JEFF SCOTT SOTO +
EDGE OF FOREVER

Transilvania Live - Milano
21/09/2005

REPORT Zorro11
PHOTO Zorro11

 

 

 

 

 

 

Attendevo con particolare ansia la possibilità di vedere, prima o poi, i nostri italianissimi Edge Of Forever dal vivo, e così, miracolo nel miracolo, ecco che la mia speranza finisce per diventare realtà in un modo che migliore non sarebbe mai potuto essere: i rockers tricolore, infatti, vengono scelti come supporto alle date italiane di Jeff Scott Soto!
Carico così di belle speranze, e nervoso per la totale chiusura della zona adiacente a S.Siro vista la concomitanza dell’impegno in campionato del Milan, mi avvio comunque ben disposto verso il Transilvania Live del capoluogo lombardo, il quale apre i battenti in netto ritardo rispetto agli orari inizialmente dichiarati. Sono infatti quasi le 22 quando, raccolti gli accrediti stampa del caso, riusciamo a varcare le porte del locale meneghino, pronti per assistere all’esordio degli Edge Of Forever che accadrà da lì a dieci minuti.
L’apertura del concerto è affidata ad una spettacolare “Dance Into The Fire”, che dà l’inizio nel migliore dei modi ad una prova on-stage che non lesinerà gli applausi dei presenti per tutta la propria durata. La voce di Alex Del Vecchio, che sostituisce quella di Bob Harris presente su cd, dimostra di sapersi destreggiare senza difficoltà all’interno di tutti i brani proposti, incluse le meravigliose “One Last Surrender” e “Won’t Be A Fool No More”.
A fare da supporto alle magiche mani pianistiche di Alex troviamo il fido Francesco Jovino alla batteria (autore di un assolo che immagino abbia messo in imbarazzo l’altro drummer Dave Dzialak), Dimitri Oldani al basso e Walter Caliaro alla chitarra, tutti perfettamente integrati nello schema musicale della band, la quale ha saputo dimostrare, in una quarantina scarsa di minuti di concerto, di avere tutti i numeri necessari per affermarsi ad alti livelli all’interno del panorama hard internazionale. “Shade Of November”, “Prisoner” e la rocciosa “Feeding The Fire” sono le altre canzoni che vanno a completare la setlist di una convincente uscita live, uscita che spero di riassaporare, nei tempi a venire, con sempre maggiore frequenza: grandi ragazzi!
Spente le luci sugli Edge Of Forever, si accendono quindi quelle su Jeff Scott Soto, uno dei singer più titolati all’interno della scena hard ‘n’ heavy internazionale, e questo grazie alle note collaborazioni con artisti del calibro di Malmsteen, Axel Rudi Pell e Talisman. Il vocalist americano dimostra già dai primi minuti di essere assolutamente in palla, voglioso di divertirsi e di far divertire, sciorinando una ottima performance vocale e una stucchevole capacità di adattarsi velocemente anche a livello strumentale, suonando sia basso che tastiere con una buona proprietà esecutiva.
Accompagnato dal fido chitarrista Howie Simon, oltre che dai preparati Chris McCarvill alla chitarra/basso e Dave Dzialak alla batteria, Soto offrirà un’autentica panoramica di gran parte della sua carriera in musica, partendo dalle “Soul Divine” e “Drowning” dell’ultimo “Lost In The Translation” ed arrivando, passando per la “Highest Ground” della parentesi Soul SirkUS, ai grandi successi marchiati Talisman. Ma non solo, perché alla parte maggiormente hard-rock dell’esibizione viene affiancata una seconda sezione particolarmente interessante, caratterizzata prima dalla presenza di alcune grandi ballad proposte nella versione voce-piano (con particolare menzione alla stupenda “If This Is The End”), e successivamente da un infinito medley di grandi successi musicali del passato. “Purple Rain” di Prince, “Can’t Stop Lovin’ You” dei Van Halen, “I’ll Be Watching You” dei Police, tutte eseguite in brevi stacchi di grande carica emozionale, che hanno portato a coinvolgere il pubblico all’interno di un’autentica festa di note e sorrisi.
E così, visto che di festa si trattava, eccoti Jeff saltare coi propri compagni sul palco sulle note di alcuni simpatici momenti dance, soul & funky, vedi le esilaranti “Macho Man” e “Staying Alive”, le quali hanno dimostrato, se ovviamente ce ne fosse stato bisogno, la versatilità e la grandezza artistica di un cantante di assoluto valore. Complimenti Jeff, che il Dio del rock ‘n’ roll ti benedica!
[Zorro11]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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