
Il progetto in questione si fonde in sette solide tracce che però non tardano a perdersi nei meandri dell’anonimato e della "debolezza". I brani rappresentano quasi un calvario, parallelamente all’ascolto la dimensione musicale si avvicina a quella dell’ascoltatore. Le urla disperate di Deimos, che per carità, non ha fatto un collage inno al non-sense ma quantomeno si è sforzato di creare qualcosa di sufficientemente compatto, non tardano a risultare monotone.
Non sono da meno la sezione ritmica, che poche volte “si concede” in sfuriate veramente black. Lascia un po’ interdetti: il disco per essere suonato bene, lo è: ma mancano le idee chiave tal da rendere un cd godibile, quantomeno in modo sufficiente. Forse metter in piedi una band piuttosto che una one-man band, sarebbe meglio, ma immagino che così perderebbe tutto il senso del suo progetto, quindi scartiamo quest’ipotesi.
Cosa c’è da dire allora? Alla prossima? C’è tempo per migliorare? Ma si, siamo solo al secondo disco, il terzo, come tante volte accade, sarà migliore.
Un death atmosferico, a tinte black, comunque… che si sappia: i generi o si mettono bene, o non si mettono proprio.
RECENSITO IL 22/12/2009
_TRACKLIST
01. Beyond The Gates Of Insanity
02. Drained
03. Don't Want To Miss You
04. Dreams Are Hollow
05. Duskworld
06. Shadows Of Spirits
07. Alone
_LINE UP
Deimos All Instruments
_DISCOGRAPHY
Ghosts In The Shells
2008
Beyond The Gates Of Insanity
2009
_CONTATTI