

Festa Della Birra Ceca
Urago Mella (BS)
20/09/2003
REPORT Iowen & Eomer
PARTE I: Eomer
Un tendone da circo bianco e azzurro è il luogo che accoglierà l’esibizione di Eviscerate e Mortuary Drape, in quel di Urago Mella, in occasione della “V Festa Della Birra Ceca” capitanata dal prode Corteccia, una sorta di leggenda vivente in ambito etilico.
L’atmosfera è quella giusta: birra buona (e a prezzo modesto), tavolate di giovani metallonzi e non, e per finire un palco centrale che catalizzerà l’attenzione dei presenti.
I primi a salire sul palco sono i bresciani Eviscerate, che giocando in casa, godono da subito di un buona accoglienza, anche se a dire il vero, quasi tutti ascoltano il loro show comodamente seduti ai tavoli in compagnia di svariate pinte di nettare biondo e rosso.
La band accende subito l’interesse dell’ audience con una “Organic Weapons” magistralmente introdotta da un citazione dotta targata Dream Theater (se l’alcool non m’inganna mi pare fosse l’arpeggio iniziale di “Another Day”). Fin dalle prime note si nota subito come i quattro Bresciani siano in forma e pronti a svolgere bene il loro compito, anche aiutati da un suono che, sebbene non sia perfetto (i tendoni da circo non sono famosi per l’acustica), riesce comunque ad irrobustire il muro di chitarre eretto da Mario e Nicola, senza soverchiare il prezioso contributo della sezione ritmica offerta da Giancarlo (basso) e Alex (batteria).
Se il loro demo mi aveva impressionato più che positivamente, l’esibizione live di questa serata conferma pienamente tutte le buone impressioni che avevo avuto a loro riguardo: potenti e melodici gli Eviscerate sfoderano una performance di buon livello i cui picchi sono indubbiamente la già citata “Organic Weapons” e la splendida “Invasion”, vero cavallo di battaglia della band.
La mezz’ora di concerto scorre che è un piacere, salvo qualche piccolo inconveniente tecnico, che però non riesce a rovinare lo show dei Bresciani.
Come risulta impeccabile l’esecuzione di “Death On My Life”, splendida galoppata di melodic death metal impreziosita da assoli sfarzosi degni di una band da serie A musicale, così pure l’ottima “Playing With Life” contribuisce a mettere in evidenza le buone doti tecniche dei quattro musicisti.
Alla già piacevole serata si aggiunge un doppio regalo da parte degli Eviscerate, che omaggiano i presenti con una nuova canzone (che speriamo di risentire presto nel prossimo lavoro in studio del gruppo) e con l’immancabile cover: la scelta per questa volta è caduta su “War Ensemble” degli Slayer…e il pubblico non ha potuto che gradire.
PARTE II: Iowen
La festa della birra ceca è un avvenimento organizzato ogni anno da un
simpatico bresciano, tale Corteccia, dotato di uno sguardo che ricorda
quello del suo collega della Locanda di Brea di tolkieniana memoria.
Ad aprire questa sera gli Eviscerate capitanati dal bravo Mario, di vi
ha parlato il buon Eomer che ha seguito con attenzione tutto il loro concerto
mentre la sottoscritta è arrivata trafelata alla penultima canzone a causa di vari disguidi collaterali, che mi hanno così fatto
perdere buona parte dell'esecuzione di una band che ho apprezzato molte
altre volte.
Ma, a costo di dover giungere in monopattino da Salò, ai Mortuary Drape non ci rinunciavo, perché mi piacciono tantissimo ed anche perché proprio
il loro concerto di un anno e mezzo fa ha segnato l'inizio di molti eventi
per me molto significativi ed io sono, in fondo, un'inguaribile romantica.
E quindi eccomi scendere dall'auto nel polveroso piazzale adibito a parcheggio
in quel di Urago Mella, maledicendo la mia femminile vanità che mi ha fatto decidere di mettere gli stivali alti invece di un ben più comodo
paio di anfibi.
Nel tendone gli Eviscerate stanno terminando il loro concerto e subito dopo il buon Corteccia scalda debitamente la folla preparandola all'arrivo del combo alessandrino, indicendo istantaneamente una gara di urlo suddivisa per tavoli con l'allettante premio consistente in un gran quantitativo di birra omaggio.
Svariate ugole tentano di tutto pur d'accaparrarsi l'ambito premio, si va dai
cori in stile stadio osannanti al “patrono” di questo divertente concerto estemporaneo, a screaming improvvisati in ogni tonalità esistente,
visto che comunque anche nel parterre circolava un buon quantitativo di membri
di bands bresciane dedite ai generi estremi.
Su un palco che mi sembra leggermente spoglio e più essenziale rispetto al solito, probabilmente per evidenti ragioni di spazio, spunta la smilza silhouette del nostro bresciano Helgast seguito dagli altri membri del gruppo, fra cui il nuovo chitarrista, alias Torquemada, che è approdato al posto di Left Hand Preacher. Riguardo questo ragazzo vi informo che ha imparato tutte le canzoni in meno di un mese e gli invio i miei più sentiti complimenti perché stiamo
parlando di un corposo repertorio decisamente complesso ed articolato, di cui
ho sentito eseguire parte in modo quasi ineccepibile.
In questo concerto vengono suonate canzoni tratte da ogni album, da "Necromancy" a "Tolling 13 knell",
la voce furiosa di Wildness Perversion prosegue splendidamente implacabile
ed assassina massacrando, fra l'altro, i timpani di Flames of Hell, Cold e
soci che se la battono velocissimamente verso un tavolo situato all'esterno,
mentre la sottoscritta con altri degni compagni d'avventura si gode tutto il
concerto dall'inizio alla fine cercando anche di realizzare qualche scatto,
facendo lo slalom fra pali del tendone da circo e lottando contro quell'incredibile
intuito che fa spostare i musicisti proprio mentre li stai fotografando.
Debitamente supportata dall'impeccabile basso di Arcane of Veiled Light, WM
Helgast è la solita stupefacente e perfetta macchina da guerra che si concede
il lusso di fare anche i cori, come se non fosse sufficientemente impegnato
nel percuotere sistematicamente le pelli con una precisione da metronomo mentre
Seeker of the Unknown e Torquemada traggono note di fuoco dalle corde delle
loro chitarre.
Unica pecca di un concerto così piacevole, il pubblico felice ed adorante che aveva però concesso un tributo troppo generoso alla birra d'origine ceca, come ad un certo punto fa giustamente notare anche il buon Wildness Perversion, dopo aver visto che pur dominando la scena da ottimo professionista con la sua notevole massa corporea, vi erano parecchi corpi molto statici ed assolutamente riluttanti ad una più dinamica
partecipazione alla performance sonora..
Il concerto finisce troppo presto, nell'opinione di molti dei presenti, che
vanno a tal proposito a consolarsi con abbondanti sorsi della rinomata bevanda
regina della festa, comunque pienamente soddisfatti, e "necromanticamente" felici.