
Oramai
dati per dispersi, a più tre anni dal positivissimo debutto con "Not Light But
Rather Visible Darkness", tornano gli Infernal Poetry. La genesi del nuovo lavoro
della band anconetana è stata travagliatissima, tanto che il disco è stato riregistrato
(ad esclusione delle parti di batteria) nel 2004 dopo una prima registrazione
nel 2003, a questo va aggiunto il recente abbandono del bravissimo drummer Andrea
Rabuini. Fortunatamente l'ascolto di "Beholding The Unpure" dissipa ogni
dubbio sullo stato di forma della band, rivelandosi come un vero e proprio pugno
in faccia all'ascoltatore ma privo di violenza gratuita; infatti gli attacchi
di death metal ultratecnico della band sono ragionati e sempre accompagnati da
un senso melodico spiccato: la mistura tra brutal death americano e swedish sound
è ancora presente, ma calata all'interno di brani estremamente compatti, seppur
complessi e molto ricercati. La maturazione è evidente fin dalla prestazione dei
singoli: basti citare un Paolo Ojetti che presenta uno screaming/growling realmente
interpreativo e non appiattito e capace di arrivare a sputare (nel vero senso
della parola) la sua rabbia sul microfono; anche il solismo di Daniele Galassi
appare meno ancorato a schemi puramente neoclassici, assumendo invece connotati
più personali e imprevedibili. Le sensazioni di oppressione e disperazione
che la band cerca di trasmettere sono espresse in maniera egregia dai brani che
compongono questo cd e dal lotto mi vengono da citare l'opener "Always Lay Beneath"
potente ed articolata come non mai, "Crawl" che mostra reminescenze alla Meshuggah
inserite ad arte nel sound della band, "The Frozen Claws Of Winter" autentica
rasoiata ultratecnica ed infine l'ottima cover di "Fear Of The Dark" degli Iron
Maiden resa in maniera eccellente in chave estrema. Rispetto al predecessore,
il nuovo "Beholding The Unpure" vanta un'esecuzione nettamente più compatta ed
assassina (anche se è un peccato aver sacrificato gli assoli di basso che abbondavano
in "Not Light [...]") anche la produzione appare molto migliorata anche se la
batteria appare con un sound "inscatolato" che non la fa emergere come dovrebbe.
Da segnalare anche l'artwork di Lorenzo Mariani realmente inquietante e d'effetto,
nettamente migliore rispetto a quello prodotto per l'ultimo Darkthrone. Insomma
se aggiungete che come traccia bonus avrete anche il video di "Hellspawn" dal
debutto dei nostri, non avete più scuse; se vi piace il death metal ben suonato
e col giusto pizzico di melodia, questo "Beholding Unpure" è un acqusto obbligato,
molte bands estere se lo sognano un disco di tale livello!
Smettetela di guardare all'estero, il grande death metal si fa anche in Italia!
VOTO 80
RECENSORE D.M.S.
RECENSITO IL 30/01/2005
_TRACKLIST
01.
Always Lay Beneath
02. Crawl
03.
The Unpurifier
04. The Frozen Claws Of Winter
05. Insane Vein Invading Inner Spaces
06.
Fleshapes
07. The Punishment
08.
Blood Spilled For A Spell
09. Fear Of The Dark
_LINE UP
Paolo
Ojetti Vocals
Daniele Galassi Guitar
Christian Morbidoni Guitar
Alessandro Infusini
Bass
Andrea Rabuini Drums
_DISCOGRAPHY
-
Not Light But Visible Darkness 2001
- Split 2002
- Beholding The Unpure 2005