MOGWAI
New Age - Roncade (TV)
21/04/2005
REPORT
Daniele
"Tormentor" Amato
PHOTO
rossez
Serata di emozioni stasera al New Age. Di supporto al nuovo, sublime album "Mr. Beast" tornano i Mogwai in quel di Roncade per dispensare a larghe manciate il loro post rock che gli ha giustamente fatto guadagnare un posto al sole nella scena musicale di oggi.
Il
mio ingresso nel locale coincide con l'inizio della performance degli inglesi
THE MAGNIFICENTS, con i quali gli stessi Mogwai
si sono definiti orgogliosi di suonare poco prima della partenza del tour.
Con tutto il rispetto, credo che la scelta sarebbe potuta essere decisamente
più felice. Il quartetto britannico si fa infatti portavoce di un mix
tra indie rock, post rock e suoni elettronici molto in voga al giorno d'oggi;
peccato che il tutto sappia di già sentito e risulti stantio e privo
del benchè minimo interesse. A dimostrarlo è anche la fredda
reazione dell'audience, poco propensa alle battute (praticamente incomprensibili
a causa di un accento cockney a dir poco criminale) e ai brani della band.
Bocciati.
Durante il cambio palco tra i The Magnificents e gli headliner MOGWAI
il New Age si riempie quasi fino al limite massimo di capienza e gli eroi
di Glasgow fanno il loro ingresso on stage in modo abbastanza dimesso, attaccando
con la soffusa, ma potente, "Yes! I Am A Long Way From Home", un'ottima
opener che scalda a dovere gli animi e che è subito seguita da due
classici, ovvero "Killing All The Flies" e l'ultimo singolo "Friend
Of The Night" (tratto da "Mr. Beast"). I suoni sono ottimi
e le necessarie sfumature proiettate dal sound dei nostri possono essere colte
nella loro interezza senza sbavature, per merito anche e soprattutto di una
performance chirurgica e ricca di feeling alla quale si affiancano dei giochi
di luce ed uno scenografia a led (non troppo dissimile da quella usata poco
tempo fa dagli In Flames) molto suggestivi.
Così come il post rock dei Mogwai è quasi interamente strumentale,
anche durante il live set il dialogo è ridotto all'osso, e l'asta con
microfono sembra posizionata lì giusto per 'dovere'. Ma poco importa;
ho visto centinaia di occhi, di volti, di teste e di cuori rapiti dalla musica
creata da questa band, e centinaia di mani pronte ad applaudire entusiasticamente
alla fine di ogni brano, per poi fare silenzio e tornare a godersi le note
fluttuanti partorite con invidiabile naturalezza dal combo inglese.
Una setlist di alto rango che ha compreso capisaldi come "Kids Will Be
Skeletons", "Glasgow Megasnake" e "We're No Here".
I due encore previsti a causa di un guasto tecnico di non precisata natura
hanno dovuto lasciare il posto a "Mogwai Fear Satan", una scelta
che in fin dei conti si è rivelata grandiosa. Più che un concerto,
questa è stata un'esperienza che suggerirei di provare almeno una volta
nella vita. Un vero e proprio trip che mi ha portato sull'orlo dell'allucinazione;
o forse era solo l'influenza che se ne stava andando. A chi faccio causa,
ai Mogwai o alle ditte farmaceutiche?
MOGWAI
setlist
Yes! I Am A Long Way From Home
Killing All The Flies
Friend Of The Night
Folk Death 95
Hunted By A Freak
Summer
Like Herod
Glasgow Megasnake
Kids Will Be Skeletons
I Know You Are But What Am I?
Helicon 1
We're No Here
Mogwai Fear Satan