ON THE ROAD
Necrodeath + Hyades + Enraged
La Gabbia - Bassano
del Grappa (VI)
27/03/2004
A CURA DI Pierre Hound
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Pierre Hound & Sarina
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Oggi,
27 marzo 2004, si va in missione punitiva in Veneto, a Bassano del Grappa per
essere precisi. Dopo mesi di organizzazione è finalmente giunto il giorno del
concerto dei Necrodeath nelle terre dell'est. Il team di Black Dahlia sempre pronto,
carico e guardingo si ritrova da qualche parte nella provincia milanese e, in
ritardo come sempre, parte alla volta del music club La Gabbia.
Vedo subito
i miei amici e soci di agenzia (Danny e Sarina) attenti e svegli, ma soprattutto
rimango enormemente impressionato della serietà professionale degli stessi (e
diciamo anche mia!!!).
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Breve
sosta per alcuni fugaci panini, acquisto di materiale utile per il viaggio e per
la permanenza fuori casa della durata di due giorni (le pile per l'apparecchiatura
di Sarina -...per la sua macchina fotografica, che avete pensato? - e "Tv Sorrisi
e Canzoni" per le letture di Danny - !!! -) e via, veloci per recuperare il ritardo
accumulato dal solito Pierre (povero!!!).
Giungiamo sul luogo del misfatto
verso le 17.30...sono già tutti li: gli Enraged, gruppo musicale locale, i milanesi
Hyades ed, ovviamente, i liguri Necrodeath.
Salutiamo tutti e tra lattine
di birra e affettati vari, Flegias (singer della storica band genovese) mi placa
e mi assegna un compito di responsabilità. Prima di spiegarvi di cosa si tratta,
devo tornare indietro di un paio di giorni.
A causa di un problema con il furgone
dei Necrodeath, la stessa band è stata costretta, all'ultimo momento, a noleggiare
un mezzo idoneo a trasportare la strumentazione per il concerto, ma purtroppo
ha dovuto lasciare a casa il tecnico di luci e basi musicali.
Bene, data la
situazione contingente, Flegias mi recluta in meno di 3 millesimi di secondo
e mi consegna un pacchettino di CD da inserire come basi musicali tra un pezzo
e l'altro della loro esibizione serale!
Il tempo di verificare che tutto vada
per il meglio, io e le altre due "dalie nere" lasciamo gli artisti alle loro prove
e ci rechiamo a fare un giro per le zone limitrofe, con la chiara intenzione di
andare a salutare dei nostri carissimi amici che in serata hanno anch'essi una
esibizione live in quel del Transilvania di Bassano.
Dopo aver sbagliato un
paio di volte la strada, giungiamo finalmente e con il calar delle prime luci
serali, presso il suddetto locale dove dopo qualche minuto fanno capolino Amos
e soci, vale a dire la strepitosa heavy metal band dei Rain.
Pochi minuti per
salutare i nostri amici Rain, baci abbracci e tante risate...un rapido saluto
anche ai loro compagni di tour, i tedeschi Gun Barrel e via, di cosa verso il
nostro concerto presso "La Gabbia".
Vi risparmio la gita turistica "forzata"
per le colline ed i paesini del circondario di Bassano (purtroppo la mia famosa
tendenza a perdermi, anche questa volta non è stata smentita!)...detto ciò, alle
20.30 facciamo il nostro ritorno nel fenomenale locale sulla Valsugana; lievemente
affamati ci dirigiamo nel backstage, ma ahimè, ci accorgiamo che i membri dei
tre gruppi della serata hanno già "scofanato" ed aspirato tutto il cibo possibile
ed immaginabile: non ci resta che andare a cercare una pizza da qualche parte.
La
Gabbia è un locale collocato all'interno di un comprensorio in cui vi è anche
un centro commerciale e quindi ci basta fare pochi passi all'esterno di quel luogo
per trovare un comodo ristorante pizzeria in cui consumare velocemente e voracemente
la nostra dose di pizza con la porchetta (in realtà l'ho presa così solo io!),
di birra media e limoncello finale.
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Il
tutto comunque in un clima surreale: il centro commerciale di cui sopra e dove
è collocata la pizzeria in questione, ci da subito l'impressione di un luogo tristemente
conosciuto...bastano pochi secondi per vedersi, infatti, calati in una ambientazione
che paradossalmente risulta molto ma molto simile a quella del film "Zombie".
Io,
Sarina e Danny ci troviamo a camminare tra negozi illuminati ma chiusi, nel deserto
più assoluto e nel silenzio più totale. Soli in tutto quel mastodontico scenario
di vuoto "apparente", padroni di tutto e attenti a non incontrare qualche essere
animato da forze soprannaturali, fuggiamo via e cerchiamo quanto prima di fare
ritorno tra i viventi...i primi esseri che incontriamo sono dei metallari che
prevedibilmente sono li per seguire il concerto di Necrodeath & Co.
Ma
eccoci al clou della nostra missione Veneta: la gente comincia a popolare il locale,
dietro la tenda del backstage gli Enraged, visibilemente carichi (non solo di
energia per il concerto!) iniziano a riscaldarsi...attorno alle 22.30 inizia il
massacro!
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La band di apertura, Enraged appunto, senza fronzoli inizia a "tirare in mezzo" la gente grazie al proprio ritmo indiavolato ed ad una rabbia paurosa. La musica proposta è sulla falsa riga di quanto proposto dai ben più noti Slipknot; anche i veneti si presentano con una serie cospicua di percussioni, con il doppio cantato ed affollano il palco sia per il numero di membri che per le corse pazze, i salti e le isteriche danze di rabbia che infarciscono le loro "rumorosissime" canzoni. Si capisce subito che sarà una serata memorabile. Il pubblico dimostra di gradire parecchio e i più freddini sono subito invitati a riscaldarsi grazie a generose dosi di rhum, gentilmente offerte direttamente dalla band sul palco. Un delirio per tutti interrotto solo dalla fine di una scaletta ricca e ben interpretata. Sia inteso: lo show degli Enraged ha poco di tecnico ma riesce a dare una energia tale che difficilmente riesce a tenere i "sederini" attaccati alle sedie!
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Il tempo di ripulire il palco ed è la volta dei milanesi Hyades, band invitata direttamente dal nostro team di Black Dahlia e per la prima volta di fronte ad un pubblico come quello della Gabbia. Quanti conoscono già la band in questione, sanno quale sia la carica energetica che riesce a sprigionare sul palco e i tanti nuovi ascoltatori che se la trovano di fronte sul palco fanno presto ad accorgersene. Brani potentissimi del repertorio originale della band trovano posto in scaletta alternati ad un paio di cover. La tecnica questa volta la fa da padrona grazie alla trazione posteriore di Jorgy ed alla perizia di Txt. Quando poi c'è da parlare del cantato, è facile catalogare il singer Marco come un vero animale da palcoscenico. Il pubblico diviene schiavo della band e del suo show (quasi) perfetto. Spettacolo, grinta, melodia e divertimento: gli Hyades hanno "ammazzato" tutti. Al termine del loro show, dopo la distuttiva Overkill-cover "Elimination", il pubblico scoppia in una ovazione e urla a gran voce il nome della band. Lo strepitoso calore del pubblico ed il successo che gli intervenuti hanno decretato nei confronti della band, hanno sorpreso i 5 milanesi che hanno dovuto siglare numerosi autografi oltre che finire le scorte di loro dischi a disposizione, portati per l'occasione! Unica delusione personale è stata il dover accettare la mancata esecuzione del medley "Angel Of Death / Raining Blood", ormai un classico per gli Hyades.
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Pochi minuti per smontare il set dei due act di supporto ed ecco che è la volta
degli storici Necrodeath. Pierre sale in consolle, fa partire l'intro, si alza
il sipario ed inizia il massacro. Una dietro l'altra le cattivissime canzoni dei
quattro liguri stendono un pubblico numeroso che da impaziente attesa passa in
delilirante euforia.
Lo show del quartetto on stage è perfetto con un Flegias
diabolico, ed una sezione ritmica pesante ed incisiva, trainata dalla "garbata"
perizia di Peso (avete mai visto suonare black/thrash con la tranquillità di un
jazzista?), dalle incursioni violente della chitarra di Claudio e dal basso killer
di John.
Lo spettacolo non lascia respiro, la furia della band va di pari passo
con l'eccitazione del pubblico. Dal mixer, il buon Pierre guarda lo spettacolo
da un'altra prospettiva, facendo attenzione ad inserire nei momenti e nei punti
giusti, gli stacchi pre-registrati tra un brano e l'altro.
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Tutto è fenomenalmente fantastico, si procede a ritmo di una locomotiva e dopo gli adeguati bis, il silenzio cala in sala e fa posto al dj set di fine serata.
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Un'esperienza indimenticabile e gli intervenuti di questa sera lo sanno.
E'
un orgoglio poter dire: "io c'ero"...per i pochi sprovveduti che ignorassero la
storia, c'è da dire che i Necrodeath hanno scritto pagine importanti del black/death
italiano proponendo certe sonorità quando di black e di death ancora non si parlava,
oltre che iniziare a calcare le scene in anni in cui nomi come Metallica, Slayer,
Testament e compagnia bella, erano poco più che band underground! Ovviamente l'Italia
è sempre stato un suolo ostico per talune sonorità e solo oggi, ad oltre venti
anni di distanza dalla fondazione del gruppo, i fan, la gente e gli addetti, si
rendono conto del grande patrimonio che una band come i Necrodeath, costituisce
per l'Italia musicale tutta.
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Tornando alla serata, giusto il tempo di smontare tutto, mangiare un veloce hot-dog e..."però, sono già le tre di notte, andiamo a riposare perchè la giornata è stata dura e domani si rientra!". Attenzione agli orologi, perchè stasera scatta l'ora legale e quindi in realtà l'ora esatta è quella delle 4.00. Salutiamo e ringraziamo La Gabbia Music Club che ci ha ospitati ed andiamo via.
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Volete che vi racconti il tragitto verso uno sperduto albergo, in uno sperduto
paesino delle colline bassanesi? Vi dico solo che abbiamo svegliato alle 5 del
mattino il proprietario della pensioncina e lui a petto nudo si è visto di fronte
i 4 Necrodeath (e "consorti") del post show, Jorgy degli Hyades e gentile compagna,
e le tre "dalie nere" ormai appassite. Problemino: non ci sono le camere a sufficienza
e quindi Claudio e John dei Necrodeath, Jorgy e ragazza, sono costretti a migrare
verso un hotel vicino (non so quanto!). Il gestore della pensione ci consiglia
di non parcheggiare nei pressi della stessa poichè al sorgere del sole quelle
vie sono deputate ad ospitare il mercato domenicale...è così che Peso ed il sottoscritto
sono costretti a dirottare i veicoli presso il parcheggio di un cimitero situato
1 km circa più in collina (!!!). Il vostro Pierre previdente colloca la sua auto
proprio vicino l'uscita del parcheggio...non si può mai sapere, metti che si riempia,
si fa meno fatica a tirarla fuori!!!
Alle 5.30, le stanche membra dell'impavido
Pierre -dopo un'ulteriore scarpinata di ritorno verso l'hotel- toccano le soavi
lenzuola dell'agognato letto, mentre i due guardinghi compari Danny e Sarina,
ronfano già di gusto!
I sogni si affollano agli occhi di Pierre e ben presto
rapide immagini si arricchiscono di teneri suoni (accidenti al campanile che rintocca
ogni ora proprio sulla nostra stanza!), ma la pace arriva ed avvolge con tenerezza
il tutto.
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D'un tratto rumori strani invadono la scena e Pierre con solerzia e prontezza di riflessi dice: "Basta soundcheck, iniziamo il concerto!". Passano pochi secondi e drammaticamente la verità si fa largo nelle ombre dell'irrealtà del sonno: il padrone dell'albergo si prende la sua rivincita e alle ore 7.00 abbatte, quasi, la porta della mia stanza dicendo le fatidiche e scongiurate parole: "C'E' DA SPOSTARE LA MACCHINA"!!!! .
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Mille "perchè" iniziano ad affollare la mia testa, ma nessuna logica spiegazione riesce a venire fuori dalla vuota cassa di risonanza che mi trovo sulle spalle! Metto i primi abiti che trovo...no questo è il reggiseno di Sarina...e con la "panna" agli occhi e la bocca annodata, mi fiondo giù dirigendomi nel mio calvario verso il cimitero in collina. .
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La mia macchina rompeva le scatole ad un venditore di arance che non riusciva
a scaricare un albero ornamentale con le arance finte! Poche parole...sposto la
macchina e rientro in albergo; sulla via del ritorno vedo altre anime in pena,
transfughe dal film "L'alba dei morti viventi"...altri sfortunati incauti parcheggiatori!
Ovvio dire che non ho più chiuso occhio!
Bene, direi che la storia può
terminare qui...dopo una prima colazione con Peso, Flegias e ragazze, a base di
brioche e cappuccino ed una seconda dopo mezzora circa, a base di olive ascolane,
crocchette di patate, gamberi e calamari fritti, salutiamo i ragazzi dei Necrodeath
ricordando insieme a loro un'esperienza faticosa ma tremendamente bella.
Prima
di rientrare a Milano, un giro per le vie di Bassano a comprare qualche souvenir
(la Grappa!!!).
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Quindi, così come era stato all'andata, con degli attenti e lucidi compari, chiudiamo la due giorni veneta con i Necrodeath..
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CONCLUSIONE:
La musica che unisce, diverte e rende tutti più felici...e questo
dovrebbe servire a chi l'odio, anzichè cantarlo al mondo, lo infligge a questo
senza ritegno.
Uniti nel disprezzo ce ne torniamo a casa con inni carichi di
tonnellate d'odio!