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TWINTERA: LINES

data

29/11/2012
88


Genere: Hard'n'Heavy
Etichetta: Logic(Il)logic
Distro: Andromeda
Anno: 2012

Segnatevi questo nome: Twintera, e ricordatevi di farlo perchè quando saranno una band giustamente nota ed affermata non sarete presi alla sprovvista. Raramente capita di avere tra le mani un album di un gruppo talmente valido e personale. Il fatto che 'Lines' esca per la Logic(il)logic e che sia distribuito da Andromeda può far pensare ad un ensemble dedicato al prog metal, e questo é vero solo in parte, nel senso che se il termine prog é inteso come progressione del suono, allora la band veronese può essere intesa come tale, perchè in 'Lines' la musica è in continua evoluzione, senza porsi barriere e inserendo elementi pseudo thrash, alternative e massiccie dosi di hard rock, il tutto riletto in chiave originale, che di questi tempi é una cosa più unica che rara. Tutto ciò é chiaramente dimostrato dalla rilettura personale di "Burning Heart" dei Survivor, ma anche da pezzi assolutamente fantastici per compattezza, melodia, inventiva e, a costo di ripeterci all'infinito, originalità, come le massicce "Where We Land" e "On The Edge Of...", la delicata "Waves", la ritmata "By Hand Of Justice", la rockeggiante "Oversight" che vede ospite Tom Englund degli Evergrey, oppure "Cool 18", bellissimo esempio di boogie-blues(!), o ancora "Run!" che rivisita la NWOBHM con gli occhi di oggi. La chiusura é affidata a due capolavori assoluti quali "Killing Your Feelings", dove un riff coinvolgente viene trasformato in imprevedibiltà allo stato puro, e "Bunch Of Motherfuckers" che, oltre a risultare il giusto compendio tra metal maideniano e gothic rock, sfoggia il titolo più bello degli ultimi secoli: da applausi! C'è inoltre da sottolineare la notevole capacità tecnica di ogni componente della band, anche se le due lead guitar fanno la parte del leone come proprio nell'ultimo brano in scaletta dove si sentono degli assoli talmente belli ed eleganti da alzarsi in piedi e chiedere il bis. Chiudiamo con la prestazione vocale particolare di Fabio Merzi, un singer bravo, capace di regalare emozioni senza per forza dover volare alto; é quindi evidente che tutta l'esperienza accumulata in sede live assieme agli stessi Evergrey, oppure a White Skull, Vision Divine e Crematory tra gli altri é servita a dare quella sicurezza che la band poteva perdere all'indomani della fuoriuscita del tastierista originale Matteo Bigon, ma lo stesso keyboard player ha continuato a fornire aiuto e idee allla band, che ne ha sicuramente tratto giovamento e noi ne godiamo ora che abbiamo ascoltato questo popò di capolavoro a nome 'Lines'. Standing ovation!

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