SOULFLY
New Age - Roncade (TV)
12/03/2006
REPORT Daniele "Tormentor" Amato
Ogni volta che Max Cavalera passa per l'Italia è momento di grande
emozione. L'anima dei Sepultura, che ha saputo perpetuare lo spirito originario
della band con la sua creatura Soulfly, non ha perso un'oncia del suo carisma
col passare degli anni, al contrario. C'era molta attesa per le tre date italiana
della band (questa di Roncade è la seconda, dopo Rimini e prima di
Milano), sia a causa dell'ottimo e strabordante ultimo lavoro "Dark Ages"
che per via delle setlist che circolavano in merito ai concerti tenuti precedentemente
in Europa nelle quali spiccavano robe da niente tipo "Troops Of Doom"
e "Policia".
La band di supporto scelta per aprire la serata è rappresentata dai
nostrani LIVELLO ZERO; devo dire che i cinque
ragazzi erano dei totali sconosciuti alle mie orecchie, e ad essere onesti
credo continueranno ad esserlo anche dopo la loro performance di stasera.
Un nu metal/crossover piuttosto banale, ripetitivo e già sentito fa
da cornice ad una presenza scenica di livello appena sufficiente che scalda
ben poco il foltissimo pubblico se si eccettuano gli scalmanati delle prime
file. Pezzi che ripropongono il solito schema growl/mosh/ritornello pulito
senza spiccare, il tutto ulteriormente inficiato da suoni non al top. Rimandati
su tutta la linea.
Un New Age veramente pieno (mai visto il locale trevigiano così stracolmo
di persone per un concerto a pagamento) è ormai in fremente attesa
per l'arrivo di Max e compagni; ne sono conferma i boati che accompagnano
la rimozione della bandiera brasiliana dalla batteria di Nunez e l'ingresso
on stage della chitarra dello stesso Cavalera. Un soundcheck un po' tirato
per le lunghe lascia spazio ad una pomposa intro; sulle prime martellanti
note di "Babylon" la band fa il suo ingresso e il buon Max, come
un moderno sacerdote, 'benedice' il pubblico lanciando acqua da una bottiglietta
prima di iniziare il macello. I suoni sono molto buoni (anche se inspiegabilmente
dopo qualche brano la qualità acustica peggiorerà in modo esponenziale),
il pubblico è in visibilio e la band bella carica. I primi pezzi proposti
servono solo a far carburare prima dell'apoteosi, che inizia con la fondamentale
"Refuse/Resist"; da lì in poi sarà un massacro fisico
e mentale senza concessioni si sorta se si escludono i brevi intermezzi tribali
che concludono e aprono i pezzi. "Roots", "Arise Again",
"Carved Inside", la commovente ed inaspettata "Fuel The Hate"
e l'esecuzione completa di "Inner Self" mandano in visibilio
il pubblico già fuori di testa. C'è spazio anche per un pezzo
dei vecchi Nailbomb, "Wasting Away", prima che un'ulteriore dose
di materiale targato Soufly (con Max che come tradizione vuole sale sul palco
con la divisa calcistica della città che ospita la band) congedi la
band in maniera definitiva con "Frontlines" e "Eye For An Eye".
Il concerto di stasera dei Soufly ha messo in luce, ancora una volta, una
macchina da guerra di rara potenza, e da questo punto di vista il buon Max
si conferma ottimo reclutatore di musicisti; un Nunez constantemente sopra
le righe, in positivo, ha scandito i ritmi serrati dei brani insieme allo
scatenanto Bobby Burns mentre Marc Rizzo ribadisce il suo ruolo primario alla
sei corde (le parti soliste sono state eseguite come su disco). L'unica pecca
dello show è da riscontarsi nei suoni confusi che hanno inficiato le
performance di entrambe le band, ma per il resto c'è ben poco da lamentarsi.
Un'altra serata vittoriosa per il New Age, il chè non può che
rendere felici.
SOULFLY
setlist
Intro
Babylon
Prophecy
Downstroy
Seek 'n Strike
Refuse/Resist
Execution Style
Arise Again
Carved Inside
Roots Bloody Roots
Jumpdafuckup/Bring It
Fire/Mars
(The) March
Fuel The Hate
Inner Self
Porrada
Back To The Primitive
The Song Remains Insane
Wasting Away
Frontlines
Eye For An Eye