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PHAZM: Scournful Of Icons

data

05/04/2016
74


Genere: Black Death Metal
Etichetta: Osmose Productions
Distro:
Anno: 2016

I Phazm sono tra i gruppi che - insieme a Meshuggah e Extrema - mi hanno indirizzato verso la retta metallitudine, senza perdere tempo appresso a fenomeni effimeri, esteriori e scadenti, indicando senza alcun indugio gli ingredienti per comporre un buon disco. All'epoca di 'Antebellum Death n Roll' mi sembravano degli dei, o più propriamente dei demoni che prendevano il groove dei Six Feet Under, modificazioni genetiche del rock'n roll (c'est à dire Motorhead), una spruzzata di black metal e doom rendevano quel calderone oscuro e immenso la cosa più attraente del mondo per un giovincello che si affacciava alla finestra della musica più bella del mondo. Avevano tutto, pure della roba southern, gli assoli fighi e rockeggianti, e soprattutto - la cosa che li ha sempre contraddistinti - tanto umorismo (andatevi a leggere i testi). Dal 2008 però non si sentiva più parlare dei Phazm, il mondo sembrava averli dimenticati, magari li aveva dimenticati veramente, ma come un non-morto, dopo ben otto anni, abbiamo tra di noi la resurrezione in forma barcollante e putrefatta della formazione francese: a capo c'è l'inossidabile Pierrick Valence, e delle incarnazioni precedenti è della partita il solo batterista, presente già in 'Cornerstone of the Macabre'. Il tempo non guarisce certe ferite, non sazia la voglia di metal, ma può far cambiare molte cose, come i Phazm versione 2016: irriconoscibili. Non in senso negativo, attenzione: 'Scournful of Icons' è un gran bell'album, solo che rispetto a quanto ascoltato fino ad ora sembra più serio, statuario, oscuro e estremo. Ci si assesta su un ispirato black/death 'n roll, come se i Carcass da 'Heartwork' in poi si fossero fusi a freddo con i Taake e gli ultimi Inmortal (incluso il nuovo corso di Abbath). Una grossa influenza sulla direzione seguita è data dallo stile del drumming: per esempio nell'iniziale "Ginnungagap" il riff iniziale potrebbe essere anche uscito da 'Cornerstone...', ma è la batteria che producendo ritmi di black metal puro e andando a tutta velocità trasmette quella botta che in precedenza era data da un diverso approccio, leggermente più vario. Lungi da me tuttavia criticare questi francesi per non essere fantasiosi, poiché restano sempre una spanna sopra il resto delle uscite del genere grazie a un estro che non cerca effetti speciali, ma predica il culto della forma canzone, con il risultato che è nelle orecchie di tutti e consente di memorizzare le parti del disco in poco tempo. Il growl di Pierrick è sempre definito e possente, con particolari ritornelli dalla melodie dark o ritualistiche che fanno capolino qua e là. La vecchia guardia rimarrà comunque contenta per il giochetto di "Howling for You" che presenta l'album, ma non lo rappresenta in verità. Nel complesso abbiamo davanti un gruppo cresciuto e diverso, che ai vecchi tempi forse non avrebbe composto un brano così epico come la title track (con annessa voce femminile). Intanto godiamo della bontà delle canzoni. Vedremo in futuro se rimarranno su queste posizioni o torneranno al death 'n roll delle origini.

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