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MISSILES OF OCTOBER: Better Days

data

14/08/2017
75


Genere: Sludge, Noise, Punk Rock
Etichetta: Pogo Records
Distro:
Anno: 2016

Tra fumi perenni ed alcol continuamente sgorgante si infilano con la parsimonia di un elefante in una cristalleria questi baldi giovanotti belgi che assieme formano i Missiles Of October. Una band che non conosce minimanente il significato di “fronzoli”, e che mette in mostra il proprio pensiero attraverso il sano concetto di “rumore”. Sano per modo di dire, dato che i loro spunti musicali si combaciano a meraviglia con elementi quali, ad esempio, la cirrosi epatica e la bronchite cronica. Ma il trio di Bruxelles sembra sbattersene altamente, e seguendo gli insegnamenti soprattutto di band come Unsane, propongono con ‘Better Days’, secondo disco sulla lunga distanza dopo l’esordio del 2014 ‘Don’t Panic’, un mix esuberante e concreto di punk, noise, stoner e sludge, in un minestrone dalle essenze sulfuree ma efficaci e gustose. I brani non spiccano certamente per originalità, ma evidenziano una forza parecchio sostenuta, affrontando la concezione di contatto diretto con l’ascoltatore nella maniera migliore possibile. A parte “Everyday” dalla durata piuttosto lunga per questo genere, i brani sono mediamente corti, ma dal tiro convinto e continuo, un tiro che ci smuove e ci fa sudare all’insegna del puro divertimento.  Non è propriamente un caso se l’album in questione venga pubblicato per l’etichetta francese Pogo Records, e che fa del DIY il suo monumentale totem. “No Brain, No Headache”, col suo ritornello strumentale esplosivo, ci fa scapocciare e sballottare quasi come i migliori Unsane, e che in Italia possiamo ben trovare in band come le Agatha; ed anche la title-track, nella sua durata molto limitata, concentra pienamente tutti i requisiti per un viaggio all’insegna del pogo sfrenato, con la birra che scorre a fiumi. Il tutto merito della ritmica serrata messa in atto dalla batteria di Bob Seytor e dalla voce rauca e vissutissima di Mathias Salas, alle prese con disegni veloci di chitarra. Con “Loser”, come anche nei brani precedenti come la già citata “No Brain, No Headache”, prende corpo la voce ancora più segnata dai quintali di sigaretta fumati di Lionel Beyet, che col suo timbro tipicamente sludge adopera violenze verbali senza ritegno alcuno. Inoltre un contributo importante alla seconda chitarra lo dà l’ospite Ralf Jock, che soprattutto nella parte finale del brano alza ulteriormente la qualità musicale, variando per quanto possibile la melodia chitarristica altrimenti fin troppo standardizzata di Salas, per quanto sia comunque prorompente. Dopo il trittico “Chainsaw / Problems / Blah-blah-blah” dove la band continua con il suo percorso di ignoranza musicale sfrenata, degna dei migliori pogo all’interno di piccoli centri sociali ben nutriti, ‘Better Days’ si chiude con “Two Feet In Sludge” dove la sporchissima voce di Lionel Beyet accompagna in modo degno ritmiche leggermente più lente, che acquistano ulteriormente in densità che difficilmente si riesce a scalfire. I Missiles Of October si dimostrano una band che sa far divertire il pubblico, che si presume sia formato sostanzialmente da giovani disadattati e tendenti all’insurrezione anarchica, figli di una società che li vuole respingere, e che vogliono risolvere le loro beghe esistenziali ubriacandosi e pogando al ritmo del noise-sludge del power-trio belga; a cui si potrebbero aggiungere anche ascoltatori più datati, che sentono comunque in maniera profonda i disagi che la società contemporanea spesso comporta, e che vogliono immergersi in contesti dove regna il puro divertimento e la voglia di sfogarsi. Su quest’ultimo particolare, i Missiles Of October si indirizzano in maniera ideale e compiono un lavoro pressochè perfetto.

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