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LETMEIN: LIESBOOK

data

12/07/2006
50


Genere: Pop Punk
Etichetta: Autoprodotto
Anno: 2005

Autoproduzione. Sembra essere questa la parola d’ordine per i bresciani Letmein, band esecutrice di un pop-punk dalle profonde influenze emo. Infatti, dopo la loro prima demo autoprodotta “The Daydream”, datata 2003, escono ora con un’altra autoproduzione intitolata “Liesbook”. Sicuramente, però, in questo caso bisogna parlare proprio di EP, e non più di demo, poiché la qualità del prodotto eguaglia e forse addirittura supera quella di produzioni ben più quotate. L’EP in questione ha fatto seguito addirittura ad un singolo (indovinate un po’? Autoprodotto!) dal titolo “Just Beyond Reach (How I Learned To Love The Bomb)”, che rappresenta sicuramente uno dei brani migliori del disco. Ma veniamo alla musica: come anticipavo poc’anzi, la proposta della band è decisamente orientata verso la melodia, senza però dimenticare la propria matrice punk. I pezzi presenti su questo EP sono in tutto sette, compresa un’intro di piano (che ho trovato piuttosto sgradevole, ma pazienza), per un totale di 21 minuti di musica. Il primo pezzo è la bella “B.L.S. – Basic Life Support”, uscita quest’anno anche nel sampler del numero di gennaio della celebre rivista “Punkster”, forse il picco compositivo di questo lavoro, alla quale segue il suddetto singolo “Just Beyond Reach (How I Learned To Love The Bomb)”, dai toni ancora più malinconici. Il disco prosegue su questa strada fino alla conclusiva “Piazza, New York Catcher”, che possiamo considerare una ballad dato che la chitarra acustica è l’unico strumento ad accompagnare la voce del cantante Nico. Purtroppo, però, non posso fare a meno di constatare che il disco, alla lunga, annoi parecchio, tanto che arrivare alla fine senza avere la tentazione di spegnere lo stereo è davvero impresa ardua. I Letmein, infatti, non fanno altro che suonare un genere che in questo periodo va davvero per la maggiore, il che mi lascia supporre che abbiano anche un certo successo di pubblico. Io penso che questo genere sia anche troppo inflazionato, e che di band come i Letmein possiamo tranquillamente fare a meno. Loro stessi dichiarano: “Crediamo di fare musica onesta e fresca. Crediamo che la musica migliore debba sempre essere sottilmente disturbante. Crediamo nell'autoproduzione, nella coproduzione, nel Do It Yourself, nei Declino, nel piratare i cd ai danni delle major. Crediamo nell'autorevolezza e non nell'autorità. Abbiamo la pretesa di avere qualcosa da dire e di meritare un ascolto. Crediamo nell'importanza di suscitare opinioni e pareri forti e discordanti, convinti che il male peggiore sia l'indifferenza." L’attitudine c’è, la qualità no. Peccato.

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