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BLACK SABBATH: Forbidden

data

18/08/2013
68


Genere: Hard Doom Rock
Etichetta: I.R.S. Records
Distro:
Anno: 1995

Quanto è sfigato 'Forbidden'. Poteva essere ricordato come l'ultimo album di sempre a nome Black Sabbath, invece ecco che '13' ha sancito la "retrocessione" dell'album anche da questo punto di vista. Fermo restando che la massa al massimo arriva a dire che Ronnie James Dio è stato "l'altro cantante dei BS" o che "dopo Ozzy il nulla", anche tra i più affezionati della band, questo disco non riscuote affatto consensi, andando spesso a risultare proprio il fanalino di coda in ogni classifica di gradimento. Non riconosciamo ciò, perché se effettivamente si volesse dire di 'Forbidden' che è pessimo, allora bisognerebbe non considerare almeno l'80% delle uscite heavy metal successive. Non ci facciamo impressionare dalla formazione, tanto che Cozy Powell qui dentro non è più ispirato di un Bobby Rondinelli, anzi... Così come non crediamo che all'ottimo Tony Martin debba essere imputata qualche colpa o addirittura debba venire messo in secondo piano dal paragone con Dio. 'Dehumanizer' era un'altra cosa, 'Forbidden' non ne riprende nulla, se non naturalmente lo stile onnipresente (e inconfondibile) di Tony Iommi. Il lavoro alle chitarre non splende di originalità, verissimo, con un cantante così bravo però non riusciamo a capire come possano essere trascurati brani trascinanti come "Get A Grip", per dirne uno. L'unica nota stonata, di cattivo gusto, semplicemente, che ci fa partire l'ascolto sempre dalla traccia 2 è "The Illusion Of Power": non tanto per la aberrante collaborazione con Ice-T, bensì per il suo essere assolutamente spompata e con una attitudine al riciclo dei riff spaventosa. Orribile. "Kiss Of Death" invece è forse il brano migliore dell'album, con una progressione che non può non ricordare quelle degli album 'Heaven And Hell' e 'Mob Rules'. Martin è assolutamente fantastico ed è una grande risorsa anche nei frangenti in cui c'é bisogno di maggiore melodia rock ("Rusty Angels"). Riempitivi come la traccia finale fanno solo brodo, dispiace vedere i Nostri in affanno (o meglio, Iommi riciclarsi), gli anni si sentono e manca la scintilla che possa rendere il disco indimenticabile, come per ultimo era avvenuto con 'Tyr' e 'Dehumanizer'.

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