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RUNNING WILD: SHADOWMAKER

data

25/04/2012
50


Genere: Heavy Metal
Etichetta: SPV/Steamhammer
Distro: Audioglobe
Anno: 2012

Un po' di date giusto per non perdere la concezione del tempo. 2005: i Running Wild pubblicano il più che dignitoso (per essere il tredicesimo album) 'Rogues En Vogue'. 2009: trentesimo anno di attività della band che annuncia l'ultimo megaconcerto al Wacken Oper Air. Fin qui nulla di strano. Ci si aspetterebbe solo calma piatta. Invece nel 2011 dal famigerato ultimo live viene tratto un cd/dvd. Ci può stare una estrema celebrazione della grandezza di una band, anche se comincia a farsi largo un sentore di speculazione. Solo sospetti fino all'ottobre dello stesso anno. La band risorge e annuncia addirittura un nuovo album. "E' giunto il momento di ammainare le vele e affrontare nuove sfide" aveva detto Rock'n'Rolf allo scioglimento. Parole, parole, parole. La manciata di tracce che compongono 'Shadowmaker' è qui tra noi. Cosa pensare allora? Possiamo credere a Mr. Kasparek che dice "volevo scrivere quattro pezzi per una raccolta finale, ma poi da cosa nasce cosa ed è uscito fuori un album intero"? Oppure ci fidiamo del detto ormai collaudato che una reunion oramai non si nega a nessuno? Oggettivamente è bello vedere ancora uscite a nome Running Wild, a prescindere dalla motivazione che ha spinto alla pubblicazione. Rock'n'Rolf è uno dei personaggi che riscuote più simpatia nell'ambito metal, i suoi Running Wild hanno sfornato quintali di inni pirateschi e tanto heavy metal di qualità (i maliziosi direbbero più quantità che qualità), infinita coerenza. Ed oggi? La coerenza c'è, a meno di non vedere in questa nuova uscita solo un motivo per spillare soldi. Noi sinceramente propendiamo per una via intermedia tra l'ispirazione improvvisa e il richiamo del dio denaro. Anche perchè i nostri pirati preferiti hanno sfondato nel mainstream, anzi ne è complice un lento e costante declino compositivo, dopo che l'ispirazione e l'aggressività vera (non quella conferita da una buona produzione) sono andate perdute da qualche parte negli anni Novanta. Via di mezzo perchè il mastermind dei RW ha dichiarato di avere impiegato pochissimo per scrivere le canzoni di questo album, raramente più di mezz'ora l'una. Gli si deve credere, non si può fare altrimenti ascoltando e assistendo a canzoni in alcuni casi sempre più semplici e scarne (riff d'apertura, strofa e ritornello della stessa pasta, qualche sussulto negli assoli). Quadrati, diretti e poco longevi, purtroppo si punta maggiormente su questi brani. Le idee scarseggiano. Nell'ormai penultimo album c'era un grandissimo anthem epico come "Skull And Bones", qui c'è ancora meno aggressività dei precedenti dischi, attitudine hard rock e rilassata. Chitarrone grosse, per carità, ci sono in abbondanza. Ma chi l'avrebbe mai immaginato un "Me + The Boys"? Lento e cadenzato brano autocelabrativo, uno dei più melodici che i nostri abbiano mai scritto, vorrebbe porsi come "Wasted Years" fu per i Maiden, con un risultato quasi opposto dato che su cinque minuti il ritornello (alquanto parodistico) è ripetuto all'infinito. Ecco i nodi cruciali: eccessiva prolissità per le poche idee proposte e una ricerca continua della melodia che risulta dannosa (i due accordi di "Sailing Fire" potrebbero dar vita a qualche canzone di musica popolare italiana). Si salva ben poco, l'assolo della titletrack è pura goduria classic metal anni '80, mentre la lunga "Dracula" riesce ad essere coinvolgente e varia, avulsa fortunatamente dal resto dell'album. Azzardando un paragone, questo 'Shadowmaker' è un album da spiaggia, soleggiato ed effimero come lo fu oltre trenta anni fa 'Point Of Entry' dei Judas Priest. Solo che dopo quella sbandata ad Halford e compagni uscì fuori un certo 'Screaming For Vengeance', mentre per i Running Wild, nello stato terminale in cui si trovano non vediamo vie d'uscita se non appendere gloriosamente e finalmente la chitarra al chiodo, un altro benedetto ultimo live, un'altra ultima testimonianza live, ma poi basta. Rock'n'Rolf, sappiamo che in fondo ti diverti, però iniziare in questo modo ad inanellare dischi mediocri non ci diverte affatto.

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