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MASTERPLAN: Novum Initium

data

14/06/2013
73


Genere: Melodic Heavy Metal
Etichetta: AFM Records
Distro:
Anno: 2013

A tutti quelli che già hanno iniziato a frignare perchè non c'è Jørn Lande: sicuri che invece non sia un bene l'avvicendamento al microfono? Perchè noi di passi in avanti così grossi tra 'MK Ii' con DiMeo e il successivo disco col norvegese non ne abbiamo registrati così tanti, anzi, si era notato una certa calma e ordinarietà che non si addiceva a un gruppo con all'interno chitarrista degli Helloween, cantante degli Ark e Mike Terrana. 'Time To Be King' non era che un disco interlocutorio, che doveva traghettare verso qualcosa di più compiuto. Quel qualcosa potrebbe essere proprio 'Novum Initium'. Non stiamo dicendo che i livelli dell'esordio sono raggiunti, ma senza Lande, Terrana e oramai Uli Kusch lontano ricordo era necessario un moto d'orgoglio. Per dimostrare di essere più band e meno insieme di singoli grandi musicisti. Non potevano trovare una copertina più insignificante, però il nuovo singer è una forza della natura. Ottima scelta, quella di Rick Altzi, direttamente dagli At Vance, perchè non è un clone dei precedenti colleghi e sembra che faccia parte della band da sempre, una integrazione perfetta. E poi grazie alla sua potenza, anche i brani più monotoni riescono a fare la loro discreta figura. Diciamo subito che "Keep Your Dream Alive" è l'emblema di quanto non dovrebbero fare i Masterplan, visto che con un batterista come Martin Skaroupka (dei Cradle Of Filth e si sente, data la sua spinta estrema) e la chitarra esperta di Grapow evitiamo canzoni basate su mezzi ritornelli ripetuti allo sfinimento, con tastiere meno che canoniche. Nemmeno "Earth Is Going Down" è dotata di riffing coinvolgente. Dall'altro lato, una serie di composizioni che fanno pensare a quanto bello sia il metal se suonato con indubbia eleganza. Vogliamo citare subito la suite che dà il nome al disco, in cui assistiamo ad una prestazione immensa di tutta la band, tra ritmi diversissimi e tirate vocali impressionanti. Senza dubbio uno dei migliori pezzi dei Masterplan e non solo. Ma non è questa la natura dell'album, che vede come brani maggiormente rappresetativi la brillante "The Game"; l'orientaleggiante "Betrayal", più rocciosa ed epica; "No Escape" col ritornello magnifico, cantato con un'impostazione a metà tra Fabio Lione e Hansi Kursch. Varietà sicuramente, solidità pure troppa (nel sound delle chitarre), per un album convincente e non da tutti.

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