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TRAPPAZAT: From Dusk Till Dawn

data

07/05/2012
68


Genere: Heavy Metal
Etichetta: Pure Steel Records
Distro:
Anno: 1989 / 2012

Provate a digitare Trappazat su Google: la desolazione più totale. La band più oscura della terra? Probabilmente, di certo loro sembrano non essere mai esistiti. Roba d'altri tempi, quelli in cui non c'era internet e le band dovevi andartele a cercare di proposito, con veri e propri pellegrinaggi nel negozi di dischi. Pieni anni Ottanta, in sostanza. Gli stessi da cui emergono faticosamente i Trappazat. Ad onor del vero il risultato della loro attività si riduce a pochissima roba: due apparizioni live e le otto tracce qui raccolte. Sfortuna è la parola chiave della loro fulminea carriera, che si può intendere come il mancato appoggio di un management forte, o come l'aver scritto determinata musica in un periodo in cui nel cuore dei metalhead c'erano ben altri eroi. Era il lontano 1989, i Maiden - persino loro - erano in lento declino, il thrash aveva preso piede, il death stava per esplodere. A chi importava di cinque giovani inglesi palesemente fuori tempo massimo di almeno cinque anni? Inoltre teniamo anche conto della rinascita nei primi anni Novanta sotto il nome di Warning e della conseguente fine - precoce anche questa volta - dovuta a un incidente stradale mortale per due poveri roadies: sembra che il Fato non abbia voluto concedere assolutamente nulla a questo gruppo. Decine d'anni dopo, però, a mente lucida e senza lasciarci fuorviare da facili conclusioni come possono essere "erano scarsi, quindi non hanno avuto successo" e "band sconosciuta=fenomeni a prescindere", inquadriamo il valore effettivo di 'From Dusk Till Dawn'. Saremmo bugiardi se non sottolineassimo la totale dipendenza dal colosso Iron Maiden e New Wave Of British Heavy Metal in generale. Ma d'altronde anche i componenti stessi lo ammettevano, non hanno mai pensato di cambiare il metal, non erano neanche uniti da chissà quale legame di amicizia, tutt'altro. Epperò in barba a trend e alla sfortuna, qui potenzialmente disponibili agli occhi e alle orecchie di tutti c'è un album intero. Canzoni sanguigne, in gran parte convincenti, soprattutto per quanto riguarda le chitarre, che si esibiscono sovente in melodie veloci debitrici di 'Iron Maiden' e 'Killers', con predilezione per le parti epiche e strutturate. Meno matura la voce, ancora poco professionale rispetto al resto del gruppo, il suo fare amatoriale si può notare soprattutto in "Tonight" (che si fa notare per un duello chitarristico che fa molto Blackmore). Tra lunghe galoppate strutturate sullo stile di "22 Acacia Avenue" degli Iron Maiden (ancora loro, se non vi piacciono passate oltre: i Trappazat non fanno per voi) e pezzi più hard rock oriented come "1 AM DOA", tra un filo di voce grossa alla Paul Di'Anno e qualche acuto alla King Diamond, il disco scorre bene senza regalare highlight particolari. Solo qualche rimpianto. E se i Trappazat fossero cresciuti ulteriormente dopo questo album? Non è dato saperlo: resta il dubbio e un vecchio album degli anni Ottanta.

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