THE
69 EYES
La Gabbia - Bassano d.G. (VI)
24/02/2005
Indian's
Saloon - Bresso (MI)
25/02/2005

REPORT Pierre Hound & Stefy Witch
PHOTO Pierre Hound, Stefy Witch & Medea Madeleine La Clè
Primo concerto delle tre date italiane per i 69 Eyes, i Vampiri di Helsinki che
presentano il loro nuovo album “Devils”. Alla Gabbia di Bassano l’attesa è tanta!
Lo spettacolo inizia verso le 23.30 con un’energica “Devils” e con Jyrki che sfoggia
lo stesso look della copertina dell’omonimo album. A seguire “Nothing On You”,
“Betty Blue”, “Christina Death”, “Crashing High”, “Beneath the Blue”, “The Chair”,
“Hevioso”, dopo le quali giunge il momento di un tuffo nel passato più lontano:
con “Wasting the Dawn” tutto il pubblico accompagna Jyrki in un coro all’unisono.
Lo show continua con “Don’t Turn Your Back On Fear” e con la prima versione più
rockeggiante di “Velvet Touch”, mentre dopo una breve pausa Jyrki annuncia il
brano seguente ricordando che è dedicato ad una ragazza romana...parte così il
classico della band “Gothic Girl”, seguita a ruota dalla inaspettata “Down’s Highway”.
Lo show si avvia verso la sua conclusione con l’esecuzione di “Feel Berlin”, l’atmosferica
“Sister Of Charity”, “Framed In Blood” e la romantica “Dance d’Amour”. Il riscontro
del pubblico è certamente notevole quando, a seguito della domanda di Jyrki, “Do
You Wanna Rock?”, inizia il fermento generale che esplode nella frenesia sulle
note di “Lost Boys”!
Lo spettacolo si chiude quando le lancette degli orologi
segnano l’1.00 circa e dallo stage sopraggiungono le note dell’indimenticabile
“Brandon Lee”...sulle ultime note, il vampiro dagli occhi di ghiaccio ringrazia
con qualche parola in italiano mentre Timo Timo e Jussi lanciano ai fan in delirio
i plettri e le torturate bacchette!
Un concerto emozionante ed atmosferico
ad opera del gruppo che meglio “impersona” il goth’n roll!
[Stefy
Witch]
Dopo il passaggio in terra veneta, ecco arrivare a Milano
i signori del gothic rock, quei The 69 Eyes che con il loro “Blessed Be” hanno
travolto l’Europa donando nuova linfa ad un genere che da anni stagnava privo
di nuove idee.
Eccoli, quindi, in procinto di promuovere il loro nuovissimo
album “Devil”, fatto di nuove sonorità (forse più rock e meno goth) e, sicuramente,
investito di grosse responsabilità dovute al fatto di dovere rilanciare la band
dopo (a mio modesto parere) il parziale flop di “Paris Kills”, suo predecessore
e successore del formidabile e già menzionato “Blessed Be”.
Dopo aver raccattato
velocemente dalla stazione centrale di Milano, l’ansiosa Stefy Witch (reduce dalla
prima data del tour della band, in quel di Bassano del Grappa), mi reco comodamente
dalle parti di Bresso dove ha fondamenta l’Indian’s Saloon, venue di questa sera
in sostituzione dell’ancora indisponibile Rainbow Club.
Un momento! Dobbiamo
fare una sosta! La mia accompagnatrice mi “obbliga” a deviare verso un negozio
di fiori causa l’aquisto di ben 2 rose rosse da donare a Jyrki e Jussi (ah, queste
donne!). Fatto!
Con l’approssimarsi delle ore 18.00, facciamo il nostro ingresso
nel suddetto Indian’s, mentre la band sta ultimando il proprio soundcheck. In
effetti è un pò prestino per prendere già posto e quindi perdiamo un pò di tempo
chiacchierando con i ragazzi dei 69 Eyes in attesa che giunga il momento della
cena. Il vostro Pierre, da bravo giornalista che porta sempre con se tutto l’occorrente
del proprio mestiere, ha opportunamente dimenticato a casa il registratore tascabile,
dove immortalare una specie di ipotetica intervista...credetemi, con quello che
è avvenuto da questo momento in poi, è meglio così!
Ore 19.00 si mangia! La
band su un tavolo a parte si “scofana” di tutto e di più! Penne al ragù, cotoletta
di pollo, patatine a volontà....ragazzi, non credete che così potreste essere
un tantino appesantiti durante lo show? Il vostro Pierre e la sua gotica compagna
d’avventura si piazzano su una mensola e come due uccellini riempiono i loro delicati
stomachini (vabbè, il menù non cambia!) sino al momento in cui, alle 21.00 in
punto, si schiudono le porte del locale ed inizia l’afflusso del pubblico.
Arriva anche la nostra fotoreporter di fiducia, la cara Medea Madeleine La Clè
(per tutti Meddy o Stè...che è meglio!) e dopo le chiacchiere d’uopo in giro con
i convenuti, inizia il conto alla rovescia verso l’ora cruciale dell’inizio del
concerto.
Piazzate le nostre rose sulla cassa della batteria di Jussi, la
band fa il proprio ingresso on stage poco prima delle 23.00. Il pubblico, per
la stragrande maggioranza composto da donne (che strano!) inizia ad andare in
fermento per passare in delirio quando il bel Jyrki invade la sala con la sua
inquietante e magnetica presenza.
Il brano di apertura è la titletrack del
nuovo album, quel “Devils” di cui si diceva più in alto e che al momento deve
essere più che altro analizzato a fondo dagli addetti e soprattutto dal pubblico.
Il brano scivola via gustosamente facendo danzare, al suo ritmo, il pubblico tutto.
A detta di Stefy Witch, la scaletta è pressochè identica a quella della sera precedente
e sinceramente mi pare ben miscelata tra materiale vecchio e nuovo. Momenti di
maggior intensità e partecipazione del pubblico paiono, però, essere quelli in
cui sono riproposti i classici della band finnica, guarda caso, in grossa parte
estratti da “Blessed Be”. “The Chair”, “Framed In Blood”, “Gothic Girl” e “Brandon
Lee”, hanno un qualcosa in più, una forza compositiva interiore mai più eguagliata
da Jyrki e soci.
Nonostante quanto appena detto devo, però, rimarcare un
velato (ma poi neanche tanto) stato di delusione per l’interpretazione generale
della band. Lo spettacolo, dopo le prime canzoni si ripete pedissequamente tutto
allo stesso modo. La prestazione musicale mi pare abbastanza statica ed appesantita
e si sente sulla pelle che quella carica che fuoriesce dal disco, non riesce a
permeare allo stesso modo dalle canzoni riproposte dal vivo. In definitiva, uno
show bello dal punto di vista della musica, ma poco incisivo da quello della prestazione
tecnico-emotiva. Una band appesantita (appunto!!!).
Finito lo show, giunge
il momento dei saluti, degli autografi e delle foto con i fan...appuntamento per
nulla disertato da tutti i membri della band.
Dopo, la parola fatidica pronunciata
da Jyrki e Jussi: ‘after show’!!!
Il report del concerto termina qui. A seguire,
per gli interessati, c’è tutto quello che è accaduto dopo e vi posso assicurare
che ne sono successe delle belle!
.
.
.
La “Milano da bere”, la
“Milano by night”, la città che vive anche di notte...quale posto migliore per
lo scorazzare di 5 vampiri? Jussi il frenetico e Jyrki il glaciale non ne vogliono
sapere di rintanarsi nella loro bara d’acciaio (leggi: tour bus) e grazie alla
veemenza della nostra Stefy Witch ed alla infinita pazienza del caro Pierre, ecco
che si sbilanciano in una richiesta oltraggiosa: “Andiamo al Transilvania Live!”.
I 69 Eyes sono vecchi amici del Transilvania Live e come non tenerli, quindi,
contenti? E’ circa l’1.30 del mattino del 26 febbraio quando Pierre, Stefy e Medea
“caricano” i 5 finnici nelle auto alla volta del noto locale milanese...al seguito
uno stuolo di altre auto popolate di fan.
Giungiamo al Transilvania verso
l’1.50, vale a dire pochi minuti prima della chiusura ufficiale. In giro ci sono
ancora i resti della serata appena consumata in quel locale e con grosso sgomento
e stupore dei pochi ancora presenti, il locale si ripopola di gente.
Come
è ovvio, l’ora di chiusura viene posticipata per dar modo ai convenuti di “godersi”
i propri beniamini, mentre Pierre e qualche altro reduce della lunga giornata
lavorativa precedente, cominciano ad accusare i primi segni di stanchezza.I cocktail
e la birra cominciano a scorrere nelle vene di tutti i presenti, mentre inizia
uno strano via-vai da e per le zone private del bel locale milanese. E’ dura per
chi vi scrive tirare le fila della situazione per riuscire a portare “a posto”
in hotel i 5 musicisti...puntualmente ne manca uno o due...e allora vai nel camerino
a cercare, sbircia in qualche bagno, guarda su qualche poltrona nel buio...generalmente
cerca dove c’è più gente! Che lavoraccio! Mi sembra di essere il bidello che alle
8 del mattino rincorre gli studenti per farli entrare in classe: io devo, invece,
cercare di portar via la band!
C’è qualcosa che non mi torna: ma stasera ero
giornalista o manager? Ragazzi, comincio ad avere un pò di crisi d’identità!
Un attimo di pausa e mi accosto al bancone per bere qualcosa anche io!
Mi
si avvicina Jyrki, lasciando da parte tutti quelli (meglio dire “quelle”) che
lo attorniano...è visibilmente ubriaco andante, ma mi raggela con le parole che
mi propina:
“Vedi, non capisco perchè la gente sia così stupida da pensare
che noi siamo veramente così! ...Si intendo dire che noi siamo qui per fare il
nostro show, per divertirci, ma siamo anche noi delle persone normali. Tutti ci
credono maledetti ed io mi vergogno di dire che così non è. Per me è difficile
in questi giorni stare qui a divertirmi quando c’è gente che soffre. Mia madre
sta soffrendo -ed io con lei- per via del Papa che non sta affatto bene. Lui è
un grande uomo e gli dobbiamo tutti un grande rispetto.”
Ragazzi, sono senza
parole...sarà anche ubriaco ma queste parole non fanno altro che renderlo una
persona ancora più profonda di quanto non lo sia già di suo! Bravo Jyrki! L’orologio
pare aver bevuto anche esso...le lancette girano che è una bellezza e solo alle
4.30 riesco a caricare tutti in auto e... Un attimo! Jyrki è un pò capriccioso,
mi prende in disparte e mi dice: “Senti, devi portarmi all’Hollywood!”. Per chi
non lo sapesse, l’Hollywood è una discoteca molto “in” di Milano, frequentata
da attori, modelle, calciatori e personaggi very very V.I.P....ovviamente la selezione
all’ingresso è spietata! La prima cosa che mi viene in mente da dire a Jyrki è:
“Ma hai visto come sei vestito? Ma hai visto tutti noi? Credi che così ci facciano
entrare?”. Lui, forte dell’alcool che ha soppiantato il fluido in cui far nuotare
i globuli rossi, non demorde e mi dice: “Ma li ci sono dei miei amici, la mia
fidanzata...andiamo li e tu dici all’ingresso che siamo delle grandi rock star!
Andiamo...”
Cose da pazzi! Tutti in macchina con destinazione l’Hollywood!
Nella foga, mi ritrovo in macchina, oltre a Jussi e Jyrky, anche gente sconosciuta,
mai vista prima: ma vi hanno piantati sul mio tappetino e siete cresciuti nelle
ultime due ore?
Poche storie, Jyrki ha fretta e quindi partiamo verso la discoteca
di Corso Como!
Arriviamo e noto che c’è ancora un cospicuo manipolo di irriducibili
al seguito della band e di noi accompagnatori! Penso tra me: “Sarà dura far entrare
tutti!”
Ma ora arriva il bello (non io, la situazione!): mi armo di coraggio
e mi dirigo –seguito da band e seguaci- verso il gorilla all’ingresso....un essere
imponente, una montagna di muscoli color ebano! Io, alto 178cm, arrivo con il
viso al suo ombellico e con la manina timida timida sul suo pancino proferisco
le seguenti parole: “Ciao.....(deglutisco!)....lo so che è una cosa difficile
da credere, ma...vedi quelli? Bene, sono delle grandi rock star finlandesi e...lo
so che ti sembra assurdo...dovrebbero entrare proprio qui!”
Il “mostro” replica
con un severo e gutturale: “Aspetta!”...entra nel locale e ne ri-esce dopo pochi
secondi dicendo, con il medesimo tono: “Venite!”...mi cadono le mascelle per terra!!!
Troppa grazia ed una forte, fortissima, dose di fortuna! Per non esagerare, all’interno
del locale (popolato dalla Milano “in” che più “in” non si può) mi mimetizzo dietro
la più lontana colonna nell’angolo più buio e desolato, perdendo di vista i ragazzi
della band.
Dopo pochi minuti, sento un mattone cadermi sulla spalla, mi volto
e capisco che non è ciò che credevo, ma semplicemente la delicata mano del mio
vecchio amico gorilla dell’entrata il quale, con la solita verve ed allegria,
mi dice: “Sei tu il manager ed accompagnatore della band!?”. Nella mia testa passano
rapidamente le scene di quando ero bambino, della mia giovinezza, delle cose che
ho lasciato incompiute, un saluto a tutti i miei cari e le seguenti, poche, parole:
“Ci siamo, è il mio momento...stasera non esco vivo da qui!”. Questo pensiero
accompagnato da quello che mi dà la certezza che i 5 finnici, ubriachi sin sopra
ai più alti ciuffi di capelli, si sono cacciati in qualche guaio, è seguito da
poche, tremolanti, parole: “C’è qualche problema?”...Nessuna risposta ma solo
un cenno con la mano indicante l’”invito” a seguire quella sagoma imponente!
Superiamo la zona comune ed entriamo nella zona “privè”. Il mio timore prende
consistenza e penso ancora più insistentemente: “Qui mi picchiano di brutto!”.
Ci fermiamo e sento delle parole che mai avrei immaginato: “Questo è il vostro
salottino. Buona permanenza!”. Un privè tutto per noi; divanetti tigrati, donne
bellissime per compagnia e la band al completo che già si è accasata. Pochi istanti
ed arriva da bere...tutto offerto dal locale: cocktail a volontà ed un mega cestello
con una bottiglia taglio magnum di Dom Perignon!
Vista l’ora, starò sicuramente
dormendo! Datemi un pizzicotto!
Jyrki mi viene incontro e mi abbraccia...guardo
Stefy e Medea e con loro ci rendiamo conto che è tutto vero! Dalla finestra che
dà sulla sala, si affaccia un uomo di mezza età, ubriaco nel più profondo delle
sue cellule ed in un inglese biascicato mi dice: “Che bella vita che fate voi
V.I.P.!”...lo guardo, lo saluto e chiudo le imposte!
Sono le 6.30 del mattino,
la band alle 8 dovrà partire per Firenze per l’ultima data del mini tour italiano...in
hotel li aspettano ancora.
Prendo l’iniziativa e vado da Jyrki. Lui è con
una donna bellissima...lo chiamo, lui si gira, mi sorride e mi presenta questa
soave fanciulla dicendomi: “Lei in Finlandia è una celebrità!”. L’”elfa” mi porge
la mano con fare da Marlene, lasciando intendere che vuole che io gliela baci...io
le strigo la mano, la tiro a me e la bacio all’italiana (non alla francese...magari!).
Saluto tutti. Jyrki stringe la mano alle persone che vengono via con me e
mi lascia per ultimo, tributandomi una dose infinita di ringraziamenti e....baciandomi
(!!!!!) in ogni dove sul viso, con grande invidia di tutte le ragazze presenti.
Ovviamente tralascio i tantissimi particolari piccanti...mi dispiace per voi ma
certe cose si devono vivere di persona e non si possono raccontare!
Loro sono
i 69 Eyes, ma io di occhi ne ho solo 2 e quando sono stanchi, devono chiudersi.
Alle 7.00 del mattino, quando la vita torna a fiorire a Milano, le mie stanche
membra toccano le agognate lenzuola per un pò di meritato riposo.
Sono troppo
vecchio per queste cose!
[Pierre
Hound]