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RHYME: The Seed And The Sewage

data

03/12/2012
80


Genere: Alternative Metal
Etichetta: Bakerteam Records
Distro:
Anno: 2012

Ci lamentiamo sempre (spesso a ragione) che dal Belpaese non riescano ad emergere chissà quali gruppi, mirabolantemente esaltati in patria, snobbati all'estero. Ad una analisi più dettagliata, ci si accorge che certi "pesi massimi dell'underground" in effetti hanno atteggiamenti estremamente provinciali che le etichette straniere -e pure quelle italiane- non possono che guardare con estremo sfavore. Primo su tutti, il problema della pronuncia. Non lamentatevi se non vi considera nessuno e poi mettete in risalto maccheronismi assortiti. Tutto questo preambolo per dire che i Rhyme -per contrasto- hanno confezionato il perfetto prodotto da esportazione. Made in Italy, dovrebbe stare scritto sulla copertina. Origine controllata e protetta. La professionalità e la cura di questo 'The Seed And The Sewage' lascia sbalorditi, il suono è sinceramente e assolutamente internazionale e la qualità, anche rispetto al buon 'Fi(r)st' è salita parecchio. E' laccato e sfavillante, pieno di sfumature, sempre coinvolgente e -ricordiamolo, è il secondo album- maturo. Cover dei Depeche Mode a parte (insomma, uno sfizio che lascia il tempo che trova), la materia è padroneggiata alla perfezione, e pur non iniettando nulla di nuovo o rivoluzionario, consente al mondo di scoprire un gruppo che subito ha le carte in regola per emergere. Il tour con i Papa Roach e una apparizione al Rocklahoma Festival sono lì a testimoniare la resa live della band, ma se volete andare a cercare l'essenza dei Rhyme attuali, bisogna spulciare pezzo per pezzo questo disco. Dopo solo mezzo ascolto l'etichetta "post grunge" è spazzata via da chitarre spesse quanto la Muraglia Cinese che però non temono di farsi elegantemente southern o al contrario crossoverizzate (alla Rage Against The Machine per intenderci). Ci si pone al confine tra i generi, in un limbo argenteo e corazzato d'acciaio, si urla a pieni polmoni in "Slayer To The System", ma si cerca di alzare continuamente l'asticella e provare altro, si spreme di più dalla propria ispirazione e questo è un buonissimo segno. Prova da incorniciare per Gabriele, a suo agio in ogni singola nota cantata e da prendere come esempio per l'estrema carica che trasmette. Canzoni più significative? Non ce ne sono, prendetene una a caso e la vostra sete di rock grosso e metallizzato sarà placata.

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