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DENNER/SHERMANN: Masters Of Evil

data

27/06/2016
76


Genere: Heavy Metal
Etichetta: Metal Blade
Distro:
Anno: 2016

Quello che ci eravamo augurati in fase di recensione dell'Ep 'Satan's Tomb', disco d'esordio degli ex(?) chitarristi dei Mercyful Fate, Michael Denner ed Hank Shermann, si è finalmente avverato con la pubblicazione dell'album 'Masters Of Evil'. Un sollievo, dato che il talento indiscutibile dei chitarristi danesi, unito a quello del frontman dei Cage Sean Peck, e ad un'ottima sezione ritmica costituita da Marc Grabowski dei Demonica - band in cui militava anche Shermann - e dal versatile Snowy Shaw - se stiamo qui ad elencare tutte le sue collaborazioni non basta tutto lo spazio del web e allora ci fermiamo a Mercyful Fate e Notre Dame - non poteva essersi ridotto a due brani discreti di quell'Ep, cosicchè in questo album, da subito con l'opener "Angel's Blood" si ristabiliscono le gerarchie con un metal oscuro e ricco di variazioni di tempo, riff coinvolgenti e mai banali come i due axemen danesi ci hanno da sempre abituato con la loro band originale. L'altro pericolo che paventavamo nell'Ep, era dato dal fatto che Sean Peck sembrava dovesse sostituire King Diamond - e sappiamo che questo è ASSOLUTAMENTE impossibile - ed allora il calvo singer si toglie i panni di sostituto e pensa a fare il cantante dei Denner/Shermann, buttandosi in interpretazioni grintose e nel contempo high pitched. Ascoltatevi "Son Of Satan" - video visibile qui di seguito -  e diteci se non è così, se proprio vogliamo trovare un punto di riferimento, sembra più esserlo Rob Halford che non il Re Diamante, senonchè, il multiforme Sean sfoggia anche un'interpretazione Ozzyana nell'ottantiana "The Wolf Feeds At Night". Rimangono le perplessità sulla convinzione di Hank e Michael sui testi che scrivono, sappiamo difatti che King Diamond sa benissimo di cosa parla - si può essere benissimo in disaccordo con lui, ma va rispettato per la convinzione che protrae ormai da più di trent'anni - e che proprio questo è stato uno dei punti che ha portato allo scioglimento dei Mercyful Fate nel 1985 (ricordiamo che Hank formò poi i Fate, band di AOR/hair metal, quanto di più lontano dall'immaginario dei Mercyful ed anche da questo suo ultimo progetto), e viene da pensare che parlare di Satana e compagnia infernale sia più remunerativo e serva anche a costruire il ponte di contatto con la band originaria, con buona pace di chi scrive di queste cose con cognizione di causa. Inoltre, quanto può essere coinvolto Sean Peck che nei Cage ha parlato anche di cristianità? Tacendo quindi di testi e titoli che fanno anche un po' sorridere, torniamo a parlare delle canzoni, siamo d'accordo sul fatto che i DS navighino in acque che conoscono benissimo e che i pezzi siano nettamente più coinvolgenti dei quattro presenti su 'Satan's Tomb'. Ad esempio la rocciosa title track e la strisciante "Servants Of Dagon", ma un po' più di varietà non avrebbe guastato come nell'ultima doomeggiante "The Baroness", un ottimo esempio di come la materia oscura possa essere interpretata da gente che oramai ha raggiunto lo status di fuoriclasse del metal. Concludendo, 'Masters Of Evil' è un buon compendio sia per chi non si rassegna ad aver perso la band di 'Melissa', sia per chi ha sempre cercato rocciosa e tenebrosa varietà nel panorama del metal classico.

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