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THE FORESHADOWING

E’ passato poco più di un anno dalla realizzazione del quinto disco sulla lunga distanza, 'New Wave Order', (Lifeforce Records), in quasi venti anni di carriera, ed a otto anni dal precedente 'Seven Heads Ten Horns'. Una discografia parca, ma pregna di lavori di grande spessore per i quali ne è valsa la pena pazientare. Facciamo il punto della situazione con Alessandro Pace, mastermind della band. 

Com’è andato l’ultimo lavoro in termini di critica, vendite e risposta del pubblico ai vostri concerti? Molto bene sotto tutti gli aspetti direi. I feedback ricevuti dalla critica sono stati soddisfacenti, lo stesso dicasi per le vendite. La prima stampa è andata sold-out subito e la successiva ristampa è praticamente esaurita. Calcolando la crisi del supporto fisico e il fatto che mancavamo sul mercato da parecchi anni il bilancio è sicuramente positivo. Purtroppo, eccetto qualche sporadica apparizione in Italia, siamo un po' mancati dal punto di vista dei concerti. A differenza dei precedenti lavori non si sono palesate opportunità interessanti e soprattutto sostenibili di supportare la pubblicazione dell’album con un tour, stiamo comunque già lavorando per migliorare questo aspetto nel futuro.

Ho l’impressione che in fatto di atmosfere 'New Wave Order' sia il disco più vicino a Sting ed ai Depeche Mode della vostra discografia. Concordi? Decisamente, hai citato due dei nostri artisti preferiti nonché fonti di ispirazione. In generale l’album è un ritorno al passato, alle canzoni che hanno accompagnato la nostra infanzia, un tributo agli anni ’80 e alle varie scene musicali che si sono susseguite in quegli anni, dal gothic rock al post punk, dalla new romantic al synth pop.

A cosa si deve il cambio d’etichetta, dalla Cyclone Empire alla Lifeforce Records? Era semplicemente scaduto il nostro precedente contratto e la Cyclone ha inoltre smesso di pubblicare album ormai da parecchi anni. Tra le varie opzioni che avevamo per la pubblicazione di NWO abbiamo scelto la Lifeforce perché ci ha colpito la loro attitudine e il modo pragmatico e professionale di lavorare. Siamo molto soddisfatti della nostra scelta e anche il prossimo album verrà pubblicato con loro.

Come sei riuscito a reclutare Gabbo (Shores Of Null) in formazione? Michele Attolino ha lasciato la band? Da quando siamo tornati a fare concerti nel 2022 Gabriele è il nostro live session. Ci conosciamo da molti anni e sappiamo quanto lui sia affidabile e valido sia dal punto vista musicale che umano, pertanto è stato naturale pensare a lui per sopperire temporaneamente al posto vacante di secondo chitarrista. Michele Attolino ha lasciato il suo ruolo di bassista sempre nel 2022. In entrambi i ruoli (seconda chitarra e basso) cercheremo a breve di trovare due membri stabili da integrare nella line-up ufficiale.

A quale tuo disco sei più legato e perché? Domanda difficile e risposta variabile a seconda del periodo. Forse in questo momento ti direi 'Second World', ma la mia risposta potrebbe cambiare domani in base all’umore!

Farete tour celebrativo per i vent’anni di 'Days Of Nothing' nel 2027? Faremo sicuramente qualcosa di speciale, anzi più di una si spera.

Un tuffo nel passato. Raccontaci come siete riusciti a catturare la Candlelight Records che ha pubblicato il vostro esordio e la relativa esperienza. Nel modo più semplice in quegli anni, ossia inviando un ottimo disco corredato di un promo package professionale. Ricevemmo proposte di contratto da ben quattro label e scegliemmo quella apparentemente più vantaggiosa, scelta che poi si è rivelata errata. Nonostante “Days of Nothing” rimanga a tutt’oggi uno degli album più apprezzati della nostra discografia fu supportato da un pessimo lavoro promozionale. Purtroppo ai tempi peccammo di ingenuità ed inesperienza, d’altronde non si finisce mai di imparare in questo campo.

Non sapevo che avessi militato nei Dope Stars Inc. Raccontaci qualche aneddoto di quell'esperienza, ricordo il vostro concerto al Qube del 2005 dove ci furono diversi inconvenienti tecnici. Si, ho militato nella band dal 2004 al 2007. Fu un’esperienza sicuramente divertente e formativa, corredata da due album, tour europei e svariati festival. Ho un piacevole ricordo di quel periodo e ancora oggi sono in contatto con Vittorio (ora mastermind dei grandissimi Master Boot Record) e Fabio (incredibile digital artist) che tra l’altro ha curato l’artwork proprio del nostro ultimo album. Non ho ricordi particolari del concerto che menzioni, quindi è probabile che sia stato pessimo e l’abbia rimosso dalla mia mente! 

Un po' di gossip: vi prendete mai in giro sulle rispettive squadre di calcio nella band? Tu laziale, Marco (vocalist) interista, gli altri per quali squadre tifano? È da qualche anno che non seguo con attenzione il campionato, faccio fatica a trovare interesse per questo calcio contemporaneo. Lo trovo decisamente in decadimento come il resto del mondo. Giuseppe penso che non abbia mai avuto interesse per squadre calcistiche, mentre Francesco è un tifoso del Cosenza.

Cosa si prospetta per il 2026? Tour, nuovo disco? Siamo attualmente impegnati in studio a registrare il prossimo album che verrà pubblicato entro la fine dell’anno, cercheremo questa volta di supportarlo con un’attività dal vivo adeguata.

Vuoi aggiungere qualcosa? Ti ringrazio per l’intervista e invito chi ci segue a rimanere sintonizzati sulle nostre pagine per news in merito al nuovo album ed altro, non rimarrete delusi.

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