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VANEXA: Too Heavy To Fly

data

16/10/2016
78


Genere: Heavy Metal
Etichetta: Punishment 18
Distro:
Anno: 2016

Parlare dei Vanexa vuol dire parlare del metal italiano, quello storico, quello che muoveva i primi passi a seguito dell'esplosione della NWOBHM; a quei tempi la triade che tentava disperatamente di emergere tra mille difficoltà fisiologiche era composta da loro, dai Vanadium e dalla Strana Officina - i Death SS stavano annaspando tra i loro demoni - ma solo i Vanexa ricalcavano quel metal stradaiolo che soprattutto i Saxon erano riusciti a portare alla ribalta, basti pensare ad alcuni titoli dal loro esordio, ossia la storica "Metal City Rockers" o anche "Lost War Sons" per trovare gli appigli con la band di Biff Byford. Dopo quel fulminante esordio, la band dovette aspettare cinque anni e la perdita dell'appogio da parte della Durium - storica etichetta italiana attiva fin dagli anni trenta - che versava in cattive condizioni e ritornò con la stessa formazione, ma con un disco - 'Back From The Ruins' - che cominciava a denotare qualche piccolo calo di tensione, anche se di caratura notevole, cosa che portò la band, assieme all'avvento del grunge, a pubblicare il debole 'Against The Sun', dove però cominciava a splendere la stella di Roberto Tiranti (Labyrinth, Odyssea, New Trolls). Lo scioglimento fu inevitabile e l'oblìo proseguì fino al 2009, quando la sezione ritmica composta dai fondatori Sergio Pagnacco e Silvano Bottari reclutò Pier Gonella (Necrodeath, Mastercastle), il chitarrista albanese Artan Selishta e di nuovo Roberto Tiranti, con questa line-up uscì 'Metal City Live', energico manifesto della band dal vivo, mentre il rinnovato interesse per i Vanexa portò Pagnacco e Bottari a riesumare i vecchi demo in italiano e pubblicarli nella compilation '1979-1980'. Ora, dopo l'ennesima defezione di Tiranti e l'inserimento dell'ex Hyaena Andrea Ranfagni, ecco il quarto album in studio diventare realtà grazie all'attivissima Punishment 18, finalmente non alle prese con l'ennesimo gruppo thrash derivativo e i lampi che fecero brillare 'Vanexa' ed in buona parte 'Back From The Ruins' si contano sulle dita di una mano, qui c'è una ben delineata vena hard rock, dovuta sia alla magistrale interpretazione di Ranfagni, sia alla consapevolezza di non dover cadere nelle ingenuità di molti gruppi attuali fin troppo retrò, ma anche grazie alla presenza dello storico tastierista degli Uriah Heep, Ken Hensley, nella conclusiva e molto hard-prog oriented "The Traveller". Degni di nota sono il pathos sprigionato da "Kiss In The Dark", la vena rock'n'roll di "Tarantino Theme", dove si capisce perchè in questi Vanexa ci vogliono due chitarre e la verve stradaiola di "007" e "Rain", ovvero i trait d'union con i Vanexa degli anni ottanta, questo non vuol dire che 'Too Heavy To Fly' tagli i ponti col passato, ma solo che i Vanexa non sono una band a cui piace sedersi sugli allori, forti del nome storico, ma che vuole produrre ottimo hard metallizato multiforme come nelle incalzanti "It's Illusion" e "Paradox", fregandosene dei trend e pensando solo a ciò che comanda il cuore, altrimenti Sergio Pagnacco e Silvano Bottari non sarebbero mai tornati ed invece sono qui e hanno tutti i numeri per restare!

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