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GOBLIN REBIRTH: Goblin Rebirth

data

01/07/2015
85


Genere: Progressive Rock
Etichetta: Relapse Records
Distro:
Anno: 2015

Facendo qualche ricerca abbiamo fatto un po' di ordine mentale. I Goblin con la formazione classica da un lato, dall'altro invece quelli di Simonetti e Morante e poi i Goblin Rebirth. Già dal nome, possiamo capire a quale gruppo possiamo fare riferimento oggi, a seconda della nostra voglia di vecchie emozioni o nuova musica. La rinascita dei Goblin passa per Pignatelli e Marangolo, supportati dal manipolo di metallari open minded della Relapse. In formazione anche Aidan Zammit che era presente nei Back to Goblin di qualche anno fa. Musica inedita, quindi. Non ennesimi rifacimenti del passato aureo e indimenticabile. Concentrandoci su 'Goblin Rebirth', possiamo sin dai primi secondi togliere quel "rebirth": l'autenticità e l'originalità delle soluzioni fa scuola, oggi come quarant'anni fa. "Back in '74" non è solo il titolo di un brano (arrembante, di quelli che potrebbero essere associati a un inseguimento concitato), è la testimonianza di uno stato di forma invidiabile e una ricchezza di idee che deve stupire fino a un certo punto. Sono i Goblin, mica i primi che passano. Il disco è soprattutto un trionfo di prog oscuro, ma anche una risposta chiara e forte a quei pochi che ancora oggi si limitano a considerare la loro musica come semplice colonna sonora. Si toccano diverse corde dell'animo, partendo da quello che sembra un accenno della "Toccata e fuga in Re minore" di Bach trapiantata nell'atmosfera di "Suspiria" nel cupo brano di apertura e andando a finire nelle costruzioni spettrali disegnate dal vertiginoso basso di Pignatelli. Ci sono momenti più narrativi e di accompagnamento, altri più decisi (il Kraftwerk sound reso heavy prog in "Evil in The Machine"), ma vogliamo citare anche la catartica parentesi che ci ha ricordato il tema di Twin Peaks (Badalamenti) virato nel classico sound Goblin. Scorrono i titoli di coda in "Rebirth" e non possiamo che constatare che la classe non è acqua e da queste parti ce n'è ancora in abbondanza. E ora ci aspettiamo qualche live in giro per l'Italia e non solo, visto il consenso crescente attorno al mito dei Goblin.

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