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MARDUK: La Grande Danse Macabre

data

12/03/2012
75


Genere: Black Metal
Etichetta: Regain Records
Distro: Century Media
Anno: 2001

Scomoda situazione quella dei Marduk, comune a tutti quei gruppi che abbiano sfornato almeno un lavoro epocale. Pressione alle stelle ad ogni uscita e la sola colpa di non riuscire a saltare oltre l'asticella (nella fattispecie, 'Panzer Division Marduk'), che avevano posto in precedenza, fa apparire tutti gli altri salti fallimenti clamorosi, pur non essendolo. Ragionamento troppo radicale, si rischia di perdere il contatto con la realtà e tutte le sfaccettature che ci sono tra una ciofeca e un capolavoro. Ed è proprio per queste ragioni che molti sono intolleranti verso i dischi dei Marduk post 1999, tuttavia gli svedesi l'avevano annunciato, bisognava concludere la trilogia "Blood, Fire, Death", e per l'ultimo capitolo tutti si attendevano l'ennesima caterva di frustate senza tregua. Invece 'La Grande Danse Macabre' si dimostra una mefitica estensione dello stile dei Marduk verso territori paludosi e sinistri, in favore di un rallentamento dei ritmi e un songwriting spesso più ragionato, verso qualcosa di più profondo rispetto alla cieca rabbia. Consapevolezza dei propri mezzi? Può darsi. Certo è che il mid tempo strumentale come intro è una bella sorpresa, così come la produzione più nitida del solito che lascia spazio frequentemente a ricami bassistici molto elaborati, soprattutto nelle parti cadenzate. Richiami al recente operato sono comunque presenti, una manciata di pezzi a briglie sciolte tutti di blast beat con a capo il nuovo classico "Jesus Christ...Sodomized", sulla scia della vecchia "Christraping Black Metal". Ma le chicche dell'album sono i pezzi più lunghi, summa del Marduk-pensiero della seconda parte di carriera, saliscendi ritmici mai tediosi ("Bonds of Unholy Matrimony" e la titletrack). Nel giro di un altro album in studio Legion, il Bruce Dickinson del black metal, dal timbro vocale tanto lancinante e caratteristico quanto monocorde, lascerà il posto all'incredibilmente versatile Mortuus e la musica cambierà. Ancora una volta.

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