13th WAVE GOTIK TREFFEN
Lipsia -D-
27-31/05/2004

REPORT Pierre
Hound
PHOTO Medea
Madeleine La Clè
Missione
nella ex Germania dell'Est per il vostro povero Pierre, costretto dal capo di
Hardsounds alla deportazione in quel di Lipsia a seguire (parte) del più grosso
evento continentale in fatto di musica gothic-electro-romantic-industrial...e
chi più ne ha più ne metta! Con la speranza che non vi arrechi troppa noia,
ecco a voi il diario della quattro giorni tedesca.
27.05.2004
Inizia
l'avventura del WGT!
Puntuali come il cioccolato svizzero, alle ore 13.00 ci
troviamo in un posto comodo a tutti (casa mia!) insieme ai miei due
fidati collaboratori dell'occasione: Medea e Vale, rispettivamente fotografa
e "nullafacente" (ufficialmente Vale dovrebbe scrivere qualcosa, ma
pare non ne abbia tanta voglia!). Il tempo di organizzarsi per qualche minuto
e via in macchina alla volta di Verona, luogo di incontro con il
pullman che ci porterà a Lipsia per la quattro giorni gotica più famosa
d'Europa. Senza troppi intoppi o problemi di alcun tipo, in perfetto anticipo
ci collochiamo sul punto convenuto...fa un caldo incipiente ed aspettiamo!
Per fortuna anche il pullman giu nge in orario e tutto pare
andare per il meglio...
Il viaggio si rivela
sostanzialmente tranquillo nei limiti del possibile, consirerando la mandria di
scalmanati e "fuori di testa" che vi prendono parte. Dopo alcune soste
seral-notturne, con l'appropinquarsi dell'alba si para di fronte ai nostri
occhi il paesaggio, proprio, della nostra meta ultima: Lipsia. Poche formalità
in albergo per l'assegnazione delle camere e tutti a "nanna" a riprendere
le forze dopo la tredici ore di pullman (quindici per chi partiva da
Bologna).
28.05.2004
La cosa si
concretizza!
Ore 13.00, adunata nel piazzale antistante
l'albergo per muovere verso quel dell'Agra, centro cardine di tutto il
festival del WGT, che vede oltre 150 artisti esibirsi in svariate location
sparse sul territorio della cittadina ospitante. Dopo un "vasto" giro panoramico
in pullman e dopo che l'autista pare perdersi per le decadenti vie di Lipsia,
eccoci all'Agra, nel cuore del festival gotico per eccellenza, dove
ritiriamo i nostri accrediti e facciamo un giro per i vari mercatini sparsi
all'interno dell'ampia area in questione. Il tempo di trangugiare alcune fette
di pane, formaggio e della carne di cui non si conosce la provenienza animale ed
è già ora di muoversi e spostarsi dall'Agra alla volta di Parkbühne dove ci
aspetta un primo lotto di concerti, quello che pare essere il più "heavy"
dell'intera manifestazione.
L'impressone iniziale
viene subito confermata: a Lipsia si parla solo tedesco! La lingua inglese è
un bene raro e prezioso che è difficile, se non impossibile, rintracciare per
le vie della cittadina germanica. Ed è così che la troupe di Hardsounds
si trova allo sbando, con una cartina incomprensibile e simile ad una mappa
del tesoro di piratesca memoria, a bordo di un tram condotto da un
energumeno arrabbiato e tedesco nel più intimo delle sue cellule, diretti nel nulla!
Un colpo di fortuna ci fa precipitare fuori dal mezzo su rotaie ed accodarci ad
un gruppo di giovani dall'aspetto visibilmente incline a farci presumere
che possano essere interessati al nostro stesso evento. Dopo una maratona
che farebbe invidia ai migliori campioni olimpici ed i classici incontri
bizzarri con vichingoni ubriachi che, guarda caso, vanno a cercare ed importunare
sempre me, eccoci nella bella arena sita all'interno del parco di Bühne, dove
con visibile ritardo in scaletta, si apprestano a calcare lo stage gli
olandesi AFTER FOREVER. A causa del menzionato ritardo, la band della
bellissima Floor Jensen si esibisce in un mini-show di sole 4 canzoni, ma questo non
priva il pubblico di una esibizione esaltante, caratterizzata oltre che
dalla magnetica bellezza e "bontà" di Floor, anche di un impatto emozionale e
sonoro di tutto rispetto. Una buona acustica ed un buon gusto musicale allietano
questa mezzora scarsa di musica, non facendo rimpiangere, agli aficionados della
band, l'assenza del membro co-fondatore e fratello di Floor, Mark Jensen. Per
quanti invece ne hanno percepito la mancanza, nessun problema, a
seguire arrivano sul palco gli EPICA, nuova formazione, per l'appunto, del transfugo Mark
ed autrice di un eccezionale esordio discografico a titolo "The Phantoms
Agony". Come si suol dire, "la minestra è sempre la stessa", perciò Mark si
presenta al pubblico del WGT, così come su disco, con uno stile musicale molto
simile al suo gruppo di provenienza. Le minime differenze sono da ricercare in
un approccio più orientato al power (stile ultimi Nightwish) e meno ricercato
nelle atmosfere più emozionali. Altra differenza è nella voce femminile in cui
la belloccia di turno fa parlare di se più per la scollatura del suo abito che
per le reali doti canore. Per carità, presa da sola la singer degli Epica,
Simone Simmons, non è male ma, se paragonata a Floor Jensen, perde tutto ciò che
di buono riesce a donare, in questa serata, allo show. In definitiva, lo
spettacolo soddisfa tutti e, con buona pace di Mark Jensen, anche gli Epica
superano la prova.
Il tempo di cambiare il set sul
palco, di prendere (noi) qualcosa da bere ed è la volta degli HAGGARD. La
magnificiente medioeval-gothic-death band si presenta on stage con i
classici '20.000' elementi, tra cui una sezione completa d'archi ed una di
coriste/soprani. E' inutile dire che lo show è magnifico, carico di
pathos con un alternarsi di soave musica classica rotta, a tratti,
dalla potenza degli strumenti elettrici e da un gustosissimo cantato growl. Voci
di "corridoio" dicono che la resa in sede live non sia la stessa di quella
su disco, ma mi sento di dire che la cosa non pare dar particolare fastidio
agli intervenuti, i quali gradiscono ed inneggiano alle cadenzate canzoni
del combo, tributando allo stesso un affetto fuori dal comune: quello degli
Haggard si è rivelato, a posteriori, l'act più affollato della giornata in quel
di Parkbühne. Di particolare interesse, nell'esibizione degli Haggard,
è l'esecuzione di un classico della musica più 'nobile',
rivisitato nell'ultimo disco della band e dedicato per l'occasione al
sottoscritto, al suo incipiente stato di anzianità ed a particolari effetti
collaterali di quest'ultima: "Eppur Si Muove" vede l'esibizione del coro lirico
degli Haggard disimpegnarsi nei classici vocalizzi in lingua italiana, con
grande entusiasmo di noi figli degli spaghetti, della pizza e dei
mandolini!
Dopo gli Haggard, a chiudere le danze di Parkbühne,
tocca ai MY DYING BRIDE. Solennemente e secondo i canoni di
decadenza consueti alla band, gli inglesi fanno il loro ingresso on stage e,
senza mezzi termini, sommergono la folla con il loro suono pesante, coinvolgendola
in uno show ossessivo e drammatico. Le sonorità a cavallo tra
il doom ed il gothic sono ormai un marchio di fabbrica della band anglosassone la
quale, grazie alla grossa mole di gavetta a cui si è sottoposta, può
finalmente riscuotere i giusti riscontri di successo e ritagliarsi una
fetta di pubblico devoto e riconoscente. Questo è quanto si respira questa sera
e questo è quanto la band dona e porta a casa, anche se -considerazione totalmente
personale- dopo un pò, durante l'ascolto, cala l'attenzione (la
mia) e prende il sopravvento un pò di noia.
Terminato lo show di Parkbühne, defluiamo fuori
dall'arena con un bilancio tutto positivo, sicuri di aver assistito ad un'ottima
serie di concerti.
La stanchezza comincia a prendere il sopravvento su di noi;
abbiamo capito che, per essere presenti ai vari show sparsi per la città,
dobbiamo macinare chilometri e chilometri di strada...abbiamo capito,
soprattutto, che non riusciremo a vedere tutto!
Avrei voluto seguire il nuovo show di Liv Kristine, ex
singer dei Theater Of Tragedy, fresca di uscita discografica con i suoi Leave's
Eyes, ma la distanza della sua location e la sovrapposizione con i My Dying
Bride, hanno fatto saltare la mia partecipazione all'evento.
Potrebbe sembrare finita ma la troupe in missione germanica
vuol vivere sino in fondo questa tredicesima edizione del WGT e quindi, anzichè
dirigerci verso un meritato riposo, ci dirigiamo nuovamente verso la
lontanissima Agra dove ci aspetta tutt'altra musica...e non è un modo di dire!
Arrivati sul posto, una immensa hall gremita da migliaia di scatenati fan,
ospita uno dei gruppi più amati del filone elettronico, in bilico con la
techno più classica. On stage ci sono i SUICIDE COMMANDO, ma dato il nostro
arrivo in concomitanza dell'ultimo quarto d'ora dello show della band, vi
risparmio il trattato. Il sottoscritto, invece, si distrae un attimo e si
sofferma ad ammirare la 'fauna' locale e pensa: "Ma quante belle ragazze...ma
come si combinano e si acconciano? Che peccato che si imbruttiscano così!". Tra
visioni dovute alla stanchezza ed all'incredulità nei confronti
di certe situazioni, mi ritrovo assiene ai miei due "angeli custodi" a
seguire stralci del concerto seguente a quello dei Suicide Commando. A
chiudere la serata, prima del dj set notturno, ci sono i CAMOUFLAGE, autori di
un orecchiabile dark-synth-pop che ci porta a scuotere lievemente la testa,
prima di decidere che è giunta l'ora di andare a
dorminre.
29.05.2004
La prima è andata.
Ore 03.00, si va a dormire dopo una
provante giornata in cui si è dovuto combattere con i mezzi pubblici, con gli
indigeni che non sanno l'inglese, con porno-vichingoni ubriachi e con
un freddo notturno che si fa sentire sulla distanza.
Al risveglio, alle ore 09.00, lascio che il mio
cellulare la smetta di volermi, a tutti i costi, buttare giù dal letto ma ci
pensa la 'tedesca' Vale a portarmi all'amara realtà. Colazione tutta tedesca ed alle 13.00, se tutto va
bene, si torna in trincea!
La
giornata concertistica iniza con
un'ampia sosta presso il centro commerciale della stazione ferroviaria di
Lipsia, dove consumiamo un eccessivo pranzo a base di prodotti ittici fritti.
A seguire ci spostiamo al quartier generale del festival sito all'Agra, dove
approfondiamo la conoscenza con i prodotti esposti nei vari mercatini (leggasi:
CD, riviste, capi d'abbigliamento ed affini!). Finalmente, alle prime luci
pomeridiane, facciamo il nostro ingresso al già noto Parkbühne, dove ci aspetta
l'unico concerto europeo estivo del combo americano DIVA DESTRUCTION. Il gruppo musicale,
molto apprezzato nella scena bat-cave ed in ambienti
gothic-wave, si presenta tra il tripudio generale con un sound 'tondo' e
sapientemente bilanciato tra sonorità orecchiabili wave oriented ed elementi più
decadenti e pesanti. Purtroppo lo show risulta enormemente deludente a causa di
un pessimo cantato, ricco di stonature ed interpretato in modo da portare alla
noia in meno di 30 secondi. Brani che su disco sono delle vere perle vengono,
dal vivo, storpiati ed offesi all'inverosimile. Nonostante il
graditissimo (!!!) approccio da bambolona dell'800 della front-girl, durante lo
show il sottoscritto ha tentato più volte (e fortunatamente è sempre stato
braccato per tempo!) l'autolesionismo più assoluto per mezzo di martellate
poderose nelle più recondite parti intime! In generale, il riscontro del
pubblico è stato sostanzialmente in linea con quanto appena espresso: un
flop clamoroso ed una enorme delusione personale!
Il tempo di raccogliere i gioielli di famiglia ed
è già il momento di ripartire per una nuova location.
Dubbio atroce: seguire gli show di Crematory, Lacrimas Profundere e
Graveworm (ma anche altri nomi interessanti come Agathodaimon, Green Carnation,
Mystic Circle e la nuova super-band dei The Vision Bleak) o dirigersi verso lidi
musicalemnte (e logisticamente) completamente opposti? Immagino perfettamente
che molti lettori di Hardsounds avrebbero preferito leggere le gesta dei
riformatisi gothic metaller austriaci o dei blackster altoatesini
o, ancora, dei sempre interessanti Lacrimas Profundere, ma per dare un
quadro completo del festival tedesco, seguito in esclusiva per voi
da Hardsounds, ho preferito focalizzare l'attenzione su due dei gruppi
di maggiore interesse del panorama wave-folk italiano, uniche presenze (assieme
ai citati Graveworm) del nostro Belpaese al WGT. I gruppi in oggetto sono i
romani SPIRITUAL FRONT ed i napoletani ARGINE.
Dopo una
interminabile avventura intrapresa per trovare la location giusta, giungiamo
finalmente alla Haus Leipzig dove gli SPIRITUAL FRONT hanno già avviato il
loro show. Con una line up rinnovata per 3/4, i romani si disimpegnano
in uno show fenomenale proponendo, in tutta la sua drammaticità, un
sound in bilico tra atmosfere da club fumoso e folk moderno, sempre
orecchiabile e di immediata presa sull'ascoltatore. Il magnetismo di
Simone, leader della band, coinvolgente e travolgente, affascina ed
irretisce il pubblico che non può esimersi dal farsi trascinare dal suo cantato
espressivo. Con uno show più sobrio e meno shockante del loro solito, gli
Spiritual Front ripropongono le loro ballate nichiliste riscuotendo
definitivamente un grosso e meritato successo nell'affollata hall tedesca:
un gruppo da seguire e di cui andare fieri!
Dopo gli
acclamati bis degli Spiritual Front è il turno dei napoletani ARGINE, band
in circolazione da oltre una decade ed autrice di autentiche perle musicali che
racchiudere in un genere sarebbe troppo riduttivo; nella musica degli Argine c'è
il dark, c'è il folk, c'è la wave, c'è la poesia, c'è la rabbia e la
grinta, ci sono i virtuosismi strumentali, tra cui il violino di Alfredo e
soprattutto quelli vocali della cantante Cecilia che, con la sua superba
voce, incanta l'audience alla faccia delle tanto osannate singer-soprano
nordeuropee. Ancora una volta un gruppo da tenere sott'occhio da parte degli
amanti di sonorità decadenti, intiminste, ricercate e, aggingerei, da parte
di un pò tutti coloro che vogliono elevare il proprio livello di cultura
musicale: musica impegnata!
Terminati i concerti della Haus Leipzig è il momento
di rientrare in hotel, ma non abbiamo la minima idea di come fare a
trovarlo partendo da quel luogo. Dalla stazione centrale parte il nostro pullman
organizzato ma, vista l'ora tarda, questo ha miseramente fatto già
ritorno al nostro 'ovile'! Dopo svariati tentativi di ritrovare la
strada 'di casa', sono proprio gli Argine che, vedendoci spaesati, ci raccattano
in piena notte dalla strada offrendosi di accompagnarci a destinazione. E'
inutile dire che, dopo miriadi di peripezie, il risultato è quello
che l'allegra compagnia composta da Argine al completo ed Hardsounds
entourage, inesorabilmente, si perde nella periferia di Lipsia e solo dopo aver
ricevuto adeguate informazioni, reperite dal batterista della band parlando un
sempre indicato ed internazionale napoletano stretto, arriviamo alla tanto
agognata meta! Anche questa giornata è passata e dopo aver propinato dei
rigeneranti tè caldi alle mie febbricitanti compagne di avventura, il letto
sembra essere l'unica soluzione all'incipiente stanchezza!
30.05.2004
E venne domenica.
La domenica del WGT per noi vuol dire, ahimè,
dance! Nel grande calderone di generi, di stili, di filosofie e di culture che
si affacciano sulla manifestazione, un posto di considerevole importanza viene
riservato all'ebm ed a tutte quelle sonorità che uniscono dark ed elettronica.
Per dovere di cronaca è
opportuno parlare anche di questo fenomeno che, tra tante espressioni di
bassissima qualità, vede emergere delle sensazionali band che potrebbero
riscuotere l'interesse dei più open-minded.
La nostra giornata inizia come al
solito con un'abbondante colazione a base di salumi e formaggi,
oltre ai classici yogurt, latte, succhi, pane, marmellata, cereali e
quant'altro...in poche parole, un intruglio da paura per essere sicuri di
stare male tutto il giorno. Il sottoscritto è visibilmente contrariato per aver
mancato, la sera prima, il "Rubber Fetish Fashion Show", una sorta di
esibizione-festino fetish dove c'è 'tanto' da vedere e magari anche da
buttarvicisi dentro (porcherie tipo 'scambi culturali', dark room e via
dicendo!). Infatti, il WGT non è solo concerti ma anche manifestazioni di ogni
tipo relative alla cultura dark, gotica, cibernetica, industriale e così
via.
Ma tornando alla giornata in questione, dopo la menzionata
colazione ed il trasferimento in pullman alla stazione ferroviaria, ci
intratteniamo nel centro di Lispia per una breve passeggiata e qualche acquisto
'particolare' (!!!), per poi trasferirci al solito Parkbühne dove ci aspettano i
primi concerti. Arriviamo all'arena sita nel parco quando on stage ci sono
i tedeschi ROTERSAND, un duo dedito ad una techno noiosa e poco apprezzata
anche dal pubblico locale. Al termine del supplizio è la volta dei
norvegesi ICON OF COIL, band senza dubbio di spessore e di grandi qualità.
Pur presentando un ebm abbastanza spinto, l'approccio sonoro della band
-sopratutto nel cantato- è alquanto di matrice rock. Andy LaPlegua,
singer e frontman del combo nordeuropeo, si distingue oltre che per le sue
grazie, per la bellissima voce che dimostra di saper usare anche senza
l'ausilio della musica d'accompagnamento, nel momento in cui, per problemi
tecnici, i sintetizzatori iniziano a fare le bizze costringendolo ad intonare da
solo un'intero brano dal repertorio della sua band. Per il resto, l'intero
show degli Icon Of Coil risulta essere un vero concentrato di energia allo stato
puro, un agglomerato di potenza e melodia in grado di far scatenare e divertire
l'intera arena al ritmo delle più intransigenti e ritmate sonorità dance
e delle più romantiche e calde tonalità dark.
Finito lo
show degli Icon Of Coil, abbiamo un pò di tempo per divorare qualcosa e per
sostare piacevolmente all'interno del parco, prima di dirigerci alla Haus
Auensee alla volta dei successivi concerti. Arrivare alla nuova location non
risulta essere difficoltoso come in altre occasioni; al nostro arrivo restiamo
piacevolmente colpiti dallo scenario che si propone di fronte ai nostri occhi.
La location è una stupenda villa immersa in un grandissimo parco che si sviluppa
attorno ad un tranquillo e placido lago. Un posto di tutto rispetto a
confronto di quanto visto in giro per la città...l'aria decadente permea anche
tra le vuote e spettrali sale della villa in questione e nella grande sala
principale dove si svolgono i vari concerti.
Dopo aver
passeggiato tra i viali del parco e consumata una rapida cena, giunge il momento
di seguire lo show dei MELOTRON. Che dire! I Melotron sono una
band che a quanto pare ha un grosso seguito in Germania, ma personalmente
mi sento di dire che la loro performance risulta alquanto scialba e noiosa. In
particolare, il cantante risulta un pò fuori tema e, in generale, la loro
proposta musicale a cavallo tra i Depeche Mode ed un certo pop banale, lascia
del tutto indifferenti. Unico momento di sussulto, nel finale quando per
l'ultimo brano viene invitato sul palco il singer degli IN STRICT CONFIDENCE,
decisamente dotato di una voce più accattivante e di maggior
interesse.
A conclusione della giornata concertistica ci sono i
DE/VISION, altro gruppo tedesco, autore di un synth pop di tutto rispetto che a
tratti riserva anche momenti di maggiore grinta. Conosco il gruppo per la sua
produzione discografica e, sinceramente, dal vivo non rende esattamente
come su disco. In ogni caso, i De/Vision riscuotono il loro buon
successo senza che si debba recriminare loro di aver
rubato qualcosa.
Finita l'ennesima giornata, giunge il momento di rientrare
e visto che la Haus Auensee è spacciata per vicina al nostro hotel, decidiamo di
fare quattro passi. Vi risparmio tutto ciò che è avvenuto da quel momento in
poi, ma vi dico che ci abbiamo messo due ore e mezza prima di arrivare
al menzionato hotel, abbiamo vagato nelle 'foreste' e per le vie tutte
uguali di Lipsia. Personalmente sono stato scambiato per un malfattore da una
passante a cui, con biglietto da visita alla mano, mi sono permesso di chiedere
delle informazioni. Solo dopo aver chiesto S.O.S. telefonico alla hall
dell'hotel, finalmente, come profughi in cerca di un giaciglio, abbiamo potuto
adagiarci sulle agognate lenzuola.
Ma ve lo avevo setto che l'hotel è un
pò fuori mano?
31.05.2004
Ultima,
lunghissima, giornata del 13th WGT.
Dopo le veloci
pratiche di abbandono della stanza in hotel e dopo aver caricato i
bagagli sul pullman, veniamo scaricati dall'autista dello stesso, presso la
solita stazione ferroviaria con 'severo' appuntamento per le ore 4.00 della
successiva notte, ora della partenza per l'Italia...gli assenti restano a
Lipsia e cercano di sopravvivere alla meglio! Ad allietare le nostre
ultime sedici ore a Lipsia, oggi ci si mette anche la pioggia così, dopo un
rapido giro per le vie del centro, finalizzato a dare un'occhiata alla fauna
locale, decidiamo di recarci all'Agra e di rimanerci per l'intera giornata,
considerando che il nostro personalissimo programma concertistico del giorno
prevede ben quattro show da seguire proprio sul main stage di quel
luogo. Giunti alla
nostra meta facciamo un giro nella cittadella medievale dove, tra tonnellate di
fango, assaporiamo qualche prodotto tipico preparato come si faceva quasi un
milennio fa ed a seguire seguiamo con gusto dei concertini di musica antica,
propria dei villaggi di quell'epoca, eseguita con tanto di strumenti
rudimentali.
Col calare della sera, dopo una cena di tutto rispetto
(finalmente) consumata nell'area riservata ad artisti e giornalisti,
facciamo il nostro ingresso nell'area spettacoli.
Non è che le
cose inizino per il meglio! Per ingannare l'attesa e per 'addolcire' la
giornata, avevo avuto la bellissima idea di acquistare un sacchettino con una
manciata di caramelle (beh, in effetti erano 750g, per la modica spesa di 10€),
ma, purtroppo, all'ingresso della sala concerti me le hanno fatte lasciare fuori
dicendomi che le avrei ritrovate all'uscita...secondo voi come è andata? Altro
evento negativo, i bagni: per accedere al bagno mi hanno fatto uscire da una
porta, ma quando ho cercato di rientrare, mi hanno gentilmente invitato a
rientrare dalla parte opposta, considerando che quella era l'uscita. Morale
della favola: 300mt sotto la pioggia battente per andare dalla porta di uscita a
quella di entrata! Con queste premesse e con una visibile stanchezza nelle
membra, io ed il team di Hardsounds ci approcciamo allo spettacolo
serale, incentrato principalmente su sonorità folk-medievaleggianti. A
causa di crollo di forze improvviso ed alla grossa quantità di gente presente in
sala, non sono in grado di ben seguire i gruppi che si alternano sul palco
ma, dalla distanza, rannicchiato vicino ad un muro, ascolto le ottime proposte
dei SALTATIO MORTIS (autori di un'ottima miscela di musica rock e folk
sassone), degli SCHANDMAUL (emozionanti ed ammalianti con le loro sfumature
romantiche a macchiare il folk e l'armonia delle cornamuse), e dei CORVUS
CORAX (travolgenti, altisonanti, distruttivi benchè utilizzino strumenti non
convenzionali per quanto riguarda il concetto moderno di concepire la
musica). Discorso a parte va fatto per MILA MAR, che giunge dopo i Saltatio
Mortis a spezzare il clima fiero e maestoso degli inni di battaglia folk
dei gruppi precedentemente menzionati, proponendo una musica che nonostante sia
parte del filone folk stesso, da questo si discosta per entrare a
tutti gli effetti in quella che è la musica di gran classe. Un'artista, Mila,
ipnotica, tragicamente sensuale, con una voce ricca di sfumature che la fa
assomigliare ad una moderna sirena triste. D'istinto mi viene in mente
la 'nostra' Rossana Casale ma, nel caso di Mila Mar, molto più variegata e
completa nella descrizione dei sentimenti espressi in canzone. Bravissima
Mila!
Altra nota di colore -anzi direi di 'calore'- è
l'esibizione dei SEELENFUNKEN, un gruppo di giocolieri del fuoco che minano
il palco agli Schandmaul (anche se a me pare siano gli stessi
individui a 'giocare col fuoco' prima ed a suonare dopo!).
Finisce qui
la parte concertistica di questa tredicesima edizione del WGT, ma a
decretare la chiusura della manifestazione è la classica festa finale presso il
Moritzbastei, una immensa discoteca scavata nel cuore del centro di Lipsia,
dove tutto il popolo del WGT si ritrova per darsi appuntamento all'edizione
successiva. Nei bui corridoi scavati nella roccia e
nelle affollate sale del grosso impianto, migliaia di ragazzi di
estrazione, razza, cultura, genere ed aspetto diversi, si dimenano e danzano al
ritmo di decine di generi musicali quali dark, industrial, techno, ebm, batcave,
pop (di tutti i tipi), goth e contaminazioni varie di tutti questi.
01.06.2004
Tutti a
casa.
La notte, lunga, ci porta quasi al mattino e per
noi giunge l'ora di andare via. Lasciamo il Moritzbastei, ci rechiamo nella
vicina stazione ferroviaria ed alle 4.30 il nostro pullman
lascia Lipsia. Tutti quanti noi sprofondiamo in un profondo sonno. Al
nostro arrivo a Verona nel tardo pomeriggio, ci pare di uscire da un sogno...un
bellissimo sogno!
Ci vediamo, quindi, nel 2005 al 14th WGT...per ora torniamo
a Milano ed andiamo a smaltire la stanchezza accumulata.