You are here: /

CRIMSON CULT: Tales Of Doom

data

06/05/2012
88


Genere: Heavy Metal
Etichetta: Pure Legend Records
Distro:
Anno: 2012

Fermi tutti: ecco uno dei candidati al titolo di miglior album dell'anno. 'Tales Of Doom' è il secondo lascito degli austriaci Crimson Cult, il primo su Pure Legend, che conferma il suo ottimo fiuto. La prima impressione che colpisce è la ricchezza compositiva e strumentale che si traduce in costante senso di appagamento lungo tutta l'ora di durata. Eppure non si ricorre che a strumenti tradizionali. Il caro, vecchio heavy metal, conservatore per natura, con spunti di songwriting di altissimo livello riesce a stupire, impressionare, appassionare come se fosse la prima volta (o quasi). 'Tales Of Doom' non è un esordio, Maier e Hilzensauer hanno già militato con buoni risultati in Stygma IV, Stygmata e Big Heat. Non proprio dei novellini quindi. Per fare comprendere meglio l'alto lignaggio di quest'opera diciamo pure che i pezzi meno riusciti (solo perchè un po' meno personali e dai tratti vagamente power) sarebbero tra i migliori dell'intera discografia dei Firewind, e aggiungiamo che gli Stratovarius non tirano fuori delle linee vocali così ispirate da una decina d'anni. Il capitolo dei lati negativi, che potrebbero benissimo essere positivi per alcuni, finisce qui, spazzato via dall'incedere travolgente della opener e dallo stacco magmatico che introduce l'elaborato assolo. Ma è solo l'inizio, "Behind The Curtain" è più moderna e dotata di un ritornello immediato ed epico che chiunque vorrebbe avere nel proprio libretto di canzoni. "The Long Way Home" è maideniana fino all'osso, con uno strano effetto di chitarra al posto del basso arpeggiato che avrebbe inserito Steve Harris: sembra che debba risolversi in un buon ritornello e nulla più, ma i nove minuti si inerpicano in arzigogoli prog e terminano degnamente in stile 'Seventh Son Of A Seventh Son'. E quella "Coshinja" che sarebbe stata benissimo nell'ultimo album degli Heaven & Hell se avesse avuto meno spinta nella ritmica? Tra riferimenti alla graniticità degli Iced Earth e ai Black Sabbath dei primi anni Ottanta, assoli magnifici (che a seconda dell'umore della canzone si schiariscono o si incupiscono ancora di più) e tanto altro, si arriva alla strumentale finale con l'acquolina in bocca, siamo già pronti a premere di nuovo il tasto play quando - bonta divina! - atmosfere prog metal nostalghiche e avvolgenti custodiscono assoli di ogni genere, chitarre acustiche e melodie western. Anni luce dalle strumentali inutili vetrine di shredder senza un briciolo di fantasia. Un cenno finale sulle vocals, estremamente varie: Tim Owens, Jon Oliva, Bruce Dickinson e soprattutto Tony Martin convivono in Walter Stuefer, il quale però ora dovrebbe andare alla ricerca di una originalità qui latente.

MANY DESKTOP PUBLISHING PACKAGES AND WEB PAGE EDITORS NOW USE Reviewed by Admin on Jan 6 . L'Amourita serves up traditional wood-fired Neapolitan-style pizza, brought to your table promptly and without fuss. An ideal neighborhood pizza joint. Rating: 4.5

Commenti

Lascia un commento

live report

Festivalsez

DARK HORIZON OPEN AIR II
Museumpark Rudersdorf - Rudersdorf bei Berlin, Brandeburgo

A meno di due mesi dalla prima edizione gli organizzatori del Dark Horizon Open Air decidono di bissare l'evento. Inizialmente addirittura previsto per agosto, è stato poi posticipato per l'indisponibilità del luogo della prima edizione, in proc...

Oct 7 2020

2015 Webdesigner Francesco Gnarra - Sito Web