FORGOTTEN TOMB + PATRISTIC + BIANCA
Roma, 21 febbraio. All’ingresso del Traffic ci accoglie una numerosa cornice di pubblico che non si è fatto sfuggire l’occasione di assistere ad un evento all’insegna del metallo più nero di matrice prettamente italiana. Chiediamo venia ai Kybalion che non troveranno copertura in questo report, a causa di un contrattempo che ci ha impedito di arrivare in tempo per assistere alla loro performance.
Ci ritroviamo direttamente ad assistere ai romani Bianca, band i cui membri vantano trascorsi nei Hideous Divinity, Patristic e Nocturnal Depression. Il set inizia con un sound che definire primitivo è un eufemismo, sembrava di ascoltare una band black metal norvegese anni 90, molto lo fi, come se non avessero avuto la possibilità di fare un soundcheck appropriato. Due cose risaltano immediatamente alle orecchie: la prestazione della vocalist; una creatura demoniaca che prima ti accarezza poi ti scartavetra il volto e l'assenza del basso nel mix. Con il proseguire della concerto fortunatamente il sound è migliorato, sopratutto dopo che il fonico ha alzato i volumi del basso, rendendo giustizia ad una macchina infernale schiacciasassi ma abbastanza lontana dalle sonorità esplosive che abbiamo avuto modo di apprezzare su disco. Hanno suonato diverse tracce dall’omonimo disco d'esordio su Avantgarde Records che abbiamo avuto il piacere di recensire su queste pagine. Assolutamente da rivedere per rendere il giusto merito ad una band che ci ha catturato con l’opera d’esordio.
Per la prima volta in Italia i Patristic (capitolini anche loro), hanno calamitato l’attenzione attraverso le minacciose figure incappucciate che troneggiavano sul palco. Si sono presentati con un sound monolitico e monumentale tratto dall’ultimo lavoro “Catechesis”, un black/death sparatissimo che ci ha travolti senza lasciarci via di scampo, inframmezzato da alcune dissonanze post black di scuola francese. Al netto di alcune intro atmosferiche e delle parti dissonanti la proposta tendeva spesso ad autoindulgere nella ripetizione pedissequa delle stesse soluzioni: batteria in perenne blastbeat tipo mitragliatrice, basso e chitarre che sputavano riff a velocità folli e vocals belluine. Passato l’effetto sorpresa, l’ascolto risultava piuttosto scontato.
A chiudere la serata gli headliner Forgotten Tomb, da oltre venticinque anni tra i prime movers del depressive black metal in italia. Hanno portato sul palco estratti dall’ultimo parto “Nightfloating” oltre che dalla loro copiosa produzione, presentandosi con un overture a là Shining (quelli svedesi di Niklas Kvarforth). Tra le band che hanno caratterizzato la serata sono stati quelli più coesi, con maggiore esperienza ed il sound migliore; pur barcamenandosi tra influenze che andavano dai Paradise Lost, ai Katatonia, dalle lande care ai riff circolari dei Burzum fino al post black degli Harakiri For The Sky senza dimenticare i già citati Shining, hanno saputo creare un atmosfera decadente. E’ vero che il genere non concede ampi margini di manovra, ma l’impressione che ci hanno lasciato non è stata memorabile, finendo col far venire la nostalgia per le band da cui traggono ispirazione.

Commenti