THE
HAUNTED
GOD FORBID
GOD DETHRONED
New Age - Roncade (TV)
06/12/2005
REPORT AND PHOTO Daniele "Tormentor" Amato
Seconda serata scandinava al New Age; dopo gli Arch Enemy sono infatti protagonisti i The Haunted, accompagnati dagli statunitensi God Forbid (passati per l'Italia proprio un anno fa di supporto ai Machine Head) e dagli olandesi God Dethroned, sostituti dei defezionari Manntis. Probabilmente la continguità delle due serate ha influito non poco sulle presenze di stasera, tant'è che gli stessi The Haunted hanno suonato di fronte a non più di cento persone.
E'
così che gli opener GOD DETHRONED
si trovano a iniziare la loro performance in un New Age semi vuoto, che non
mancherà comunque di farsi sentire. I quattro nordeuropei si meritano
tutto il supporto richiesto vista la loro perizia tecnica e un corredo di
brani davvero ottimo. Pur breve, la scaletta di Henri e compagni non fa prigionieri,
tra pezzi dell'ultimo "The Lair Of The White Worm" (la deflagrante
apertura di "Nihilism" o l'anthemica "Sigma Enigma") e
richiami ai dischi precedenti con le ottime "Soul Sweeper" e il
classico "Villa Vampiria", veri proiettili di thrash/death di alto
rango qualitativo e ulteriormente impreziositi dall'interpretazione live,
che vede sugli scudi soprattutto il giovane chitarrista solista Isaac (classe
'82) e il drummer Ariën, potente e preciso quanto basta. Un concerto
paradossalmente quasi intimo che ha cozzato con l'inferno sonoro messo in
musica dalla band, che avrebbe meritato ben più sostegno.
Non nascondo che la mia attesa era concentrata soprattutto sui GOD
FORBID, che mi folgorarono letteralmente con il loro show dell'anno passato
a Este; di recente tornati sulle scene con l'ottimo "IV: Constitution
Of Treason", il thrashcore dei cinque statunitensi ha tutte le carte
in regola per fare sfaceli anche dal vivo. E' sulle note dell'opener dell'ultimo
album che la band fa il suo ingresso, e nonostante i suoni siano leggermente
più confusi rispetto al concerto dei God Dethroned (pecca che affligerà
lievemente anche la prova dei The Haunted) il carisma del singer Byron, autentico
mattatore, e l'ottima prova chitarristica fornita dai fratelli Doc e Dallas
sopperiscono ampiamente a qualsiasi altro difetto. Nonostante la band sia
sconosciuta ai più, il mastodontico singer riesce a coinvolgere quante
più persone nello show, anche grazie all'ottima setlist della serata,
che si concentra su "IV" e sul precedente "Gone Forever",
dal quale vengono estratte la title-track, "Better Days", "Anti
Hero" e la massacrante "Force-Fed". C'è spazio anche
per un breve e sentito omaggio a Dimebag Darrell con un accenno a "Mouth
For War", prima che la hardcoreggiante "Broken Promise" ponga
fine allo show. Uno show soddisfacente da molteplici punti di vista; speriamo
che il loro nome adesso cominci a circolare di più. Non accadesse,
sarebbe un peccato.
GOD
FORBID setlist
The End Of The World
Force-Fed
Into The Wasteland
Anti Hero
Gone Forever
Chains Of Humanity
Better Days
Broken Promise
La folla comincia a infoltirsi leggermente mentre viene allestito il palco
per i THE HAUNTED; ero davvero curioso
di vedere gli svedesi in azione, sia per godermi un pezzettino di At The Gates
(i due fratelli Bjorler) che per assistere al ciclone umano Dolving sul palco.
L'ingresso della band coincide con la partenza della tiratissima "No
Compromise": i suoni sono purtroppo un po' confusi (la voce di Dolving
va e viene e la chitarra di Anders è decisamente bassa), ma ciò
non impedisce al pubblico e al gruppo di dare il meglio di sè, scatenando
un vero e proprio massacro da entrambe le parti. Il buon Peter alterna movenze
ipnotiche a espressioni da criminale psicopatico e tiene la folla in pugno
con nonchalance, surclassando in tal senso il povero ex-frontman Marco Aro,
decisamente privo di carisma se confrontato con il figliol prodigo Dolving
(imperdibili i suoi bermuda con scritto a pennarello 'Queers Love Manowar').
Una scaletta sbilanciata verso il primo e l'ultimo album ha influito non poco
sulla riuscita dello show, con l'audience che ha raggiunto il picco di partecipazione
in corrispondenza dei classici "Hate Song" o "Bullet Hole"
e dei pezzi più recenti come "Nothing Right", "All Against
All", "99" o l'oscura "Abysmal". L'attitudine da
palco totalmente hardcore del gruppo ha ben foraggiato un pogo disumano e
numerosi tentativi di body surfing, mettendo a dura prova i ragazzi della
security; non si pensi che ciò abbia pregiudicato la performance tecnica,
tutt'altro, gli svedesi hanno mostrato una precisione chirurgica pari a quella
su disco lasciando soddisfatti sia i maniaci del macello che chi si voleva
godere lo show da un punto di vista squisitamente musicale. Qualche convincente
estratto anche dai dischi dell'era Aro (soprattutto "The Haunted Made
Me Do It") e conclusione affidata a "My Shadow", che permette
all'ormai sfiancato pubblico di respirare prima dei doverosi applausi finali.
Un concerto che ha lasciato tutti soddisfatti e che ha visto come unico, minuscolo
difetto, un'affluenza al di sotto delle aspettative.
THE
HAUNTED setlist
No Compromise
Nothing Right
Bullet Hole
Shadow World
Bloodletting Intro
In Vein
Abysmal
Trespass
99
Forensick
D.O.A.
Hate Song
All Against All
Dark Intentions
Bury Your Dead
My Shadow