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IMMORTAL: BATTLES IN THE NORTH

data

22/02/2005
100


Genere: Black Metal
Etichetta: Osmose
Anno: 1995

Tante frasi ad effetto sono state spese per definire questo disco, un disco che non è affatto semplice descrivere: si è parlato di tormente di neve incessanti, battaglie feroci tra gelide raffiche di vento… ed è quasi impossibile non ripetere le parole di qualcun altro tentando di sintetizzare le emozioni trasmesse da questo capolavoro del black metal norvegese, perché è proprio di queste cose che si tratta. Battaglie nel Nord, suoni di morte in una terra immaginaria, fatta di immensi ghiacciai e cieli illuminati da un pallido sole impotente di fronte alle mostruose masse di ghiaccio e neve. L'apoteosi artistica del gelo e del dolore trasformati in terrificante e impietoso assalto sonoro. I riff di Demonaz in questo disco sono tra le cose più taglienti e distruttive che potrà capitarvi di sentire: gelidi e veloci come il vento, insieme alla terremotante sezione ritmica gestita da Abbath creano un sound complessivamente impreciso ed estremamente immediato, poco lavorato e assolutamente istintivo (com'è facile intuire trattandosi di uno dei primi grandi classici del black metal), che travolge e non lascia scampo. Quello che subito colpisce è proprio la costante e terrificante aggressività dei brani, che evitano rallentamenti e sono tutti giocati su incessanti pattern in sedicesimi e riff il più crudeli possibili: se si eccettua l'intro di "Cursed Realms of the Winterdemons" e lo stacco finale di "Blashyrkh" non vi è alcun momento di riposo, solo montagne di riff e blastbeat che si riversano sul povero ascoltatore, che si ritrova di colpo catapultato nel gelido e morto mondo degli Immortal. Parlare di canzoni singole è molto, molto difficile: i pezzi sono in linea di massima omogenei e perfettamente inseriti nel loro contesto: "Battles" è un disco da sentire tutto d'un fiato, con 10 pezzi brevi e assassini concentrati in poco più di mezz'ora, ma ciò non vuol dire che sia monotono, per quanto l'omogeneità dei brani potrebbe essere vista come il suo unico difetto. Pur discostandosi raramente dalla formula già descritta, i brani riescono ad esplorare diversi aspetti del mondo delle Battaglie nel Nord: dalla battagliera e assurdamente veloce title track all'angosciosa e disperata "Throned by Blackstorms", passando per la mistica e riflessiva "Circling Above in Time Before Time" fino all'epicità pura e incontaminata della storica "Blashyrkh", che risulta forse il brano che più si distingue dal resto del disco, sia per il suo tempo lento e cadenzato che per il suo feeling assolutamente epico. Posto genialmente in chiusura, è un brano potente e anthemico, ideale per spiazzare l'ascoltatore distrutto dopo l'ascolto della pura violenza glaciale delle traccie precedenti, in un climax che raggiunge il culmine nella parte più evocativa del disco, ovvero l'ormai celebre arpeggio che spezza il ritmo incessante di quest'ultima indimenticabile song. Che dire. "Battles in the North" è un disco molto particolare, di quelli che vanno concepiti nel loro insieme per risultare davvero validi, potendo contare in effetti su un solo pezzo che davvero riesce a "spiccare" sugli altri, ma d'altra parte incantandoci con un'incessante e meraviglioso show di nordica e glaciale furia. Come sempre quando si parla di black metal, le parole non riescono a descrivere tutto ciò che si prova, ma l'immaginario "norsk" di gelo, neve e morte, qui ha trovato una delle sue migliori incarnazioni. Si è forse un po' persa l'anima malefica del precedente lavoro, ma nessun disco è mai stato tanto simile ad una tormenta di neve, o al suono del sangue che cade sul ghiaccio, come questo magnifico e (è proprio il caso di dirlo) immortale capolavoro.

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