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Carichi di blafemia e malvagità come non mai, i Behemoth tornano alla carica con questo nuovo full lenght, che sancisce definitivamente la rottura della crisalide: il piccolo "bruco" blackster è ormai diventato una terribile e malvagia, quanto splendida creatura alata. Proprio così: in questo album i Behemoth sono diventati dei ferocissimi deathster, pur mantenendo una certa matrice black metal. I nomi a cui si potrebbe accostare la nuova creatura sono Morbid Angel (soprattutto), Belphegor, primi Vital Remains. E quindi parliamo un po' dei nuovo Behemoth dicendo che in luce alla nuova strada intrapresa, la componente tecnica del loro sound si è spaventosamente ampliata, e dimostrando di aver pienamente raccolto l'eredità dei maestri floridiani, il riffing è diventato quanto mai complesso e articolato, legandosi alla tecnicissima e brutale
batteria del neo-arruolato Inferno. Ma della sporcizia e pesantezza dei loro "maestri" qui vi è poca traccia: il sound è tiratissimo e molto violento, con un certo retrogusto Black. Bel lavoro anche per quanto riguarda la solistica, ispirata e tecnicamente molto valida, pur non perdendosi in vuoti arabeschi. Le tastiere sono un po' meno presenti, in confronto ai lavori precedenti, ma c'è da dire che i succinti inserimenti di quest'ultime si rivelano sempre azzeccati (la traccia 'In Thy Pandemaeternum' ne è prova). Insomma, ascoltando quest'album l'ascoltatore non ha nemmeno il tempo di capire cosa sta accadendo mentre viene percosso a tutta forza da Nergal e soci. E credetemi, non è cosa che si dimentica facilmente l'ascolto di contanta tecnica e complessità mista a una violenza estrema e a una fredda attitudine Black Metal. I Morbid Angel hanno fatto proselitismo, si sa, e forse i Behemoth sono i loro primi discepoli. Ma credetemi, questa definizione non rende giustizia ai polacchi, loro brillano di una luce e propria. Sarebbe un grave errore considerarli i "Morbid Angel più veloci, più violenti, più pittati in volto".

Qualche curiosità: esiste una versione polacca dell'album, che chiude l'album con il brano 'Chawala Mordercom Wojciech', interamente cantato in lingua madre. Altra cosa: dopo l'ultimo brano ci sono 57 mini tracce assolutamente silenziose, con chiusura alla traccia 66.

_ PER I FANS DI Morbid Angel - Belphegor - Nile


La svolta tecnica e stilistica di una band, fino ad allora, già interessante. L'inizio di un crescendo.


TRACKLIST

01. Diableria (The Great Introduction)
02. The Thousand Plagues I Witness
03. Satan's Sword (I Have Become)
04. In Thy Pandemaeternum
05. Driven By The Five-Winged Star
06. The Past Is Like A Funeral
07. The Entrance To The Spheres Of Mars
08. With Spell Of Inferno
09. Outro

DISCOGRAPHY

And The Forests Dream Eternally [EP] 1993
Sventevith (storming Near The Baltic) 1995
Grom 1996
Bewitching The Pomerania [EP] 1997
Pandemonic Incantations 1998
Satanica 1999
Thelema.6 2000
Zos Kia Cultus - Here And Beyond 2002
Demigod 2004
The Apostasy 2007
At the Arena Ov Aion - Live Apostasy 2008
Evangelion 2009
The Satanist 2014
The Satanist 2014


VOTO 85   GUIDA AL GIUDIZIO



BEHEMOTH

PANDEMONIC INCANTATIONS -
[genere] Death/black Metal
[label] Solistitium Records
[anno] 1998

RECENSITO IL 01/12/2007

RECENSORE Francesco La Tegola  e-mail

LINE UP

Nergal Vocals, Guitars, Voices
Mefisto Bass
Inferno Drums

Guest Musician:

Piotr Weltrowski Synth

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