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HELLBRINGER: Dominion Of Darkness

data

01/10/2012
50


Genere: Thrash Metal
Etichetta: High Roller Records
Distro:
Anno: 2012

Avrà puntato sulla copertina estremamente retró la High Roller (divisione della Pure Steel), stavolta, perchè altrimenti si potrebbe pensare ad un altro buco nell'acqua (anzi, si pensa a quello, ed in effetto lo è), e ció incrina fortemente la reputazione dell'etichetta tedesca. Avranno pensato: "Caspita, questi sono australiani ma sembrano più tedeschi dei Sodom!". Gli Hellbringer infatti sono una di quelle band che hanno superato troppo presto lo stadio della "gavetta & autoproduzione", il risultato è questo 'Dominion Of Darkness' che ha veramente pochi spunti degni di nota, anche per i thrashers più incalliti. La nostalgia per gli anni Ottanta è una cosa, l'ossessione è ben altra e più pericolosa. La produzione è pressappoco quella di 'South Of Heaven' degli Slayer, ma con un basso pronunciato che mette in mostra la scarsezza di idee a livello di arrangiamenti. Vi piace la storica "Angel Of Death"? Ci sono almeno tre pezzi che ne riprendono la struttura, o -se si vuol essere buoni- sentiamo la titletrack ripetuta più volte nel corso del disco ma con titoli differenti. Naturamente, la potenza dei riff è molto scarsa, sono monocordi e ripetitivi, senza colpi di genio alcuno. E dire che la velocitá non manca mai, anzi, a volte ci sarebbe bisogno di un rallentamento, tutto è così sparato come una Panda a cento all'ora in autostrada. Coriacea e fastidiosa. Attorno alla metá del platter si intravede la luce sotto la forma di un paio di canzoni più immediate, che riprendono Desrtruction e Venom senza stupire, ma comunque avvicinandosi a mostri sacri dell'arte del citazionismo con mestiere come i Desaster. Per il batterista si trova subito l'impiego in una cover band degli Slayer, gli altri avrebbero bisogno di passare qualche altro mese in garage a smettere i panni dei cloni e a iniziare a pensare a qualcosa di personale. Se poi il target a cui gli Hellbringer si rivolgono è il pubblico dei Toxic Holocaust e dei Warbringer, allora facciamo loro tanti saluti visto che si tratterebbe di un suicidio artistico. La soluzione è dietro l'angolo: basta riscoprire le radici punk e rendere il tutto meno prolisso e di maniera. Per ora comunque niente per cui perdere la testa: manco headbanging ti fanno fare!

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