NO
MERCY 2004
Transilvania Live- Milano
06/04/2004
REPORT
Tormentor
PHOTO
Tormentor
A dirla tutta, è stata una giornata massacrante; questo il No Mercy per me quest'anno,
tra cambi di location all'ultimo momento, raffreddori micidiali e imprese da dono
dell'ubiquità. Ma andiamo con ordine: arrivato alla venue, la folla in attesa
è già numerosa e l'apertura dei cancelli avvenuta con le canoniche due ore di
ritardo non ha fatto che confermare questa impressione.<
br> Dopo la defezione
dei nostrani Gory Blister (che a quanto pare hanno avuto dei problemi con il tour
manager del festival, e non sono stati gli unici...), tocca agli svedesi SPAWN
OF POSSESSION aprire la manifestazione, forti del loro death metal
di tecnica fattura ricco di cambi di tempo e intricati guitar solo, depredando
il loro ottimo album di debutto "Cabinet" e riuscendo ad entusiasmare a dovere
i già numerosi presenti, che non hanno mancato di supportare gli scandinavi nemmeno
per un momento; dunque un'ottima prova la loro, breve ma incisiva, una band su
cui scommettere in futuro senza alcun dubbio.
Continua il mio peregrinare
in giro per il Transilvania alla ricerca di un foto pass e del tour manager con
cui concordare un paio di interviste che in quattro e quattr'otto il palco per
i californiani EXHUMED è pronto. Avendoli
visti al top della forma due anni fa praticamente a casa loro a San Francisco
di spalla ai Dragonlord di Eric Peterson, e avendo assistito allo spettacolo stellare
messo in piedi (numeri di mangiafuoco, motoseghe, vomito, teste mozzate con sangue
finto a iosa a attitudine totalmente 80's), mi aspettavo un'esibizione piuttosto
dimessa per via della collocazione nella bill, è così è stato; Matt e compagni
non hanno smentito nessuno, puntando nella mezz'ora scarsa a disposizione sopratutto
sul recente "Anatomy Is Destiny" dal quale sono state eseguite "Waxwork" e "The
Matter Of Splatter" in apertura e "In The Name Of Gore" a chiudere, intervallate
dai vecchi classici, una per tutte la mitica "Open The Abscess"; per il resto
niente da dire, prova strumentale precisa e presenza scenica più che buona, ma
resta il rimpianto, almeno per me, di non avere visto gli Exhumed al 100% delle
loro potenzialità...
Un altro breve cambio palco e tocca ai VOMITORY
salire sul palco; in verità, non avevo mai avuto occasione di ascoltare i quattro
svedesi anche se ne avevo sentito spessissimo parlare, a volte in maniera fin
troppo lusinghiera. Il loro death metal scandinavo (ai Dismember non si comanda!)
intriso di ritmiche thrash ha entusiasmato oltremisura il pubblico, che mi è sembrato
a volte eccessivamente succube di una band sì valida, ma che a conti fatti non
inventa niente nè stupisce nessuno; un gruppo sufficiente e senza dubbio competitivo
che stasera ha dimostrato di saperci fare; bravi, niente di più.
Si comincia
a entrare nel vivo del festival con i CARPATHIAN FOREST,
anche loro accolti da un boato (di gente che per metà mi sembrava applaudirli
solo perchè fa figo ascoltarli); senza corpse paint, la band fa il suo ingresso
on stage in modo abbastanza dimesso, e Nattefrost è l'ultimo ad arrivare con una
croce rovesciata in mano e un bel 'madonna pu**ana' urlato nel microfono, dando
il via allo show con la devastante "Knokkelmann". La band non ha fatto prigionieri
snocciolando praticamente tutti i suoi classici, da "Black Shining Leather" alla
più recente "Skjend Hans Lik", passando per le solite "Mask Of The Slave", "He's
Turning Blue", "Bloodcleansing", "Morbid Fascination Of Death" e "The Angel And
The Sodomizer"; Nattefrost ha tenuto in pugno il pubblico per tutta la durata
dello show anche se la cosa pareva non andargli molto a genio (o forse era ancora
provato dall'infortunio di qualche giorno prima), e tra un 'Sataaan' urlato ogni
venti secondi e un abuso del suo tipico 'uh!', i Carpathian scendono dal palco
vincitori; quella che ho visto sul palco stasera non era una band svogliata di
certo, anche se è mancata la scintilla che rende davvero memorabile un concerto.
Le cose sono cambiate e se è vero che show del genere anni fa Nattefrost poteva
scordarseli, è anche palese il fatto che la metà del pubblico che idolatra i Carpathian
Forest dovrebbe tornarsene a casa visto che le uniche lamentele sono state 'non
avevano il face painting!' e 'sembravano punk rock'n'roll!'. La prossima volta
statevene a casuccia ad ascoltare i vostri Dimmu Borgir e Cradle Of Filth così
voi siete contenti e Nattefrost anche.
Ormai il pubblico è caldo a dovere,
e a mantenere infernale la temperatura ci pensano i canadesi KATAKLYSM
che con il nuovo album "Serenity In Fire" sono riusciti ad emergere quasi definitivamente
dal limbo underground in cui erano confinati da diversi anni; forti di suoni precisi
e puliti e di una presenza scenica a tutto tondo, i quattro riescono ad instaurare
fin da subito un ottimo rapporto con l'audience, merito soprattutto del paffuto
singer Maurizio Iacono, di chiare origini italiane, che dialoga e scherza con
la folla nel nostro idioma con la massima naturalezza. Vengono eseguiti soprattutto
pezzi dalla penultima fatica "Shadows And Dust" e ovviamente da "Serenity", ben
rappresentato dall'opener "The Ambassador Of Pain" e la terremotante "As I Slither",
micidiale proprio come su disco; c'è spazio anche per un gradevole (ma non proprio
sbalorditivo ad essere sinceri) drum solo da parte del nuovo batterista Martin,
e come mi confiderà il simpatico axeman JF in sede di intervista la scelta è dovuta
al fatto che molte persone ascoltando l'album pensavano a una drum-machine, e
da quì la decisione di smentire gli scettici 'dal vivo'. I Kataklysm hanno dunque
soddisfatto un po' tutti, e hanno lasciato il palco soddisfatti, a ragione. Grandi.
Purtroppo non so dirvi granchè del gruppo successivo, i grandissimi HYPOCRISY;
a causa dell'interminabile attesa per ottenere l'ok all'intervista ai Kataklsym
ho perso metà del set della band svedese, mentre l'altra metà me la sono potuta
godere da decine di metri di distanza, nell'atrio del Transilvania; da quel poco
che ho sentito, Peter e compagni mi sono sembrati in gran forma, puntando parecchio
su "The Arrival" (dal quale sono state eseguite "Born Dead Buried Alive", "Eraser"
e "Slave To The Parasites" ) ma anche su vecchi classici dimenticati tipo "Adjusting
The Sun", tralasciando però clamorosamente "Killing Art". A quanto pare una buona
performance quindi...
Ormai il locale meneghino è gremito, e tutti attendono
loro, la brutal death band più famosa in circolazione, i CANNIBAL
CORPSE ; appena salgono sul palco non ci sono storie e inizia senza
remori il massacro, inaugurato addirittura da "Shredded Humans" (vi giuro, nel
pit foto sembrava di stare in trincea); da lì in poi è una tirata pazzesca, basta
guardare la scaletta per rendersene conto. Nonostante la clamorosa mancanza di
"I Cum Blood", i cinque macellai non fanno prigionieri e traumatizzano il pubblico
puntando tanto sui vecchi classici quanto sui nuovi brani (memorabili "Decency
Defied" e la thrashy "The Wretched Spawn", peccato invece per l'assenza di "Severed
Head Stoning"). Nonostante una performance relativamente fredda 'à la Deicide',
tutti sono contenti lo stesso e il macello perpetrato da Corpsegrinder e compagni
soddisfa loro e soprattutto le centinaia di fanatici accorsi per vederli. Per
quanto mi riguarda, il death metal è passato da queste parti un mese fa sotto
il nome di Morbid Angel, ma i Cannibal non hanno certo sfigurato...
Scaletta
Cannibal Corpse:
Shredded Humans
Puncture Wound Massacre
Fucked
With A Knife
Stripped, Raped And Strangled
Decency Defied
Vomit The
Soul
Unleashing The Bloodthirsty
Pounded Into Dust
Sentenced To Burn
The Cryptic Stench
They Deserve To Die
Festering In The Crypt
Dormant
Bodies Bursting
Gallery Of Suicide
Pit Of Zombies
The Wretched Spawn
Staring Through The Eyes Of The Dead
Devoured By Vermin
A Skull Full Of
Maggots
Hammer Smashed Face
E' stato dunque un No Mercy nella
media quello di quest'anno, con band più che buone ma che impallidiscono al confronto
di quelle dell'anno scorso (un tridente come Testament, Nuclear Assault e Death
Angel è difficile da battere...); tolto questo, un bel festival che ha fatto passare
a tutti una grande giornata. Ci si vede al prossimo No Mercy!