VISION
DIVINE
+ S.I.T.E. + PATHWEAVER
Gate 52 - Bussolengo (VR)
04/03/2006
REPORT
& PHOTO ColdNightWind
Il
concerto dei Vision Divine al Gate52 di Verona rappresenta il mio primo concerto
effettivo, senza contare quello degli Edguy in stampelle, dopo l'infortunio
dello scorso Febbraio al ginocchio. Ve ne fregherà poco o niente probabilmente
(e avete pure ragione di farlo, n.d.r.) ma questo ha dato alla serata un taglio
decisamente particolare. Cominciando dai Carabinieri che ci hanno fermato
fuori dall'autostrada per un controllo che, per via della simpatia dell'esponente
delle forze dell'ordine, mi ha quasi causato un infarto per passare poi alla
semplice operazione parcheggio, roba da far invidia al centro di Milano, risolta
poi tra insulti a destra e a manca verso diverse autiste che potremmo definire
"indecise". Passi questo, è stata una bella serata nonostante
la strana atmosfera che si respirava all'interno del locale, che spiegherò
poi, e nonostante le difficoltà che ho incontrato, sempre per via del
ginocchio, nel fare le foto. Ma parliamo di musica
[PATHWEAVER]
Ad accoglierci al nostro ingresso al Gate52, senz'ombra di dubbio un bel locale
ma forse fin troppo grande, c'è la musica dei Pathweaver, band di giovani
esordienti di Verona autrice di power e progressive metal. Il gruppo è
formato da alcuni ex membri degli Handofate e degli Eclipse e questa sera
propone un repertorio di cover con due pezzi propri, i quali lasciano poco
il segno e non convincono tra soluzioni decisamente pretenziose e facili clichè.
Anche il repertorio di cover proposte dimostra una gran voglia di mettersi
in gioco, eseguendo pezzi come "Pull Me Under" dei Dream Theater
o "Nothing To Say" degli Angra. Scelte sicuramente coraggiose, lodevoli
se vogliamo, ma che lasciano insoddisfatti visto il risultato finale che ha
evidenziato le difficoltà del singer nel spingersi oltre, pur dimostrando
una buona linea vocale con margini di miglioramento, e dei vari membri della
band, in particolar modo del batterista sulla conclusiva "Painkiller"
dei Judas Priest, pezzo non certo tra i più semplici. La prima impressione
non è certo tra le più positive, ma lasciamogli tempo per crescere.
[S.I.T.E.]
Successivamente salgono sul palco i vicentini S.I.T.E., nonostante la loro
proposta sia un po' fuori tema visti i canoni della serata il loro concerto
può definirsi un successo. Dopo la falsa partenza iniziale la band
di Claude Arcano graffia con il suo sound rabbioso e sofferente, orientato
al gothic metal, che divide il pubblico tra gli entusiasti e il malcontento
di altri. Il sound alternativo dei cinque in alternanza tra italiano ed inglese,
tra lenti fraseggi e granitici riff e tra il growl del chitarrista Juan e
il miscellaneo tra la voce pulita e lo screaming di Claude, tra i più
in forma stasera, non poteva avere un effetto diverso sul pubblico presente
ma visto il risultato finale direi che non si può che esserne soddisfatti.
In attesa dei nuovi brani la band ha proposto diversi estratti dagli Ep "Primo
Stadio" e "Post Mortem" rivelando una buona affinità
sul palco e la grande determinazione nella propria musica, avanti così
ragazzi.
[VISION DIVINE]
Accompagnati dalle prime note di "The Pefect Machine" salgono sul
palco i Vision Divine del buon Olaf Thorsen (che sfoggia la gran maglietta
"Lei non sa chi sono io", n.d.r.). Con loro anche i nuovi membri
Ricky Quagliato alla batteria e Alessio Lucatti alle tastiere, entrato in
formazione dopo lo split con Oleg Smirnoff.
La band ingrana subito la marcia e dopo qualche ritocco ai volumi, mai a buoni
livelli purtroppo, il concerto diventa estremamente godibile ed il gelido
pubblico del Gate52 finalmente dimostra un minimo di vitalità, mai
troppa, dando di tanto in tanto dei segni di vita. Il primo ha sorprendere
è, come al solito, Michele Luppi che attacca sparando tonalità
per molti irraggiungibili con una naturalezza e disinvoltura da far spavento.
Non da meno sono stati i nuovi membri, autori di una buona prova eccezion
fatta per il solo di Ricky, anche se infortunato, che non ha convinto al cento
per cento. Il set si divincola tra i pezzi degli ultimi due album, tranne
"Send Me An Angel" e "New Eden", e tra i simpatici siparietti
improvvisati da Luppi, vittima e carnefice di una gaffe colossale su "The
Ancestor's Blood" quando a fine strofa incomincia a cantare "Now
That You're Gone". Superata la ridarella collettiva il singer fa fermare
il pezzo e, con grande simpatia, dice che è colpa di Olaf che fa tutti
i giri di chitarra uguali! Dopo questo episodio "il Luppi" avrà
ampiamente modo di farsi perdonare sostenuto dai virtuosismi della coppia
Thorsen/Puleri, il cui lavoro si scinde alla perfezione. A concludere il "singolo"
del nuovo album "God Is Dead" ed il dolce regalo di "Identities"
eseguita con voce e piano. Una bella serata questa al Gate52 di Verona che
ci ha mostrato i nuovi Vision Divine in ottima forma, pronti a deliziarci
con l'imminente apparizione al Gods Of Metal.
Setlist:
The Perfect Machine
Colours Of My World
New Eden
First Day Of A Never-Ending Day
The Ancestor's Blood (interrotta)
Send Me An Angel
The Fallen Feather
Version Of The Same
La Vita Fugge
Through The Eyes Of God
The River
Now That You're Gone
The Secret Of Life
God Is Dead
Identities