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GUERRRA: Soprusi

data

19/11/2015
75


Genere: Jazz, Mathcore
Etichetta: Kaspar House, Cave Canem
Distro:
Anno: 2015

Sono particolarmente antipatici, se non odiosi i soprusi, vero? Tra le altre cose, anche la guerra potrebbe essere definita un sopruso, perché no? Ecco perché riconduciamo al tema anche l'esordio della band umbra, ossia quel 'Lampo' di qualche anno fa che era basato sulla Prima Guerra Mondiale, sopruso nei confronti dei popoli coinvolti. Un sopruso in senso lato è stato l'abbandono del bassista dei Guerrra, atto di forza unilaterale cui i due membri rimanenti hanno dovuto far fronte con mille difficoltà, proprio per preservare i propri interessi. Stiamo vaneggiando, molto probabilmente. Anche queste righe, in fondo, non sono un sopruso? Stiamo abusando della vostra pazienza, quando magari volevate solo capire se 'Soprusi' merita oppure no... Ebbene, i Guerrra saranno solo due adesso, ma le erre rimangono tre, e con loro tutta la concezione freejazzcore presente nell'esordio, con miglioramenti evidenti che rendono il tutto ancora più affascinante. I nove brani all'interno del disco sono storie di soprusi, raccontati senza parole (per quelle basta Wikipedia, se non ne conoscete alcuni), ma con fruste, fiamme e vivide immagini. Il sound si fa più estremo, le canzoni si allungano e diventano più cupe (il frammento legato a Alan Turing è vicino al noise). Ma in generale è proprio la band che suona in modo più vario e estremo (da un lato distorsioni tanto vibranti da richiamare gli Zeus e dall'altro le melodie della conclusiva "Maria Soledad Rosas" ), osando più che in passato. E ci mancherebbe: se nel jazzcore mancasse la libertà dovremmo chiudere qui il discorso, anzi, avremmo dovuto farlo dopo mezzo ascolto. Invece i giri nello stereo aumentano, chi ascolta va su di giri e tutte le note suonate si stampano in testa. I Neo e i Nohaybandatrio non si fanno sentire da troppo tempo, quindi accogliamo a braccia aperte i Guerrra e la possibilità di apprezzare risultati un po' meno caotici e vorticosi, ma altrettanto destabilizzanti.

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