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SCHIZO: Rotten Spiral

data

22/04/2016
85


Genere: Death Metal
Etichetta: Punishment 18
Distro:
Anno: 2016

Abbiamo appena lasciato i microsolchi della ristampa del fondamentale 'Main Frame Collapse', ed ecco che S.B.Reder e soci si ripresentano dopo sei anni da quella mazzata sui denti che era 'Hallucination Cramps', forti del passaggio alla sempre più attiva Punishment 18 e dell'aiuto del signor Tommy Vetterli, chitarrista dei grandi Coroner, che ha registrato l'album nei suoi studi di Zurigo e ha prestato la sua sei corde nella title track. Il tiro dei criminali siciliani del pentagramma si è spostato sensibilmente verso quel thrash oscuro ed articolato che ha caratterizzato album come 'Mental Vortex' e 'Grin', mantenendo però quella furia omicida che da sempre è il marchio di fabbrica degli Schizo: "Leaders Of Deception" e "Skeptic Flesh", ovvero i due episodi che aprono il quarto full lenght dei catanesi, sono sintomatiche di quanto detto finora, giri di chitarra ipnotici, ritmiche stressanti, mid tempo tellurici e vocals al vetriolo, salvo poi annichilire con fiondate in pieno thrash black style. Questi sono i "nuovi" Schizo, ma non spaventatevi, non c'è pericolo che ci siano deviazioni psichedeliche nello stile dei due album in cui il buon Tommy ha suonato per i Kreator - 'Outcast' ed 'Endorama' - come qualcuno ha paventato, o addirittura previsto senza che l'album fosse uscito, già da "Neurotic Propaganda" il ferale thrash black si fà largo senza lasciare superstiti, ma permetteteci di dire che il colpo definitivo gli Schizo ce lo danno con la velenosa title track, squassante mid tempo solo in parte lacerato da una classica accelerazione in pieno Schizo style ed arricchita al termine del suo alienante incedere dall'assolo breve, ma intenso, del buon Tommy. Si va verso il termine con la già conosciuta e violentissima "Deathwire" dove Nico Accurso raggiunge vette di cattiveria finora sconosciute, a seguire "Freikorps" che, a dispetto dell'iniziale incedere oscuro e marziale, si trasforma in una sfuriata grind dall'intensità non comune, "Hysterical God" contiene un riff thrash d'altri tempi, mentre la conclusiva "Final Warning" risulta il pezzo più coroneriano del lotto, quardato e tetro come 'Grin' insegnava, riprendendo alla fine l'arpeggione con cui l'album si apriva. Signori, giù il cappello di fronte alla creatività degli Schizo che hanno saputo mantenere inalterato il loro trademark assassino, iniettandolo di letali dosi di melodie malate per un risultato finale che deve, e sottolineiamo DEVE, far uscire la band siciliana allo scoperto e darle quella giusta visibiltà che merita fin dal 1989, oppure vogliamo continuare a nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi e rimanere nel nostro bell'orticello fatto di vecchi galli bolliti e nuovi pulcini insulsi?

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