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DISCHARGE: End Of Days

data

21/06/2016
75


Genere: Hardcore Punk
Etichetta: Nuclear Blast
Distro: Warner
Anno: 2016

Uh, sono tornati i Discharge e la recensione potrebbe finire qui, ma i padrini indiscussi dell'hardcore punk vanno celebrati come si deve, e anche se 'End Of Days' è solo il settimo full lenght in quasi quarant'anni di carriera - ma sappiamo che i gruppi punk rilasciano molti singoli, ep e split - bisogna rilevare che non fa altro che confermare il buono stato di salute in cui versano i Discharge. Questa seminale band ha plasmato il sound di molte altre - tralasciamo la sbandata quasi glam di 'Grave New World' - dai Venom ai G.B.H., dai Metallica ai Napalm Death e molti altri, insomma siamo di fronte ad un esempio di: "prima non c'era e ora c'è"! Se si ascoltano i brani di questo 'End Of Days' non si può non notare che l'andamento, sia dei brani up tempo, di quelli veloci e di quelli velocissimi, è facilmente riconducibile ai pezzi dei Napalm Death, sia del primo periodo che dell'ultimo, ma è la band di Birmingham ad avere preso a piene mani dal sound dei Discharge, qui dentro difatti c'è solo puro hardcore punk, con qualche piccola concessione alla melodia grazie agli assoli, crediamo ad opera dello storico chitarrista Bones, c'è un vocalist, JJ Janiak, che non fa assolutamente rimpiangere nè lo storico Cal, nè il suo sostituto Rat - uno che ha fatto anche lui la storia del punk con i The Varukers - e c'è una colata di riff minimali, ma incisivi, nonchè una sezione ritmiche caricata a molla, che solo durante la groove-thrasheggiante "Infected" solleva un pò il piede dall'acceleratore, altrimenti è un assalto senza soluzione di continuità, dove brillano per coinvolgimento "Hatebomb", già uscita come singolo, l'opener "New World Order" e "Killing Yourself To Live" - no Sabbath relations! - e per violenza "Raped And Pillaged", "Meet Your Maker", "Population Control" e la conclusiva "Accessories By Molotov (Part 2)" - quest'ultima riprende il brano contenuto nel disco omonimo del 2002. Ma nei Discharge, la violenza sonora è sempre accompagnata da testi pungenti come nella miglior tradizione punk, parole di denuncia attualissime come in "New World Order": "Drones in the sky watching everything you do, it's happening now, killing off the poor, the disabled and old, it's happening now", di classica, ma convintissima ribellione anarco-punk come in "Hatebomb": "Don't wanna be a part of your system, represents everything I'm not, not a number, not a machine, this pile of flesh and blood" o di condanna della guerra come in "Looking At Pictures Of Genocide": "Radiation, cancerous death, mustard gas, looking at pictures of genocide, pictures of genocide, one sick mind becomes the reality of millions, looking at pictures of genocide, pictures of genocide" e come sappiamo, i testi sono molto importanti e caratterizzano da sempre i Discharge, percui questa caratteristica non è assolutamente da sottovalutare, anzi. L'unica cosa è che per quello che i Discharge rappresentano e per quello che dicono, il fatto che abbiano pubblicato 'End Of Days' per la Nuclear Blast - praticamente una major - fa un po' a pugni, ma tant'è, tappiamoci il naso e ascoltiamo solo la musica e qui ce n'è di esplosiva.

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