R.E.M.
+ GUEST
Forum di Assago - Milano
15/01/2005
REPORT Paul The Rock
E'
passato circa un anno e mezzo dalla precedente mia apparizione ad un concerto
dei R.E.M. (allora non ero ancora un collaboratore di HardSounds) e stavo aspettando
il loro ritorno in nord Italia/Svizzera per poterli rivedere.
Ed ecco
che infine sabato 15 gennaio mi trovo in fila, insieme ad altre 12.000 persone
provenienti da tutta italia e non, davanti ai cancelli del Forum di Assago (Milano)
con il biglietto in mano per poter godere dal vivo della grande band di Athens,
che sta attraversando il mondo per il tour collegato al loro ultimo lavoro "Around
The Sun". Cosa che colpisce molto, ma non deve lasciare sopresi, è la variatà
della persone che sono venute al concerto: si va da ragazzi di 17/18 anni a persone
anche sopra i 40, indice di come il gruppo, evolvendosi negli anni, è riuscito
comunque a mantenere tra i suoi ascoltatori anche chi li seguiva dal lontano 1982.
Appena entrato noto subito come il palco sia ornato di monitor e luci
che promettono (e manterranno) spettacolo ed immagini ulteriori a quelli proposti
dalla band. Questa scenografia sarà sfruttata per proporre giochi visivi e di
luci che accompagnarenno in maniera perfetta ogni pezzo, permettendo anche la
visione di alcuni video.
Il trio composto da Stipe, Buck e Mills non
salirà sul palco prima del 21 (che poi diventerenno le 21:30) e, per far ingannare
l'attesa al pubblico, il gruppo si è portato in supporto un cantautore americano,
Joseph Arthur. Quest'ultimo ha intrattenuto gli spettatori per circa una tre quarti
d'ora con un sound che mi ha ricordato molto lavori di David Gray, anche se rivisitato
attraverso distorisioni.
Passato questo preludio ecco salire sul palco
Stipe & co.: si nota che il trio è molto carico e il pubblico si scalda subito
accogliendolo con un boato. Si parte subito con il passato e fa capolino come
primo pezzo "Finest Worksong", traccia presente in Document, con la quale i R.E.M.
aprono spesso le loro performance. Si continua a rivisitare la storia con "Begin
The Begin" (Life Rich Pegeant) e "Departure" (New Adventures In Hi-Fi). A questo
punto si passa qualcosa di più moderno con "Animal" (inedito presente nell'ultima
raccolta In Time) e poi il primo pezzo dell'ultimo album Around The Sun proposto:
"Boy In The Well". Il pubblico segue con grandissima partecipazione ed ogni pezzo
è cantato dall'inizio alla fine ed seguito da un lungo applauso. Stipe si conferma
un uomo da palco e oltre a sfruttare benissimo la voce con le sue caratteristiche
movenze trascina tutti durante le performances. A questo punto ecco la prima sorpresa,
viene proposto il pezzo "7 Chinese Bros." (Reckoning), che non si è sentito spesso
negli ultimi concerti e che è stato ripescato apposta per questo tour mondiale.
A seguire in scaletta è presente "High Speed Train" (Aroun The Sun), questo pezzo
fa da intro ad un blocco di 5 brani che mandano in visibilio tutti: si parte con
"Everybody Hurts" (Automatic For The People), toccante estruggente come sempre,
e si continua con "Aftermath" (Around The Sun e ultimo singolo della band), "Leaving
New York" (Around The Sun), "Daysleeper" (Up) e "Imitation Of Life" (Reveal).
La band si prende una piccola pausa e Stipe ne approfitta per condividere
con tutti la sua opinione politica circa l'attuale presidenza degli USA. Stipe,
in maniera pacata e tranquilla, afferma che è difficile sentirsi parte di uno
stato nel quale non ci si riconosce, ma che comunque questo stato è la sua patria
e si sente in dovere di provare a far qualcosa per cambiare le cose (ricordiamo
che i R.E.M.,insieme ad altri musicisti, si sono fatti supporter di Kerry durante
le ultime elezioni americane). Con questa premessa ci introduce due pezzi tratti
dall'ultimo lavoro: "I Wanted To Be Wrong" e "Final Straw"; che saranno anche
gli ultimi brani tratti da Around The Sun del concerto. Si ritorna quindi sui
binari del passato con "Drive" (Automatic For The People"), "The One I Love" (Document),
come sempre grandissimo cavallo di battaglia della band, e "Walk Unafraid" (Up),
proposta dal vivo sempre con una ritmica vocale particolare.
A concludere
questa prima parte del concerto (i bis sappiamo tutti che sono sempre d'obbligo)
viene messa la canzone più famosa: "Losing My Religion" (Out Of Time) che tutto
il pubblico stava aspettando con trepidazione. Il gruppo saluta ed esce dal palco
in attesa della solita prassi che prevede la richiesta da parte degli spettatori
che il concerto continui.
Dopo circa 5 minuti di attese ecco riapparire
i tre pronti a continuare nella prova. Si parte subito a spron battuto con "What's
The Frequency, Kenneth?" (Monster) e "Bad Day" (In Time) che scaricano adrenalina
lungo il corpo, per poi rallenatre il ritmo prima con "The Great Beyond" (Man
On The Moon soundtrack) e "Country Feedback" (Out Of Time), dove addirittura Buck
da sfoggio dell'arte nell'uso della chitarra con uno Stipe in ginocchio rapito
nell'osservare il compagno suonare. Dopo un lungo applauso, Stipe ci preannuncia
che c'è ancora il tempo per un paio di pezzi, ed ecco la seconda sorpresa: i due
brani saranno il primo e l'ultimo che i R.E.M. abbia mai scritto! Quindi ci troviamo
ad ascoltare "Permanent Vacation" (scritta quando Stipe aveva 19 anni) e "I'm
Gonna DJ" (terminata in maniera definitiva dopo la pubblicazione di Around The
Sun) che non troviamo su nessuna release ufficiale. Entrambe i brani riflettono
benissimo gli anni in cui sono state stesi dal gruppo: il primo richiama tantissimo
l'album Murmur mentre il secondo non stonerebbe affatto in Around The Sun.
Si spengono le luci e la maggior parte del pubblico si aspetta la fine del concerto
che invece ha ancora un colpo di coda (francamente mi sembrava mancasse un pezzo
che in un concerto dei R.E.M. deve esserci a prescindere!): si riaccendono i megaschermi
e su di essi iniziano a comparire immagini del nostro satellite: la luna! Avrete
già capito come il gruppo abbia deciso di concludere con la stupenda "Man On The
Moon" (Automatic For The People) e come il pubblico possa aver apprezzato la scelta.
Purtroppo dopo questo brano sono costretto a salutare la band georgiana
che si congeda, dopo più di 2 ore, dal palco in un mare di applausi e grida di
approvazione. Mi dirigo quindi all'uscita convinto sempre più di aver assistito
ad uno stupendo concerto, conferma ulteriore della bravura (indipendentemente
dal fatto che il genere musicale piaccia o meno) di questa band e di come sappia
dare del suo meglio anche dal vivo.
Scaletta
01 Finest Worksong
02
Begin the Begin
03 Departure
04
Animal
05 Boy In The Well
06
7 Chinese Bros.
07 High Speed Train
08
Everybody Hurts
09 Aftermath
10
Leaving New York
11 Daysleeper
12
Imitation Of Life
13 I Wanted To Be Wrong
14
Final Straw
15 Drive
16
The One I Love
17 Walk Unafraid
18
Losing My Religion
19 What's The Frequency, Kenneth?
20
Bad Day
21 The Great Beyond
22
Country Feedback
23 Permanent Vacation
24
I'm Gonna DJ
25 Man On The Moon
R.E.M.
, il sogno continua!