PAPA
ROACH
Rainbow - Milano
12/10/2006
REPORT
Marco
"M-Top80" Tosoni
Grande
concerto per i Papa Roach al Rainbow di Milano, la band capitanata da Jacoby
Shaddix offre il meglio di sè in una serata di ottima forma.
Si apre subito con "I Want To Be Loved", il primo singolo del nuovo
album seguito da "Alive" seconda traccia di "Paramour Session"
giusto per scaldare subito la folla.
Passando attraverso pezzi come "Getting Away With Murder" e "Born
With Nothing Die With Everything" si ripercorrono le tappe del passato
dei Papa Roach vivendo l'evoluzione e la maturazione della band, che ha ormai
abbandonato il cantato rap e riscoperto sonorità e riff tipici dell'hard
rock primi anni '90, come testimoniano canzoni come "Reckless" e
"I Devise My Own Demise".
La voce di Shaddix si conferma potente e aggressiva, addirittura più
calda nelle tonalità più basse, altro indizio della maturazione
sua e del gruppo che regala pezzi suggestivi come "Forever" e "Time
Is Running Out", quest'ultima, che sembra scritta apposta per essere
cantata insieme al pubblico in un concerto allo stadio.
Incalzanti come al solito il ritmo viene alimentato da must del primo album
come "Between Angels And Insect", "Blood Brothers" e "Dead
Cell" successi che hanno fatto conoscere al grande pubblico i primi istintivi
Papa Roach...senza dimenticare "Broken Home" singolo rappresentativo
della rabbia della band.
Molto richiesta dai fans "Last Resort", canzone che per prima ha
accompagnato Shaddix e compagni, forse l'unico passaggio del concerto nel
quale si è potuto otare una certa freddezza del gruppo, probabilmente
stufo di eseguirla o anche scontento che questa traccia li identifichi ancora
dopo tre dischi e cinque anni di continuo rinnovamento di riff, sonorità
e linee vocali.
Sicuramente l'evoluzione dello stile dei Papa Roach, oggi, è molto
distante dal rap rock di "Infest" ma è ovvio che nella mente
degli appassionati il primo album esterà sempre un icona, non fosse
altro per la dirompenza col quale ha proposto alla ribalta il gruppo.
Ad ogni modo, è evidente come "The Paramour Session", rappresenti,
complessivamente, la migliore produzione targata Papa Roach per quanto riguarda
la qualità tecnica (con Horton alla chitarra e Esperance al basso,
particolarmente ispirati), varietà sonora e linee vocali, sempre incalzante
il ritmo della batteria di Buckner, davvero perfetto per il genere.
Consiglio l'acquisto dell'album a tutti gli amanti del new metal e hai nostalgici
dell'hard rock anni '90, non rimarranno davvero delusi! Mentre per quanti
non sono venuti al concerto, ricordo che i Papa Roach, saranno nuovamente
a Milano a Febbraio 2007, assolutamente un'occasione da non perdere, anche
in considerazione del fatto che forse stiamo vivendo l'apice compositivo della
band.
Arrivederci a Febbraio allora!