RAGE
Rainbow - Milano
13/04/2006
REPORT
ColdNightWind
Dopo
una maratona apocalittica che mi ha portato a compiere il tracciato Brescia-Treviglio-Milano
nel tempo record di tre ore, per la serie "era meglio se andavi a piedi",
e dopo aver a lungo vagato per le vie di Milano alla disperata ricerca di
Via Besenzanica, dato che anche la mappa fatta su internet aveva fallito,
giungo finalmente al Rainbow con un ritardo imbarazzante, complice anche l'ampio
parcheggio, e scopro subito di essermi perso l'esibizione dei Freedom Call
che, anche se non rientrano tra le mie band preferite, dal vivo mi hanno sempre
fatto una buona impressione.
Ma questa sera i protagonisti si chiamano Rage,il trio tedesco capitanato
dal gigantesco "Peavy" Wagner ritorna in Italia dopo l'uscita del
nuovo album "Speak Of The Dead".
Dopo l'oramai consueta intro celebrativa le danze vengono aperte proprio dalla
titletrack dell'ultimo disco che fin da subito scalda gli animi del vivace
pubblico accorso stasera, anche se in quantità piuttosto ridotta. La
resa live dei Rage è come sempre stratosferica tanto da rendermi gradevole
anche l'ascolto di un brano poco riuscito come "No Fear". Dopo la
scaletta da "hit di successo" proposta con il tour del ventesimo
anniversario d'attività questa volta la band spolvera dalla propria
discografia pezzi del passato come "I'm Crucified", "Baby,
I'm Your Nightmare" e "Turn The Page" oltre alle solite garanzie
di "Down", "Invisible Horizons" e "War Of Worlds",
eseguita per la prima volta priva dell'intro "Orgy Of Destruction".
L'apice della serata viene raggiunto dall'esecuzione dell'intera "Suite
Lingua Mortis", venti minuti per godere di questo capolavoro compositivo
grazie all'indispensabile aiuto dei campionamenti per le parti d'orchestra.
Come da programma i Rage danno anche dimostrazione di tecnica con l'assolo
del "sexiest drummer in the universe" Mike Terrana, che dimostra
il solito alieno distruggi drum-kit, e dell'eclettico Smolski, autore di un
bel solo eseguito dopo la conclusione della "sua" Suite. Terrana
non poteva permettere la conclusione dello show senza regalarci una delle
sue gag e così si fa accompagnare da Smolski e Peavy in una versione
Jazz di "Don't Fear The Winter", ovviamente cantata dallo stesso
batterista, per poi esplodere nella versione originale resa grande dalla massiccia
collaborazione del pubblico.
L'encore di rito viene aperto dalla discutibile "Full Moon" e dall'inno
"Higher Than The Sky", nelle cui note finali viene inserita "Jawbreaker"
dei Judas Priest. Tra gli applausi la band di Peavy lascia il palco salutando
i fans italiani che, ancora una volta, potranno dirsi soddisfatti d'essere
stati travolti dalla furia dei Rage! RAGE ON!
Intro
Speak Of The Dead
No Fear
Down
Turn The Page
I'm Crucified
Straight To Hell
Drum Solo
Invisible Horizons / Sent By The Devil
Baby, I'm Your Nightmare
Suite Lingua Mortis
Guitar Solo
War Of Worlds
Human Metal
Jam-Don't Fear The Winter
Full Moon
Higher Than The Sky (Judas Priest - Jawbreaker)