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DENNER'S INFERNO: In Amber

data

21/11/2019
80


Genere: Hard rock
Etichetta: Mighty Music
Distro:
Anno: 2019

È con ironia della sorte che ci accingiamo a scrivere questa recensione proprio all'indomani della dipartita di Timi Grabber, compianta spalla destra dell'istrionico Mr. Petersen famoso ai più come King Diamond. Parlando di Michael Denner non possiamo infatti esimerci dal citare il suo glorioso passato nelle fila di entrambe le creature del Re Diamante; i Mercyful Fate prima e i King Diamond dopo. In entrambe le formazioni l'ascia di Mr. Denner ha contribuito a scolpire nel tempo dei veri e propri capolavori immortali, ci riferiamo ad album storici come 'Melissa' e 'Don't Break The Oath' o l'intramontabile 'Abigail', incisi rispettivamente con le formazioni dei Mercyful Fate e dei King Diamond. Con un tale bagaglio di esperienze che comunque non si esauriscono solo nelle due richiamate band danesi ma che contemplano anche altri progetti successivi, Mr. Denner decide di reinventarsi in questo nuovo progetto di cui 'In Amber' ne costituisce l'esordio. L'intento del mastermind appare da subito chiaro: omaggiare l'hard rock primigenio degli anni settanta nelle sue molteplici sfumature, riportandolo in auge e plasmandolo con maestria ed esperienza per aggiungere quel tocco tutto personale all'opera. "Matriarch" è il classico serrato mid tempo hard rock di scuola inglese che riporta alla memoria i tempi d'oro dei Deep Purple di 'Machine Head', con una pregevole linea solistica di chitarra che rievoca i riff del bardo Sir. Blackmore. Ebbene anche se siamo al cospetto di una band danese (fatta eccezione per il vocalist), il sound che permea l'intero platter è molto albionico e si incarna in varie forme e stili diversi. "Loser" sembra prendere spunto dai Mountain puntando sul lato più bluesy, con un Chandler Mogel ispirato probabilmente anche dalle linee vocali di David Coverdale in 'Come Taste The Band' dei citati Deep Purple . Ma l'album in questione non può non contenere al suo interno quelle sonorità peculiari che hanno reso celebre Mr. Denner al grande pubblico; "Fountain Of Grace", brano pubblicato già nel precedente omonimo EP, ha tutta la cupezza e il piglio maligno e sinistro delle composizioni dei Mercyful Fate e dei Candlemass. Abbondanti anche le influenze progressive rock che a più riprese baluginano durante l'intero minutaggio del disco; "Up And On" è interamente costruita su un riff semplice ma efficace che cresce di intensità evocativa nell'ampio chorus, mentre "Run For Cover" si distingue per un coinvolgente e azzeccato "dialogo" solistico scandito dalla chitarra di Denner che si alterna in un piacevole e melodico botta e risposta. Il lato melodico è sicuramente uno dei punti di maggior forza che denota tutta la maestria e l'esperienza impiegata in fase compositiva; le varie tracce non risultano mai monotone o ripetitive nella loro struttura ed ognuna si fa portavoce di un proprio sentimento da veicolare alle orecchie dell'ascoltatore. Particolarmente intensa sotto questo punto di vista è la superba "Pearls On A String" che tributa egregiamente e forse meglio di tutte le altre la vera essenza del prog rock anni settanta. Le sue melodie melliflue ed oniriche sono come un dolce balsamo che rievocano echi lontani di mostri sacri del calibro di King Crimson. Sognante, ma nel senso più squisitamente "romantico" del termine, risulta essere anche "Taxman (Mr. Theif)" che a tratti assume quasi le sembianze di una solida ballad nella quale spicca la voce limpida e pulita di un ottimo Chandler Mogel artefice di una prova di altissimo livello. A conti fatti questo 'In Amber' possiamo definirlo un disco pieno di idee, di ispirazione ma anche di tradizione, una gemma forgiata dai nostri quattro alchimisti che certamente farà la felicità degli amanti della buona musica di qualità.

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