THERION + TRISTANIA + TRAIL OF TEARS
Transilvania Live - Milano

10/11/2004

REPORT Poisoneye
PHOTO Pierre Hound

 

 

 

 

 

 

Dopo l'uscita del pregevole doppio studio-album "Lemuria" e "Sirius B" ecco finalmente anche in italia i Therion accompagnati per l'occasione da Tristania e Trail Of Tears, due band che, dopo anni di silenzio, usciranno nei primi mesi del prossimo 2005 con un nuovo full-lenght tutto da ascoltare.

TRAIL OF TEARS

Non capirò mai il motivo per cui i gestori del Transilvania Live hanno aperto le porte del locale (e non è la prima volta...) proprio nel momento in cui il gruppo è salito sul palco danneggiando il pubblico pagante, parte del quale fa il proprio ingresso durante l'ultima canzone della band perdendo così la totalità dell'esibizione.
A parte questo piccolo particolare, che comunque rimane una mancanza di rispetto enorme, non credo che "i ritardatari" si siano persi molto. Non è una serata felice per i Trail Of Tears e lo si capisce subito. Nei venti minuti a disposizione i suoni sono davvero pessimi e le canzoni, per lo più tratte dall'imminente "Free Fall Into Fear", rimangono anonime e poco coinvolgenti. Purtroppo, per tutti gli aspetti che ho evidenziato, la loro performance scivola via senza particolari emozioni anche se mi piacerebbe rivederli in un altro contesto sicuro che possano fare la loro buona figura.

TRISTANIA

Con l'ingresso dei Tristania si comincia a fare sul serio. La band può godere infatti di suoni potenti, ben equilibrati che aiutano, e non poco, il sestetto norvegese, assente da molto tempo dai palchi di tutta europa. La set-list dei norvegesi si concentra sui brani di 'Beyond The Veil', forse l'album più rappresentativo, dal quale vengono estratte la riuscitissima title-track, la famosa "Angina" ma soprattutto "Aphelion" che apre splendidamente il concerto. Come facilmente pronosticabile, la padrona del palco è la bellissima Vibeke, non solo per la bravura dimostrata al microfono, ma anche per la scarsa prestazione offerta dalle due voci maschili che, a tratti hanno lasciato davvero a desiderare. L'attesa per il prossimo album viene in parte stemperata da due anticipazioni, la prima più eterea e riflessiva, la seconda decisamente più aggressiva; ecco quindi servite le due facce del prossimo "Ashes". La conclusione del live è tutta per i più nostalgici, non sarebbe infatti stata la stessa cosa senza 'Angellore' che, se in parte dispiace assaporare priva della voce di Morten Veland, è pur sempre piacevole da ascoltare.

THERION

Ben nove persone sul palco e tutte hanno fornito il proprio contributo realizzando un concerto a dir poco strepitoso che, per quanto mi riguarda, sarà davvero difficile cancellare. Christopher Johansson e soci hanno dato prova di avere una marcia in più, di riuscire non solo a resistere al passare degli anni, ma anche di rinnovarsi e di migliorare invecchiando. Vengono proposte canzoni tratte dai lavori del 2004 ed altre ben più datate con la stessa intensità, la stessa passione e la medesima bravura. Soprano e coro (composto da due voci femminili e due maschili) hanno offerto una prestazione impeccabile, riuscendo a riproporre fedelmente quanto registrato in studio e supportando nel migliore dei modi un Mats Leven (che ricordo con Malmsteen) davvero in gran forma, la cui voce ha sbalordito i presenti per la potenza e la grinta che dal vivo, credo, davvero pochi al mondo possano vantare. Le due ore circa di durata hanno quindi regalato forti emozioni grazie soprattutto alla varietà della proposta. Da "The Blood Of Kingu" a "Melez", da "Seven Secrets Of The Sphinx" a "Typhon" e ancora "Asgard", "Cults Of The Shadow" e la maestosa "To Mega Therion" hanno accontentato proprio tutti. E i minuti interminabili di applausi finali lo confermano, e rendono giusto omaggio ad uno dei gruppi più prolifici e creativi degli ultimi anni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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