ORPHANED LAND
Guest: SUMMONER
Transilvania Live - Milano

07/10/2005

REPORT Pierre Hound
PHOTO Pierre Hound & Vale

 

 

 

 

 

 

 

 


Ad appena 3 mesi di distanza dalla loro ultima calata italica in quel dell’Evolution Festival, ecco tornare nel nostro Paese gli israeliani Orphaned Land, forti del grande successo ottenuto lo scorso luglio a Toscolano Maderno e, ovviamente, di quello del loro ultimo album “Mabool”.
Il minitour italiano degli Orphaned Land prevede due diverse tappe, una veneta ed una, quella di questa sera, al Transilvania Live di Milano.

La serata concertistica è aperta dai lombardi Summoner che senza tanti fronzoli riscaldano il pubblico con il loro death metal melodico con forti contaminazioni gotiche.
C’è da dire che la resa dal vivo della band comasca è tutt’altro che trascurabile: una buona tenuta del palco (soprattutto da parte del singer Claudio) fa da cornice ad un suono tondo ed incisivo, rabbioso ma anche avvolgente che riesce a catalizzare l’attenzione del pubblico ed a coinvolgerlo nelle trame emotive del racconto musicale in scena. Poco incisiva invece la voce femminile di Dalia, spesso in secondo piano e quasi mai all’altezza (in termini comparativi e non di qualità) del corrispettivo maschile, ad opera dello stesso Claudio. In scaletta, quasi totalmente incentrata sulle canzoni dell’ultimo album del combo brianzolo, trova spazio anche la cover del classico dei Metalicca (Black Album Era) “The Unforgiven”, qui gustosamente riproposto in chiave double voice.
In definitiva, un’ottima prova che altro non può che fare contenti tutti, pubblico e band, la quale merita, in questo frangente, i migliori auguri e complimenti, oltre ad un grande incoraggiamento.

Scaletta SUMMONER
· Epoch Of Stealness
· The Maskplague
· Gaia Flowered Mantle
· In Dreamy Lullabies
· The Unforgiven
· Winter Solstice
· Following Your Insight
· Forever Fellows

Dopo i Summoner è il turno degli headliner della serata, i tanto ri-attesi Orphaned Land! Dopo il tempo tecnico per il cambio palco, ecco aprirsi il sipario e, nel tripudio generale del pubblico, avere inizio lo show di Kobi Farhi e soci. Sin dall’inizio si percepisce la buona vena e l’ottimo stato di grazia della band. Si percepisce l’armonia del gruppo e la voglia di divertirsi e di divertire. Certo, la situazione è ben diversa rispetto all’Evolution, dove vi era un pubblico nettamente maggiore ed il contesto donava maggior spazio per uno spettacolo anche scenico (leggasi maggior movimento per i tanti membri della band); di contro, al Transilvania di Milano, la band di Tel Aviv può presentare al meglio e nei giusti tempi, uno show più ampio e meglio impostato. E’ così che la band si gioca subito le proprie carte migliori presentandosi in modo nettamente più aggressivo rispetto al festival di cui sopra, prelevando ad ampie mani brani dal proprio repertorio dello scorso decennio. “El Norra El Alila” è l’album da cui la band preleva la maggior parte dei brani di questa sera, non tralasciando, ovviamente, quelli che ne hanno decretato il successo in questo ultimo anno e mezzo, ossia quelli dello stupendo “Mabool”, targato 2004.
Con la solita classe, incisività, armonia e passionalità, i sei israeliani alternano momenti tirati a momenti di soave poesia musicale, con un Sassi (Yossi Saharon) sempre ‘magico’ sulla sua sei corde e con i vari strumenti tradizionali del suo Paese, utilizzati per infondere quel tocco di mediterraneità e calore che è l’elemento distintivo e di valore del sound degli Orphaned Land.
A differenza dello show tenuto durante l’Evolution Festival, oltre che la defezione della voce femminile (già assente in quel contesto), c’è da segnalare anche quella del percussionista, il che forse giustifica il taglio più ruvido e meno ricco dell’intero show milanese. A donare nuova ricchezza allo stesso, però, ci pensano Eden Rabin (tastierista) e Matti Svatizki (chitarrista) che, nei momenti di riposo degli altri membri della band, provvedono ad offrire delle infuocate performance alle percussioni, con enorme gioia di un pubblico, finalmente in grado di entusiasmarsi con degli spettacoli di alto valore artistico, come quello proposto per l’ennesima volta dalla band dell’altra sponda del Mediterraneo. Lo show, lungo ma solo formalmente, volge rapidamente al termine e come già fatto in passato, Kobi & Co. non possono far altro che omaggiare il Paese ospite con la cover di “Nel Blu Dipinto di Blu” di Domenico Modugno, ancora una volta battezzata ”Volare”: la resa del brano, in questo frangente, è stata ancora migliore rispetto a quella dell’Evolution, ma la finalità era quella di cantare con il pubblico, un pubblico caloroso ed estremamente soddisfatto…un pubblico che ha lusingato ed acclamato lungamente la band, donandole il giusto tributo ed ottenendone in cambio la solenne promessa di un pronto ritorno in terra italiana, per altri grandi ed intensi show come quello di questa sera. Bravi ragazzi. Grazie di cuore.

Scaletta ORPHANED LAND
· Mabool (The Flood)
· Of Temptation Born
· The Kiss Of Babylon (The Sins)
· Seasons Unite
· Birth Of Three (The Unification)
· A Neverending Way
· Thee By The Father I Pray
· Ocean Land (The Revelation)
· - percussion solo –
· Like Fire To Water
· Find Yourself, Discover God
· El Meod Na'Ala
· Norra El Norra (Entering The Ark)
· Ornaments Of God
· Mercy
· The Beloved’s Cry
· Volare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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