THUNDERSTORM
Inkubo Kafè - Milano
13/01/2005
REPORT
ChiccoTheBest
Attorno alle 21.30 io e il Barbaro ci rechiamo all'Inkubo Kafè di Milano per assistere
al concerto dei doom-metallers Thunderstorm, che giunti al terzo album ormai non
sono più una promessa, ma una delle più belle realtà della scena doom italiana.
Dunque io e il mio socio, attirati da qualunque cosa sia oscura e gratuita, approfittiamo
di questa occasione per gustarci un po' di sano doom dal vivo, che non fa' mai
male (a parte istigare al suicidio, certo…).
Entriamo nel locale verso le
22.50, cioè verso la fine dell'esibizione dei Lunae, supporter group dei Thunderstorm
in occasione di questa serata.
Ciò che ho visto è troppo poco per poter esprimere
un giudizio definitivo, così mi astengo: posso solo dire che quello che fanno
questi Lunae è una specie di gothic metal con forti influenze power-progressive;
una proposta musicale piuttosto originale, quindi, ma che non mi ha entusiasmato
più di tanto.
Verso le 23.00 i Lunae hanno terminato la loro esibizione,
e alle 23.20 è finalmente il turno dei tre bergamaschi: e qui la musica cambia,
in tutti i sensi.
I Thunderstorm hanno scelto di eseguire dal vivo tutti
i brani del loro ultimo album "Faithless soul", per di più nello stesso ordine
esatto col quale compaiono nel cd.
Nulla da obiettare sulla loro prova, letteralmente
perfetta: i tre sono bravi, coinvolgenti e fottutamente doom! Il cantante in particolare
sembra fuori dal mondo, sembra non accorgersi di quello che gli accade intorno,
concentrato com'è sulla sua musica.
Il loro doom metal è senza dubbio influenzato
dalla musica degli anni '70, in particolare dai Black Sabbath ma anche da certa
musica psichedelica, soprattutto dagli Iron Butterfly (non è un caso che nel loro
ultimo lavoro sia inclusa una cover di "In-A-Gadda-Da-Vida"): forse è proprio
per questo che il loro sound è così coinvolgente, tanto che personalmente mi sono
fatto un bel trip mentale senza l'ausilio di sostanze stupefacenti.
Da segnalare
infine la prova del batterista, davvero notevole: infatti potrebbe sembrare che,
data la lentezza del genere, non sia necessario un gran batterista per suonare
doom. In realtà proprio in questo genere un bravo batterista fa' la differenza,
ed è proprio questo il caso dei Thunderstorm: controtempi al limite dell'umano,
rullate spettacolari, alcuni patterns che secondo me danno ai pezzi una marcia
in più; inoltre alla fine di ogni brano il drummer dava prova delle sue indiscutibili
capacità con un brevissimo assolo, nel caso ci fosse ancora qualcuno che avesse
dei dubbi.
Dopo l'esecuzione di tutto "Faithless soul", prima della fine
c'è stato ancora spazio per un altro pezzo (non chiedetemi quale, non li conosco
così bene…).
Personalmente auguro loro la migliore fortuna, ed il fatto che
siano stati chiamati per quest'estate a suonare in alcuni festival esteri (il
Doom shall rise in Germania e il Metal Camp in Slovenia), come loro compatriota
mi riempie di orgoglio.
Unica nota stonata della serata è stato il fatto
che il locale era semivuoto: del resto lo si sa, in Italia se non suonano gli
Iron Maiden o i Metallica ai concerti non ci và nessuno…
Era la prima volta
che li vedevo dal vivo, non avevo mai sentito un loro pezzo, ma questo non mi
ha impedito di gustarmi ugualmente un concerto che senza dubbio rimarrà a lungo
nella mia memoria.