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NECROWRETCH: Satanic Slavery

data

18/04/2017
75


Genere: Death Black Metal
Etichetta: Season of Mist
Distro:
Anno: 2017

Ahia. Dopo aver iniziato a sudare sangue e ansimare senza sosta, mi è quasi esplosa la valvola mitrale durante l'ascolto di "Sprawl of Sin". Non so quindi se è un bene o un male che mi sia successo a così breve distanza dalla dolorosissima deflorazione auricolari avvenuta ad opera di uno dei nuovi pezzi degli Antropofagus. In ogni caso, maneggiare con cura. I Necrowretch nel giro di quattro anni dall'esordio hanno decuplicato, centuplicato, moltiplicato per mille la loro malvagità. Devo dire la verità: mi aspettavo che rimanessero dei buoni predicatori di morte come nei due album precedenti, non che arrivassero a questo punto. Quale punto? mi chiederete voi. Al punto di aver perso definitivamente ogni traccia di umanità. Se fate ascoltare una canzone qualsiasi di 'Satanic Slavery' a un bambino lo si traumatizza per la sua intera esistenza. Quanto marciume che viene vomitato a spruzzi nerissimi dal vorticoso andamento dell'album, quanto più cruda è la produzione per questo esordio per Season of Mist rispetto a quelle per Century Media, quanta influenza dei Necrophobic e dei Dissection si trova nei profondi solchi che le canzoni più lunge scavano a terra! Il legame con la Svezia non finisce qui, ci sono i vecchi Repugnance, i primissimi Dismember e anche -viste le venature black- i Marduk degli esordi. Soprattutto la voce di Vlad deve molto a questo crogiolo di influenze. Non ti lasciano un attimo, sti francesi, si avvinghiano addosso e danno sempre l'impressione di averti fatto ascoltare il disco della vita. E anche se non lo è affatto, la tremenda dedizione alla causa fa comunque fare un figurone, nonostante dopo la title track ci sia un importante abbassamento qualitativo: le canzoni si fanno più lanciate, semplici e con un tasso di distruzione di massa che torna nella norma. Il che vuol dire sempre che siamo comunque davanti a un potenziale enorme, sfruttato a pieno solo nella prima parte della scaletta. Il resto è abbastanza comunemente reperibile nei vostri supermercati di liquame demoniaco e non apporta grossi cambiamenti o variazioni, gettando litri e litri di benzina sul fuoco del black metal (anche se la traccia finale ha una conclusione degna dei Death prima maniera). Possono ancora migliorare e trovare continuità per tutta la durata di un full length, facciamo molta attenzione.

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