ROCK 'N' ROLL SUMMER FEST

The Field - Carpaneto (PC)
03/07/2005

REPORT & PHOTO Rocknursery

 

 

 

 

 

 

 

Sole, piscina, birre e...rock’n’roll! Sono stati questi gli ingredienti base di uno dei primi festival della stagione: l’80s Summer Rock’n’roll Fest, svoltosi al The Field di Carpaneto Piacentino. Il tutto, ci tengo a precisarlo, al prezzo modico di 6 €, cosa che al giorno d’oggi non è certo da poco. Azzeccata la scelta delle band, mirata anche a dare visibilità a gruppi meno noti come i Jacky Jail o gli stessi headliner Pink Lips, sconosciuti ai più in Italia.

Tocca proprio ai Jacky Jail aprire le danze. La maggior parte della gente purtroppo è impegnata a cenare e la band abruzzese si esibisce davanti ad un pubblico distratto. Peccato, perchè la scaletta si concentra su brani originali come I wanna be your lover, kiss me o Susy che non sono affatto male, quasi più southern che glam. L’unico appunto lo devo fare al cantante, Alex Bop che dovrebbe discostarsi di più dal personaggio di Brett Michaels di cui sembra esserne il sosia.

Seguono i Side One che finalmente vedo dal vivo. Devo dire che su disco non ero riuscita ad apprezzarli soprattutto per la cattiva qualità di registrazione. Invece dal vivo si riscattano. La loro energia è esuberante e spaccatimpani. Tecnicamente non sono affatto perfetti, ma sembrano fare di questo una bandiera concentrandosi su una presenza scenica adrenalinica. Sporchi, alcoolici e decisamente punk rock.

Dopodichè è tempo degli Hollywood Vampire (da non confondersi con gli omonimi colleghi emiliani, con una "S" in più in calce), direttamente da San Remo. Su disco non mi erano dispiaciuti, molto ottantiani e maledettamente stereotipati, ma piacevoli. Dal vivo sono stati una delusione, sarà per il cambio di formazione, sarà che il cantante di adesso è il vecchio batterista, sarà che hanno suonato più cover che pezzi originali, sarà che tra le cover hanno scelto dei pezzi un po’ troppo leggendari, fatto sta che la band ha tutto il tempo per migliorarsi. E magari anche reinventarsi visto che le capacità non mancano di certo.

Entriamo nel vivo della serata quando sul palco salgono i Razzle Dazzle. Premetto che sono di parte e arrosisco mentre li definisco i migliori della serata. Ma del resto come potrei scrivere diversamente? I quattro rockers lombardi ci investono con un’energia fuori dal comune. Le canzoni del nuovo disco si alternano con quelle del primo ep. La gente canta con The day after e si scatena con Rzd Inc. La travolgente Next Big thing si conferma un vero pezzo da hit parade, ruffiana e cattiva nello stesso tempo. Il frontman Piggy, una vera scheggia impazzita, è energia allo stato puro e risulta credibile e squisitamente autoironico anche nelle due cover, a mio avviso due perle: Sk8ter boy di Avril Lavigne e Boys. Sì, avete capito bene, proprio quella di Sabrina Salerno riadattata per l’occasione! Il loro punto di forza è che stanno crescendo bene: sono rock’n’roll ma non troppo, metal ma neanche tanto, punk senza esagerare e non possiamo definirli neppure totalmente nu metal...sono semplicemente Razzle Dazzle!

Poi è la volta dei Naughty Whisper, una delle migliori realtà del panorama musicale italiano. Per chi se li ricordava come dei nostalgici smaccatamente ottantiani, tutti coretti e make up si dovrà ricredere. Oltre al look rivoluzionato anche il sound ha subito una trasformazione notevole. Le songs risultano più cattive, violente e ruvide. Pezzi come Kill my wife e Nasty Nights strizzano l’occhio a sonorità molto Murderdolls-oriented, trasformando i Naughty Whisper da fratellini degli Shameless a rockers moderni ed arrabbiati pronti ad affrontare come si deve il 2005. Oltre ai pezzi nuovi, il trio milanese ci ripropone classiconi come All I want e Crazy rebel, riadattati alle nuove sonorità. Non male davvero. Easy lay risulta la mia preferita di sempre e peccato che non mi abbiano suonato Leave my way, un pezzo a mio avviso davvero pregevole. Prima di lasciare spazio agli svedesi Pink Lips irrompe sul palco Piggy e, non acora stanco della serata, improvvisa con i Naughty Whsiper una jam session divertente e goliardica portando molti ad invidiare le sue riserve di energia.

Gli headliner Pink Lips, dalla Svezia con amore, conquistano il palco sempre presentati da Piggy che sembra proprio non voler più scendere. Carini, stilosi e nordici. Sono questi gli aggettivi che mi viene da attribuire loro. IL suond è quello di tutte le band che vengono dal freddo e che hanno seguito la scia di gloria degli HCSS. Canzoni carine, ma niente di più, bella presenza scenica e qualche riff assassino. Più li ascolto e più mi convinco che in fondo non sono male. Il fatto che sia rimasta poca gente ad ascoltarli non sembra condizionare la riuscita dell’esibizione. Sì, più passa il tempo e più mi convincono. I Pink Lips non saranno mai il mio gruppo preferito ma, con pezzi come Hollywood e Sandra Dee, si difendono bene in un’universo di cloni di Dregen e Nikki Sixx. Con We are the one gli headliner concludono la serata e il The Field si svuota. E’ domenica e l’indomani tutti al lavoro! Non posso fare altro che ringraziare Birdie che, insieme alla sua collega, ha dato vita ad un bel festival che spero si ripeterà in futuro.
[Rocknursery]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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