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MANIFEST: ...And For This We Should Be Damned?

data

09/07/2015
75


Genere: Death Groove Metal
Etichetta: Vicisolum Prod.
Distro: Rough Trade
Anno: 2015

Groove metal, definizione che dice molto e non dice niente di preciso, il "groove" è la capacità di coinvolgere con un sound accattivante e coinvolgente, allora in questo caso ci sono migliaia di band che possono rivedersi in questa descrizione, ma nel nostro immaginario riconosciamo Pantera, Entombed e Machine Head come i portatori sani di questo morbo, i Manifest da Trondheim in Norvegia si definiscono così, ma ascoltando il loro quarto full lenght ci accorgiamo che la definizione non potrebbe essere meno adatta. In '...And For This We Should Be Damned?' c'è sì il groove degli Entombed più caciaroni, quelli del periodo 'To Ride...', basti ascoltare "Violently Engaged" e "Sancta Venere" per capirci, ma le similitudini finiscono lì, delle band di Dime e Flynn neanche l'ombra, anzi l'album ci porta verso lidi completamente diversi da un brano all'altro, dal doom dell'iniziale "Seven Doors Won't Do", al grind-death schizzato della seguente "Stretched & Strung", dalla cangiante "The Cadaver On Your Mental Doorstep" al death metal di "Justified Means", dalla carica punk di "Immune" alla gothenburghiana "Burning Brimstones" in cui c'è anche un'intro orientaleggiante, per arrivare infine all'alternanza di pachidermica pesantezza e furia blast beat di "Sincerely", quindi alla conclusiva "Olympia Cathrin", sorta di joke song che richiama addirttura i Faith No More schizzati di pezzi come "Motherfucker". Quindi di carne al fuoco ce n'è tanta e ben congegnata, apparentemente sembrerebbe un calderone di generi senza senso, ma l'ascolto, grazie anche alla registrazione live in studio rimane godibile facendo apprezzare la carica primordiale della band norvegese anche quando si butta in pezzi dall'impatto basso, l'unica cosa che ci sentiamo di rimproverare ai Manifest è la riproposizione del fastidioso suono del rullante a-la Metallica dell'orrendo 'St. Anger', ma quando si tratta di un disco di questa e non quella, qualità, ci si passa tranquillamente sopra. Chiudiamo con una menzione particolare per l'artwork a cura di K3n Adams - Lamb Of God, Slayer, Hellyeah tra gli altri - azzeccatissima immagine di cinque serpenti che si fanno largo tra le membra di un cigno a compendio di ciò che si sente nell'album.

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