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TRUCKFIGHTERS: V

data

12/10/2016
82


Genere: Fuzz Rock
Etichetta: Fuzzorama Records, Century Media Records
Distro:
Anno: 2016

Mi sono avvicinato al quinto album dei Truckfighters con un misto di curiosità e timore. Per chi non conoscesse la band svedese il loro ascolto è caratterizzato da un paio di spontanee domande. Mentre la montagna di meteoriti fuzzosissimi si abbatte sul mondo, ci si chiede in primo luogo perché nessuno ha mai pensato di usare questi riff in precedenza. E in seconda battuta: nessuno li ha mai suonati perché troppo geniali, o troppo banali? Bene, per i disconi da fattoni chiamati 'Gravity X' e 'Phi' la risposta era semplice: non si dimenticano facilmente, si ascoltavano dieci volte di fila col sorriso sulle labbra. Eppure l'idillio non era destinato a durare molto. Con la loro infatuazione maledetta di Queens Of The Stone Age e Alice in Chains, di ritmi più blandi e piatti, questi svedesi erano quasi riusciti a rovinare tutto. I due successori erano poca roba, soprattutto l'ultimo, freddino 'Universe', che si è meritato più qualche scoppola nella mia recensione (tanti altri hanno gridato al capolavoro e poi l'hanno rimosso con molta facilità dalle loro preferenze). Il problema era che pur volendo risultare più accessibili (e non c'è nulla di male in questo) si voleva continuare a tenere la distorsione a tavoletta, a ridurre a zero la dinamica dei pezzi e soprattutto mancavano delle vere e proprie linee vocali compiute. Ebbene, sappiate che i Truckfighters sono tornati trasfigurati. Saranno andati in pellegrinaggio a Joshua Tree, California (ossia la Lourdes del rock desertico), si saranno venduti l'anima al diavolo, non so e non voglio sapere. Fatto sta che 'V' è il miglior disco dal 2007 e anzi inaugura una nuova era per la band, che ora sembra definitivamente maturata e capace di scrivere canzoni impensabili fino a qualche anno fa. Ozo finalmente canta, e lo fa in modo totalmente trascinante con una varietà che tocca più generi, quelli in cui i Nostri hanno messo adesso radici. I volumi dei fuzz si sono leggermente abbassati, l'atmosfera è determinante e piena di suggestioni. La apertura è di quelle che lasciano il segno in profondità. "Calm Before The Storm" è già uno dei migliori brani dell'anno, se poi la si abbina al videoclip arriviamo a livelli qualitativi superiori. La storia vera su cui si basano entrambi è quella del rapimento e dell'omicidio di una diciassettenne, Lisa Holm. Brividi lungo la schiena dal primo all'ultimo secondo di questi otto minuti. Da qui si vede la nuova caratura dei Truckfighters, che creano ombre spettrali e tragiche, in un crescendo di malessere. Serpeggia lungo tutto l'album qualcosa dei Tool, o anche qualcosa degli ultimi Katatonia che si ispirano molto ai Tool, riportati in un contesto stoner. Su sette pezzi, tutti riconoscibili e caratterizzati solo un paio ricordano più da vicino il passato recente, ma anche in quelli c'è una nuova linfa vitale che li attraversa. Più grunge, più blues, c'è una risolutezza tutta nuova che finalmente elabora nel migliore dei modi QOTSA e AIC. Tanto bello quanto inatteso.

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