Overkill + Guest

Transilvania Live
10/11/2003

REPORT Eomer

 

 

 

 

 

 

Il cielo è azzurro, l'accqua è bagnata e le donne hanno i segreti. Questo è quanto sosteneva Bruce Willis ne "L'Ultimo Boyscout" a proposito di verità incontestabili. Il cielo è azzurro, l'acqua è bagnata, le donne hanno i segreti e gli Overkill non invecchieranno mai.Questo è quanto mi sento di sostenere io, all'indomani dello show tenuto dalla band di Mr. Blitz in quel del Transilvania Live di Milano.
Ma andiamo con ordine…

Il sole che tramonta confinandosi pian piano al limite di un cielo limpidissimo fa da cornice al trionfale ingresso a Milano della combriccola di Hardsounds. Raggiungiamo il locale con un discreto anticipo che ci permette di ricapitolare le idee prima di procedere all'intervista concordata col leader dei Seven Witches Jack Frost.
Il tempo di salutare i vari musicisti presenti, impegnati negli ultimi dettagli pre show, e poco dopo le sette vengono aperte le porte coi fan che affollavano il marciapiede esterno che possono riversarsi all'interno del Transilvania Live, locale sì piccolo, ma decisamente adatto a certi contesti live come questo.

Il primo gruppo a calcare le assi del palco è quello tedesco degli Evolution, che propone ai presenti un metal thrasheggiante di chiaro stampo Metallica prima era.
Anche la voce del cantante sembra voler fare il verso a quella di Hetfield, ma proprio quando in scaletta c'è la cover dei 'Tallica ("Sad But True") i risultati lasciano alquanto perplessi… se in più ci si mette anche qualche problema tecnico, allora si capisce come l'esibizione degli Evolution sia stata tutt'altro che encomiabile. La band comunque non ha fatto una piega e ha ringraziato i fan accorsi nelle prime linee.

Di ben altro spessore la prova live dei Seven Witches: forte di un nuovo album valutato più che discretamente dalla maggior parte dei media specializzati, l'act capitanato dal biondo Jack Frost si presenta in piena forma all'audience del Transilvania Live.
Il metal a stelle e strisce proposto dai quattro musicisti, assume dal vivo ancora più spessore e potenza, riuscendo a coinvolgere fortemente anche chi non conoscendo molto le Sette Streghe si trovava da quelle parti unicamente per gli Overkill.
A dir poco strepitosa la prova dietro il microfono di James Rivera, che da screamer dotatissimo e carismatico quale è, trascina ed ammalia la folla che ha dinnanzi con una prestazione super.
La scaletta proposta si basa ovviamente in buona misura sull'ultimo "Passage To The Other Side", del quale vengono proposte con ottimi risultati oltre alla title track anche "Dance With The Dead" e "Mental Messiah" probabilmente il pezzo più convincente del lotto.
Seven Witches promossi a pieni voti!

Una mezzora abbondante di pausa e con le note di "Devil By The Tail" ha inizio lo show degli Overkill.
Il pubblico è ormai tutto compatto sotto il palco dedito ad un headbanging senza pausa, con gli occhi al palco e le mani al cielo. La successiva "Necroshine" serve a scaldare ancora di più il pit e a mostrare una band in piena forma, capace ancora, nonostante lo scorrere degli anni (la carriera della band è oramai ventennale), di macinare thrash metal con una naturalezza assoluta.
Lo stesso Bobby "Blitz" Ellsworth, colpito da un principio d'infarto solo qualche mese fa, si è reso protagonista di una prestazione eccellente: un'ora e mezza tirata a mille tra screaming taglienti e incitamenti al pubblico a non finire.
Gli Overkill hanno eseguito classici su classici, alternandoli a canzoni più moderne, così abbiamo potuto ascoltare sia i cavalli di battaglia (da urlo "Hammerhead" e "Rotten To The Core"), sia le più recenti "Long Time Dying" (dal sottovalutato "From The Underground And Below") e "Unholy" (dall'ultimo "Killbox 13"), per un risultato complessivo che ha decisamente convinto tutti.
Un'acustica più che sufficiente (salvo qualche piccolo problema di cui ci ha confidato Dave Linsk) ha contribuito non poco a rendere lo show ancora più eccitante, esaltando nel modo dovuto il costante pulsare del basso di Mr D.D. Verni e non soffocando tra gli altri strumenti la voce al vetriolo di Bobby.
Tra gli episodi migliori non posso non citare "In Union We Stand", il cui refrain per certi versi epico e solenne (e che per questo si discosta da tutto il resto della produzione degli Overkill) è stato cantato a squarciagola dall'unanimità dei presenti, contribuendo a creare il tipico "effetto pelle d'oca" che solo i grandi concerti e le grandi emozioni sanno regalare.
Perfetta anche l'esecuzione di "Bastard Nation" acclamata a più riprese dal popolo accalcato di fronte al palco: è una canzone che adoro a dir poco ed il fatto di averla sentita dal vivo è stata per me una piacevolissima sorpresa!
Così passando da una "E.vil N.ever D.ies" ad una "Infectious" il concerto è volato, fuggito troppo velocemente, lasciando spazio solo per gli encores: "Elimination", "Rotten To The Core" e ovviamente per chiudere in pompa magna, tutti col dito medio alzato, "Fuck You" vero inno degli Overkill e brano durante il quale sono stati citati e omaggiati con una parte di"War Pigs" anche i Black Sabbath, grande amore della band newyorkese.

In definitiva è stato per me il miglior concerto a cui ho assistito nel 2003, e dato che quest'anno ho visto, tra gli altri, Testament, Iron Maiden e Nevermore, non mi pare per niente poco. Gli Overkill hanno insegnato a tutti cosa significhi suonare thrash metal con passione, onestà e sudore, sbattendosene di tutto ciò che è trendy e del fatto che la loro musica è sempre stata sottovalutata o messa comunque in secondo piano rispetto ad altri mostri sacri del genere. Ma guardatevi in giro: oggettivamente, quante delle band nate nei primi anni degli eighties sono ancora qui oggi a portare avanti con coerenza il discorso Thrash Metal?
Intanto, dopo tredici (tredici!) studio album alle spalle e un'infinità di concerti, gli Overkill sono ancora in giro a dettar legge, e penso che il tempo di un loro ultimo atto sia ancora lontano!

Questo è quanto. Vi è piaciuto il report? Non vi è piaciuto? Beh, tanto… I don't care what you say… Fuck You :-)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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