pronti a lanciare i loro fasci luminosi sulla band.
Oltre ventimila persone accorse da ogni parte della nazione, una band storica amata smisuratamente in sede live(decisamente a ragione) nonostante le poche dignitose ultime prove in studio. Serata perfetta, non troppo calda e anche ventilata. L'ammasso verso lo stage avviene con ordine e la gente inizia a reclamare il proprio trofeo con insistenza.
Ore 21:20, si spengono tutte le luci e partono le note de "Il Buono, Il Brutto Ed Il Cattivo" con le immagini del film che scorrono sui quattro schermi(Eli Wallach che nel cimitero tra le croci). "Blackend" parte a spronbattuto, la folla impazzisce. L'audio è a dir poco perfetto, ogni strumento al suo posto, nitido, pulito. Si capisce subito che lo show sarà una esperienza indimenticabile.
James è in forma smagliante, finalmente tornato ai suoi standard dopo una lenta e lunga ripresa. Oltre alla timbrica ancora incazzata e suggestiva, colloquia frequentemente con il pubblico, scherza, pone domande(di cui conosce già le risposte), incita continuamente tenendo altissima l'attenzione della gente(ce ne fosse bisogno).
Una scaletta strepitosa che pesca dal recente "St. Anger" le sole title-track e "Frantic" che comunque hanno una buona presa dal vivo pur essendo poco o niente in studio. Si susseguono a ripetizione come un'arma automatica tutti i maggiori successi, "Creepin' Death", "One", "Battery", "Master Of Puppets", "Enter Sandman", "Nothing Else Matter", "Sad But True", "Welcome Home(Sanitarium)", "Memory Remains" e via discorrendo pescando per l'occasione, forse per la prima volta da sempre o da chissà da quanto, una "Holier Than Thou" quasi dimenticata. Qui James fa un censimento nel presentarla, e chiede quanti sono quelli presenti per la prima volta ad un concerto dei Metallica. Alza la mano 3/4 di stadio e la sua faccia sfoggia un appena accentuato ghigno di sorpresa. Dà il benvenuto alla cucciolata e saluta anche gli "old fan".
A questo c'è da aggiungere qualche siparietto fuori scena con i figli di James che salgono sul palco prima a salutare, poi con il maschietto che si siede al post di Lars e prova a suonare la batteria. Si, Lars. Nulla da eccepire, un treno, una locomotiva, dinamico ma controllato, tecnico ma pneumatico. Di pari passo viaggia Hammett con la sua consueta maestria ed il noto feeling, così come Trujillo, valore aggiunto alla presenza scenica, mai fermo e caratteristico e spassoso nelle sue movenze scimmiesche.
Si arriva ai bis e tocca al disco fino a quel momento non considerato: "Kill 'Em All". In successione partono "Metal Militia" prima e "Seek And Destroy" dopo, occasione quest'ultima in cui James ancora ua volta chiede il massimo dalla folla. Non sarà tradito.
Questi sono i Metallica oggi, una band che fa della sua dimensione live uno momento indimenticabile, un qualcosa di superiore che molte altre band non possono permettersi. Certamente non godono dello stesso budget, e qui si potrebbe inscenare la solita inutile storia sull'essersi venduti al music-biz, ad MTV e via discorrendo. Ma lo spettacolo offerto qui a Padova rende nulla qualsiasi supposizione perchè sono i Metallica ad avere avuto ragione. Oggi. Non c'è altro aggettivo che tenga, che renda merito a questa serata incredibile.

EPILOGO

La gente lascia lentamente lo stadio, devastata nel fisico ma con una luce negli occhi di quelle che non si vedono tutti i giorni. E James lo aveva preannunciato: "Metallica will make you feel better". Così è stato.
Una ragazza all'uscita distribuisce gratis una infinità di Akuel, mentre con lo sguardo cerco di individuare lo scagnozzo che ai cancelli mi ha strappato il pass dalle mani. Non lo scovo, spero sia finito in ospedale col muso rotto da un cazzotto di una più audace testa calda di quanto lo sia io.
La notte è ancora giovane e le stelle fanno ancora bella mostra di sè. Ce ne sono quattro che brillano più delle altre. Su ognuna c'è un nome: James, Kirk, Lars, Roberto. Nel frattempo la luna si scatena in un headbangig furioso tenendo alzate la mani e mostrando le corna. Poi volge uno sguardo allo stadio e sorride. E saluta con l'occhietto.
Sarà stato il fumo delle 75 canne passive che ho inalato.
Licenziate quei cani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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