SAXON
DORO
CIRCLE II CIRCLE

Motion Unlimited - Zingonia (BG)

18/12/2003

REPORT ColdNightWind, Barbaro Epico, Pierre Hound
PHOTO Flames Of Hell & Pierre Hound

 

 

 

 

 

 

Da ragazzini si vive più intensamente; i ricordi sono più intensi e gli anni passano lentamente, pregni di migliaia di situazioni da raccontare e da imprimere nel proprio essere. Da ragazzini, con i sogni di quell'età, ci si costruisce l'essenza della vita che verrà.
Al giorno d'oggi la musica è diventata un business e le uscite discografiche sono delle pure operazioni commerciali, tutto è divenuto finto e costruito a tavolino…sarà forse che sono invecchiato, che ho infranto i miei sogni di ragazzino, che la disillusione ha prevalso sull'ottimismo, ma -è brutto dirlo- sono poche le cose che mi scuotono realmente.
La musica, questa grande passione, stasera finalmente il business cede amaramente il passo all'oggetto del suo lucrare…la musica trionfa e con essa tornano nei miei occhi le grandi emozioni, i brividi di quando appena quindicenne, mi facevo travolgere dalle torride note dell'heavy metal PURO dei Saxon, dalla soave e ruvida voce della stupenda Doro (e dei suoi Warlock) e dalle sorprendenti sonorità power dei miei preferiti su tutto, i Savatage. Stasera trionfa l'heavy metal ed io torno, dopo tanto tanto tantissimo tempo, ragazzino. Il 2003 non poteva chiudersi meglio…ecco a voi il resoconto del miglior concerto dell'anno!
[Pierre Hound]

In largo anticipo rispetto alla tabella di marcia salgono sul palco gli statunitensi Circle II Circle, nella loro nuova versione riproposta dopo il crack di qualche mese fa. Come promesso, infatti, il leader della band Zac Stevens ha rivoluzionato l'intera formazione proponendone una nuova versione con lui come unico membro portante.
Sulla prestazione di quest'ultimi non c'è assolutamente nulla da dire: i ragazzi hanno dato il meglio di loro stessi sfoggiando, oltre ad una buona tecnica, una buona o quantomeno "ingombrante" presenza scenica.
La band parte subito alla grandissima sotto le note di "Out Of Reach", la quale ci mostra uno Stevens sempre in grandissima forma e con un infinita voglia dentro di dimostrare quello che sono i suoi Circle II Circle. L'esecuzione dei brani è eccellente, nulla viene a mancare durante tutta la durata dello show. Il pubblico, già presente in buon numero ma in costante aumento, ne viene pressoché stregato e coinvolto di nota in nota. L'apoteosi si raggiunge, come prevedibile, con l'esecuzione Della canzone dei Savatage "Edge Of Thorns" (notare l'accento dato alla parola Della). In questa occasione qualche incertezza, o forse solo emozione, ha colpito il tastierista della band che in diverse occasioni ha ben pensato di andare per tempi totalmente suoi, ignorando l'operato della band.
Poco male comunque, perché i Circle II Circle hanno messo sul piatto le loro carte, regalando al pubblico in sala un concerto coinvolgente e appassionante, dimostrando il loro indubbio valore.
Certo è che un pensierino a quel gruppettino famoso di poco tempo fa riesce a sorgere ancora spontaneo…
[ColdNightWind]

Scaletta Circe II Circe:
Out Of Reach
Lies
The Circle
Face To Face
Into The Wind
Walls
Sea Of White
Watching In Silence
Edge Of Thorns (Savatage)


Dopo la prova del l'ex singer dei Savatage, Zac Stevens e dei suoi Circe II Circe, ecco salire sul trono a forma di palco la regina dell'heavy metal, la dea in pelle e borchie che da oltre 20 anni percuote il cuore metallico di vecchi e giovani.
Signore e signori, sua maestà Doro Pesch.
La minuta tedesca, accolta da un'ovazione fuori dal comune, attacca subito con il meglio del repertorio ottantiano dei suoi indimenticati Warlock, variegandolo con brani tratti dai suoi ultimi lavori in studio e da "Fight" in particolare. Sembra che gli anni non siano passati da quando i Warlock misero a ferro e fuoco la scena metal degli 80s…la voce di Doro è sempre graffiante, unica, travolgente. Doro stessa corre ed incita il pubblico provocando, inevitabilmente, l'euforia dei suoi fan di sempre e di quelli nuovi stupefatti da tanta energia, potenza e melodia. La band di accompagnamento che la metal queen ha portato con se dimostra una grande compattezza ed esperienza, disimpegnandosi al meglio sui classici del repertorio di Doro e sulle sue nuove composizioni. Ma la scena e l'attenzione, alla fine sono tutte per lei, per la "stagionata" biondina tedesca che, nonostante l'età non più giovanissima, ostenta ancora una fenomenale bellezza ed un carisma pari a quelli dei mostri sacri della musica. Purtroppo, la scaletta (che trovate anche in coda), alla fine risulta rivoluzionata e tagliata a causa di presumibili problemi di tempo: non mancano, però, brani seminali e d'obbligo per un concerto come "East Meets West", "True As Steel" e soprattutto, "All We Are", vero anthem cantato a squarciagola dall'intera sala gremita quasi nell'intera sua capienza.
Unico neo della serata -ma vi assicuro che è solo una mia fissazione- è la totale assenza dei brani più famosi del repertorio solista di Doro…quelli più intimisti e tranquilli. In definitiva, mi è mancata la Doro sentimentale, quella che fa innamorare l'ascoltatore con le sue ballad e con il suo pathos sensuale, ma forse la serata non era quella giusta, quindi evviva Doro, evviva l'heavy metal.
Prima di concludere da segnalare un gustoso duetto di Doro con Biff dei Saxon durante l'esibizione di questi ultimi, per la gioia di tutti i fan del metal in generale…un regalo unico per tutti, vedere Doro ed i Saxon sullo stesso palco ad intonare una dei tanti classici della storica band inglese.
[Pierre Hound]

Scaletta Doro:
Intro
Hellbound
I Rule The Ruins
Always Live To Win
East Meets West
True As Steel
Burning The Witches
Fur Immer
Metal Tango
Fight
Burn It Up
All We Are


L'esibizione dei Saxon era, ovviamente, il momento più atteso della metallicissima serata. Dopo la tonante esibizione di Doro, che aveva riscaldato a dovere il pubblico in febbricitante attesa, ecco presentarsi sul palco Biff Byford in persona, nel suo immancabile spolverino e con la sua lunga chioma bianca, che annuncia nientepopodimeno che "Heavy Metal Thunder", immortal anthem della band: pubblico in delirio dal primo riff, io personalmente sono stato letteralmente travolto dalla perfetta esecuzione strabordante di grinta offerta da una band che ha scoperto subito le sue carte sfoderando una potenza da far invidia a molti "giovani" più in forma anagraficamente parlando.
Biff è un vero mattatore: incita la folla, gli basta la sua titanica presenza per scatenare il delirio di vecchi e nuovi fans della band uniti sotto la comune fede metallica. Il concerto prosegue con un'invidiabile serie di classici che hanno spaziato in tutta la discografia della band, compresi i meno fortunati episodi "Innocence is No Excuse" e "Rock the Nation" (tributati con "Broken Heroes" e "Rock the Nations" appunto), ma rispolverando immortali inni al metallo quali "Princess of the Night", "Denim and Leather", "Motorcycle Man", e una "20000 feet" al fulmicotone. C'è spazio anche per brani più nuovi come "Dogs of War" e la bella e coinvolgente cover dei King Crimson, "In the Court of the Crimson King", inclusa nell'ultimo "Killing Ground". La band è in formissima, con un Biff assolutamente in stato di grazia, che sfodera una prestazione perfetta dal punto di vista vocale, ma ancora più intensa come frontman consumato e d'esperienza! Anche il resto della band si difende bene, senza rubare la scena al canuto cantante tutta la formazione dei Saxon è in stato eccellente, fatta eccezione per un Paul Quinn che non sembra reggere l'età altrettanto bene. Il tutto culmina probabilmente con l'emozionante "Crusader", e soprattutto con l'accoppiata conclusiva, "Wheels of Steel" e la devastante "747 (Strangers in the Night)", che consegnano di diritto ai Saxon l'alloro metallico per una prestazione sincera, convincente, assolutamente perfetta, in cui c'è posto persino per uno stupefacente drum solo di Fritz Randow, che si rivela vero istrione della batteria, e per comici intermezzi di Biff e Paul Quinn con cappello da Babbo Natale… ma come già detto proprio lo storico Paul Quinn è sembrato l'unico pezzo non a posto in questa serata perfetta, visto che sembrava tenuto in vita da una macchina e incapace di partecipare a dovere all'estasi metallica del resto della band, ma a parte questo i Saxon hanno letteralmente stupito per la carica che hanno saputo sprigionare.
In un'epoca in cui i grandi nomi del metal sembrano più interessati a fare le prime donne nei quotatissimi teatrini del music business, fa bene ad ogni cuore di metallo sapere che una band storica come i Saxon si sbatte ancora nei locali, in giro per il mondo, per portare il suo messaggio di headbanging e chitarre roventi a tutti i fan, vecchi e nuovi, che non mancano di supportarla con la meritata devozione. Cento di questi concerti, Biff!
[Barbaro Epico]

Con il nodo in gola ma felici di aver vissuto una serata unica per i tempi correnti, andiamo tutti a casa nel segno del vecchio e caro metal degli anni ottanta…il metal puro e duro…il padre della musica pesante odierna. So benissimo di suscitare le ire di molti dei nuovi ascoltatori di un certo tipo di musica, ma è bene dirlo una volta per tutte: il metal, quello vero, è nato e vissuto venti anni fa…onore al metal, all' Heavy Metal (vendo o regalo adrenalina al miglior offerente!).
[Pierre Hound]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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