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HATE: Crvsade:Zero

data

27/01/2015
60


Genere: Death Metal
Etichetta: Napalm Records
Distro:
Anno: 2015

Da qualche tempo la musica degli Hate è diventata come la padella che ti danno con i punti dell'ipermercato: a primo impatto solida ed efficace, poi dopo qualche tempo del tutto inutilizzabile. L'ultimo lavoro decente è 'Morphosis', se vogliamo invece qualcosa di più importante perdiamo il conto degli anni passati. La formazione capitanata da Adam (scusate, Adam The First Sinner, per completezza...), sin dagli esordi tra i capostipiti del death metal di matrice polacca, con 'Erebos' e 'Solarflesh' ha prediletto un approccio generico e poco appassionante al genere, prendendo le cose moooolto alla larga e toppando nei momenti topici delle canzoni, in cui servirebbe -ad esempio- un bridge sinistro e teso o un riff spaccaossa, e invece ti spiattellano davanti robetta elementare e banale. Due intro consecutive e altri due intermezzi sono troppi, anche a voler essere pazienti. "Death Liberator" inizia bene, poi appunto la si tira per le lunghe, perdendo quello slancio esplosivo che aveva all'inizio. 'Crvsade:Zero' è sempre un album degli Hate eh, quindi teniamo in considerazione una produzione di altissimo livello e predominio pressoché esclusivo sulla scena del cantante/chitarrista, con Pavulon a farci ripetizioni su come suona un album dei Vader (batterista sui loro 'Necropolis' e 'Welcome To The Morbid Reich'). E gli Hate? Beh, stanno dietro ed è una scelta loro, anche in questo caso. Tra "Leviathan" che sembra uscita da 'Demigod' dei Behemoth e le linee vocali molto accessibili di "Valley of Darkness", sentiamo che ci sono segni di miglioramento rispetto al passato recente, ma comunque resta quel senso di inconcludenza, perché tutto è bello e aggressivo finché dura l'eccitazione iniziale, poi... Puff... Tutto molto simile, freddo e per niente atmosferico. Non da buttare, ma bisogna (ancora) cercare un minimo di personalità.

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